L’amica. Una persona speciale che tutti dovrebbero avere nella propria vita.

L’amica

E’ da un po’ che ho in mente questo articolo, ma finora non ero mai riuscita a realizzarlo. Oggi invece ci voglio provare e quindi eccomi qua. Voglio parlare di una persona che ricopre un ruolo molto importante nella mia vita. Un’amica, anzi, l’amica.

Una luuunga amicizia

Nate nello stesso anno, abbiamo frequentato l’asilo insieme, da qualche parte a casa della mia mamma c’è ancora qualche improbabile foto che lo dimostra. Non ho molti ricordi di quegli anni, ma qualcuno si tra cui un carnevale trascorso insieme di cui, però, non ricordo i dettagli. Anche gli anni della scuola primaria li abbiamo trascorsi insieme. Una classe di 25 bambini, tra cui varie figure di disagiati di diversi tipi, che ogni tanto ci divertiamo a ricordare insieme. Una maestra splendida che entrambe ricordiamo con molto affetto. I vari aneddoti che ci fanno ridere nelle serate che trascorriamo insieme.

Tutte le femmine ti odiano perché tu hai il pastello fucsia

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Sì. c’è stata anche questa fase, in cui tutte le femmine della classe odiavano Marta perché lei aveva nell’astuccio il pastello fucsia mentre noi no. Come dite? Invidia? Certo che sì, ai massimi livelli. Tutte intorno al suo banco durante gli intervalli, ad ammirare il famigerato pastello fucsia, e a regalare a lei grandi sorrisi solo perché ce lo facesse provare. Piccole arpie crescono…

Ritrovarsi dopo tanti anni

Le scuole medie frequentate in posti diversi, le superiori, stessa scuola ma con indirizzi diverse e quindi in diverse sezioni. Le nostre vite hanno preso direzioni diverse e non ci siamo più viste. Finché, qualche anno fa vedo che è su Facebook e, ricordando i vecchi tempi, le chiedo l’amicizia. Lei la accetta e riprendiamo a sentirci. Organizziamo una serata insieme così conosciamo i rispettivi mariti e la sua meravigliosa piccola Emma. Da quella sera è (ri)cominciata una grande amicizia che si è rivelata di giorno in giorno sempre più preziosa è importante.

Serate insieme e non solo

A quella serata ne sono seguite molte altre e altre ancora ne seguiranno. Il bello di stare con loro è che si può parlare di tutto, dalle cose più serie alle stupidaggini più sciocche, guardare la tv insieme, ascoltare musica, cenare… il tutto in tranquillità e serenità assolute. In casa loro ci si sente accolti, ci si sente a casa.

Amicizia e professionalità

Come si ringrazia una persona per essere così incredibile? Si cerca di esserci per lei, di aiutarla in quelle, pochissime, situazioni in cui potrebbe averne bisogno. Pensare di ricambiare quello che lei ha fatto per me negli ultimi anni è pressoché impossibile. Il sostegno continuo, discreto e delicato ma costante. La presenza nei momenti più difficili, il supporto anche professionale, che non mi ha mai fatto mancare, in qualità di psicologa competente, empatica e gentile (qui il suo sito). Che capisce quando parli in modo sconclusionato e anche quando non parli. Quando lasci le frasi a metà, quando non trovi la parola giusta… Lei riesce sempre a capire cosa hai dentro e a indicarti la soluzione migliore per affrontarlo, superarlo o anche semplicemente conviverci, quando non si può fare altro.

Un piccolo ringraziamento

Come dicevo all’inizio, è da tempo che ho in mente di scrivere questo articolo su di lei, oggi l’ho fatto e questo vuole essere un piccolo ringraziamento per la sua presenza nella mia vita e in quella di mio marito. Grazie Marta, grazie per averci aperto le porte di casa tua, grazie per averci fatto conoscere Gigi, Emma, Manuel e il mitico Bullo. Grazie per averci salvato molte serate, grazie per gli strumenti che ci hai dato, e che non smetti di darci, che ci consentono di andare avanti durante le peggiori tempeste. Grazie per la fiducia che hai in noi, per il tempo speso insieme, per aver condiviso che noi le gioie che abbiamo avuto e che hai avuto tu. Nessun articolo su un blog potrà mai ripagarti di tutto quello che hai fatto, fai e farai in futuro.

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Neve e ricordi. Famiglia e amore. E futuro.

Neve e viaggi

E’ il primo Marzo e nevica. Molta gente si stupisce, qualcuno si arrabbia. Io penso che comunque è ancora inverno e quindi la neve ci sta, il paesaggio bianco mi piace e, nonostante le difficoltà per arrivare al lavoro, me lo guardo felice. Ok stamattina le strade non erano pulitissime, ma andare a 40 Kmh era francamente eccessivo, soprattutto perché qualcuno di questi soggetti così “prudenti” non aveva nemmeno i fari accesi. Ma sì, tanto basta andar piano e bloccare tutto il traffico, perché prendersi anche la briga di rendersi visibili? Neanche si dovesse tenerli accesi manualmente…

Neve e bambini

Quanto alla scuola è bastato un rapidissimo giro di messaggi con la rappresentante dei genitori per garantire che sia io sia la maggior parte di loro, si trovasse tranquillamente a scuola. Quando le cose funzionano è sufficiente questo. I bambini sono felici e io con loro. Purtroppo per ora la neve è poca e non consente di uscire a giocarci però possiamo già guardarla sognanti. Dalla finestra però abbiamo visto una cinciallegra piccolissima tutta marroncina, nera e gialla, meravigliosa, i bambini erano incantati a guardarla attaccati ai vetri. Poi un pettirosso. E la cosa bella è che una bambina ha osservato che sulla ringhiera, la neve era segnata dalle impronte dell’uccellino che si era appoggiato lì. Sono fantastici.

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Neve e ricordi

E io mentre la guardo penso alla mia mamma che l’ha sempre adorata. Anche lei è sempre andata al lavoro in macchina ma questo non ha mai scalfito il suo amore per la neve, come non scalfirà mai il mio. Tante volte da piccola sono andata in cortile a giocare nella neve con lei. Costruivamo pupazzi, lasciavamo impronte con gli stivaletti di gomma… e poi la cosa si ripeteva puntualmente con i nipoti. Non è mai stata una mamma di quelle che ti tiene in casa perché fa freddo o piove o nevica. Certo, non metteva mai a rischio la nostra salute ma permetteva di divertirsi e sperimentare. Ricordo dei giorni di pioggia in cui nessun bambino era in cortile ma io si, a camminare sotto l’acqua con l’ombrello. Bellissimo.

Neve e amore

Ho anche un altro ricordo legato alla neve. Io, nella mia camera a casa della mamma, seduta sul davanzale della finestra a veder nevicare messaggiando con una persona speciale che la guardava scendere da un’altra finestra, pensando a quanto sarebbe stato bello guardarla insieme “a una persona amica” peccato che lì di amicizia ce ne fosse ben poca, o meglio era la base di qualcosa di molto più forte. Stasera io e quella persona speciale potremo guardare la neve insieme dalla finestra di casa nostra, come facciamo ogni volta che succede. Non importa se sia Dicembre, Gennaio o Marzo, la magia non conosce data. Anche quest’anno il mese di Febbraio ha compiuto il suo danno irreversibile ma ora è finito. E insieme guardiamo avanti, nel bianco.

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(Articolo del 1 Marzo)

Ricordi di… viaggio di nozze

Ricordi di viaggio

In questi giorni difficili (l’anniversario della scomparsa della mamma e altri pensieri…) avevo bisogno di bellezza e di positività. Così ho condiviso su Instagram un paio di foto del giorno del mio matrimonio. Il giorno più bello, si usa dire, e per me è stato proprio così. Perfetto e indimenticabile. Ricordi di viaggio quindi.

Parigi

Ieri e oggi invece ho condiviso due foto del viaggio di nozze. Parigi. Un luogo che ho sempre sognato e amato, prima ancora di andarci. Una città che ho evitato, volutamente, per trent’anni, per andarci in viaggio di nozze. E così è stato. Un classico, ne sono consapevole, ma io sono molto classica in effetti, in questo e in molte altre cose.

Meraviglie parigine

Naturalmente non sono stata minimamente delusa da quella che è sempre stata la città dei miei sogni. Purtroppo restarci solo quattro giorni è estremamente limitante, ma il resto del viaggio lo abbiamo passato girando tra i vari castelli della Loira (e non è assolutamente vero che dopo un po’ sono tutti uguali anzi sono meravigliosamente tutti diversi e spettacolari ognuno a modo suo) quindi avevamo solo quei pochi giorni per vederla. Beh, sono bastati per restarne totalmente affascinata. qualcosa siamo riusciti a vedere e non c’è niente che non ci sia piaciuto. Il Louvre, il Sacre Coeur, il quartiere di Montmartre, gli Champs-Élysées, l’immancabile Torre Eiffel, su cui sono riuscita a salire nonostante io soffra di vertigini, e tutto il resto…

La Valle della Loira

Ma altrettanto bello è stato semplicemente camminare per le vie, tra la gente, i negozi, i giardini… L’atmosfera di Parigi non c’è in nessun’altro posto… Mi piacerebbe molto tornarci e sicuramente succederà. La restante parte del viaggio, passata come dicevo visitando alcuni dei vari castelli della valle della Loira, è stata altrettanto meravigliosa. Naturalmente non li abbiamo visti tutti ma quelli che abbiamo visto sono stati indimenticabili. Abbiamo fatto migliaia di foto, non è un modo di dire, sono state davvero migliaia, e riguardarle a distanza di qualche anno è stupendo ma nessuna foto, nemmeno quella meglio riuscita, può rendere pienamente giustizia a quelle costruzioni meravigliose. Il mio preferito? Assolutamente Chambord! Anche li ci tornerò appena possibile e poi vorrei andare in Provenza, che ho visitato solo una volta in gita scolastica e invece ora voglio assolutamente condividerla con mio marito, ma questa è un’altra storia… Al prossimo viaggio… 😉

ricordi

Strane giornate di pioggia che forse non è soltanto pioggia

Stamattina, prima di andare a scuola, sono scesa con il cane e mi sono accorta che pioveva. Stando in casa non lo avevo notato, quindi ci siamo ritrovati sotto la pioggia e  lui era senza impermeabile e io senza ombrello. Va beh, mi sono rassegnata a  una passeggiata sotto la pioggia e ad asciugarlo una volta tornati in casa. Non sono cose poi tanto strane trattandosi di lui.

Una luce strana

Il cielo era grigio e la pioggia era abbastanza forte, ma per fortuna non troppo. Guardandomi intorno però percepivo una luce strana. No, non vi sto raccontando una storia di presenze soprannaturali o cose simili. Era proprio la luce del cielo a essere diversa dal solito. Pur essendo di una tonalità grigia uniforme, in realtà mi sarei aspettata di vedere un arcobaleno spuntare da qualche parte. Invece nulla. E ho controllato più volte. Mi sentivo come se fosse una giornata di pioggia ma di primavera, non di autunno inoltrato pronto a diventare inverno. La temperatura era abbastanza fredda ma l’atmosfera non lo era affatto.

Giornate strane d’infanzia

Quando ero piccola c’erano spesso giornate come quella che mi sembrava di stare vivendo oggi. Nonostante fossero piovose, si intravedeva comunque la luce che filtrava da sotto. Da dietro una nuvola qualche raggio di sole riusciva sempre a passare.

Ricordi

Quelle giornate che ricordo così bene mi danno una sensazione positiva. Una sensazione di sorriso. Forse non esiste questa espressione ma la uso lo stesso perché rende benissimo l’idea di come mi sentivo.

Neve?

Mi viene in mente solo ora che questa stranezza potrebbe essere aria di neve. In fondo perché no? Già più persone mi hanno detto che è prevista neve per venerdì quindi perché no? Posso sperare. Per ora era solo pioggia, che tra l’altro ha continuato a scendere per tutto il giorno. Ma magari nei prossimi giorni questa acqua si trasformerà in neve e tutto sarà bianco e meraviglioso.

strane

Arcobaleno: per chi ama i colori

 Arcobaleno

Ogni volta che vedo un arcobaleno mi vengono alla mente pensieri positivi. E ‘ da quando sono piccola che amo molto questo fenomeno atmosferico. Tanto che mi riesce difficile considerarlo solo un riflesso di luce in goccine d’acqua sospese. Certo tutto, o quasi, ha una spiegazione scientifica, ma io che sono una delle persone meno scientifiche che esistano, tendo spesso a ignorarla tranquillamente.

Foto arcobaleno

Quando vedo un arcobaleno il mio primo istinto è di fotografarlo prima che svanisca o cambi. Il mio sogno sarebbe di vederne uno intero e poterlo fotografare. Mi è successo una volta di vederne uno intero e perfetto su un campo, senza niente a interrompere l’arco, ma non avevo con me i mezzi per fotografarlo, né una macchina fotografica e nemmeno un semplice telefono cellulare. Un vero peccato, ma lo ricordo ancora come uno spettacolo meraviglioso.

Colore preferito: arcobaleno

Ho sempre avuto problemi a scegliere il mio colore preferito. Da piccola dicevo “tutti” quando mi veniva chiesto, perché ho sempre adorato l’effetto che fanno tutti insieme e che separatamente, secondo me, perdono un po’. Poi crescendo mi sono sempre più stabilizzata sul rosa e adesso tutti sanno che è questo il mio colore preferito se proprio devo sceglierne uno, ma altrimenti l’arcobaleno rimane al top della mia classifica personale. Meglio ancora se completato da brillantini, ma qui andremmo proprio nella perfezione.

Un blog arcobaleno

Quando si è trattato di scegliere un nome per il blog che avevo deciso di aprire, sì, proprio questo che state leggendo, ho pensato subito che doveva entrarci l’arcobaleno in qualche modo perché mi caratterizza e mi descrive molto. Ho poi aggiunto le sfumature perché le amo, mi piace vedere i colori che cambiano l’uno nell’altro proprio come nell’arcobaleno dove non c’è un taglio netto ma un cambiamento di colore graduale. Anche nella vita cerco di non dare mai tagli netti alle situazioni, se arrivo a farlo è perché qualsiasi altro tentativo di soluzione non ha funzionato e quella è l’unica scelta rimasta, allora taglio, altrimenti sfumo sempre.

Cena con amiche

Ieri sera abbiamo avuto a cena due amiche. Il mal di testa per fortuna mi ha dato un po’ di tregua e sono stata bene per tutta la sera.

Riprendiamo i contatti

Grazie a Facebook ho mantenuto i contatti con una ragazza che è stata in classe con me all’asilo, alle elementari e alle superiori. Alle medie no perché pur avendo frequentato nello stesso paesino, c’erano due sezioni e siamo state divise. Ogni tanto è capitato in questi anni di vedersi in giro ma raramente. Grazie a Facebook invece abbiamo ristabilito, con mio grande piacere, un rapporto più costante. Non solo tra me e lei ma anche con sua sorella. E sono stata felicissima di presrntarle anche a mio marito. Per me è sempre così, quando una persona diventa importante voglio che lui la conosca. Così diventa davvero parte della mia e della nostra vita. Con Francesca e Cristina è stato proprio così.

Nico

Francesca, la mia ex compagna di scuola,  fa la volontaria in canile e su Facebook è tra le più grandi ammiratrici del mio Ronny 😀. Lei stessa ha a casa diversi patatini tra cui Nico, che ho voluto conoscere fin dalla prima foto che ho visto. Un pelosetto sfortunato che ha trascorso davvero troppo tempo in canile, finché non ha trovato casa da Francy. Finalmente, un paio di settimane fa, sono riuscita a conoscerlo. Io e Ivan siamo andati a cena da loro e ho potuto coccolare Nico e gli altri. Stupendi. Abbiamo passato una splendida serata. Anche a Francesca e Cristina la vita non ha risparmiato i colpi bassi ma questo non ha intaccato la loro sensibilità e sono sempre le dolcissime ragazze dei tempi della scuola.

Il dolcissimo Nico ❤️

Cena con amiche

Ovviamente, essendo stati molto bene, ci tenevamo a ospitarle a casa nostra, cosi anche loro potevano conoscere Ronny, e ieri sera è successo. Mi sembra che si siano trovate bene e di questo sono felice. Con loto, come l’altra volta, il tempo è volato e la serata è trascorsa piacevolmente anche grazie al Ronny show che ovviamente non è mancato. Lui già le ama, non ha fatto le sue solite scene di abbaio selvaggio (e assolutamente inutile) che fa ogni volta che viene qualcuno, si è fatto accarezzare anche mentre aveva il kong in bocca, cosa praticamente impossibile… Insomma Francy e Cry promosse a pieni voti! Ma non avevo il minimo dubbio.

Ronny perfettamente a suo agio

A una certa ora poi sono dovute tornare a casa perché i loro piccoli erano da soli e non essendo giovanissimi hanno le loro esigenze, ma ci siamo ripromessi di vederci presto, portando anche Ronny da loro, vedremo come va la serata con sei cani 😅😅.

Buona domenica a tutti!!

Profumo di ortensia e Chanel n. 5

Ortensie

Adoro le ortensie. Le ho sempre adorate fin da quando ero piccola, anche se non conosco molto bene il loro profumo. E anche crescendo sono sempre rimaste tra i miei fiori preferiti. Al punto che le ho volute nell’allestimento floreale del mio matrimonio. Era composto di rose rosse e ortensie bianche. Anche se le mie ortensie preferite sono sempre state quelle rosa, seguite a ruota da quelle azzurre.

Profumo

Vi ho detto delle ortensie perché Lunedì sera mi sono portata a casa un profumo all’ortensia. Era della mamma. Non so se sia ancora utilizzabile perché era lì da un po’. Vedremo. Non è stato facile ma so che papà preferisce che le cose della mamma vengano usate da noi piuttosto che restare lì inutilizzate. Solo che davvero non è affatto semplice prenderle da dove sono e portarle a casa. Togliere le cose da casa di mamma e papà fa cambiare aspetto alle varie stanze, non sono più come le ho sempre viste e a volte è un po’ un colpo. Allora stasera ho cercato di prendere qualcosa tra quello che è ancora in buone condizioni ma senza svuotare troppo le mensole e gli scaffali. Qualche profumo, qualche cosmetico…

Ricordi

In realtà ovviamente non ho bisogno di alcun oggetto per ricordarmi di lei e nemmeno per sentirla vicina. Però, pur nella difficoltà di farlo, tenere qualche oggetto appartenuto a lei mi fa piacere. Che poi, io sto qui a scrivere queste cose ma la voce dentro la mia testa mi chiede perché parlo di lei come se non ci fosse più. Accettazione della realtà: scarsa direi. Incredulità a mille. Mi sembra ancora tutto molto assurdo, insensato, sbagliato anche. Beh, è sbagliato, di questo ho la certezza. Questi mesi che sono passati hanno visto il mio morale andare su e giù peggio che se fossi a bordo delle montagne russe. Ci sono momenti in cui la mancanza ti colpisce come un pugno lasciandoti senza fiato. In altri momenti riesci perfino a sorridere di un ricordo, di una sua frase tipica.

Chanel n. 5

Tra le altre cose ho portato a casa una boccetta di Chanel n. 5. Il suo profumo. Da un po’ lo uso anch’io, da qualche anno. Avevamo in comune la passione per questo profumo e così ora sulla mia mensola del bagno c’è la mia boccetta, più piccola, e la sua, più grande. Davanti c’è quello all’ortensia e dietro c’è un barattolo che mi piace tantissimo da quando ero piccola piccola. Dentro ci stanno quelle cosine da bagno che non si lasciano a vista tipo legamini e mollette… È rovinatino sul bordo del coperchio perché ha più di trent’anni ma io lo trovo sempre splendido. 😍 Sul retro c’è un uomo che scrive… Ma ho sempre preferito lei, troppo bella.

  

Musical.ly

Hello! Si inizia questo articolo ascoltando “Senza pagare” (J.Ax – Fedez). Bella invenzione Spotify free. Free è d’obbligo of course. Comunque, la musica di sottofondo mi ha sempre aiutato sia nello studio sia nel lavoro, per non parlare della scrittura in generale. Poi c’è Musical.ly ma quello è un discorso diverso che affronterò tra poco.

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On air now: “Girasole”

Per ora mi trovo nella cucina della zia, dopo una fantastica grigliata con lei e tre sue amiche. Praticamente sembra più un collegio docenti che una grigliata estiva ma va bene così. Intanto è iniziata “Girasole” di Giorgia, che mi piace anche, ma perché oggi Spotify si prende la briga di farmi ascoltare canzoni che non sono nella mia playlist? Probabilmente ha frainteso il significato di free. Va beh, finché è Giorgia ci può stare. Poi vedremo cosa propone. L’importante per me è che siano canzoni che conosco, in modo da poter cantare. Lo sapete che ho la fissa del canto, no? Sì sì che lo sapete, non ve l’ho risparmiata, però dai finché non metto miei audio potete considerarvi dei privilegiati. 🙂

On air now: “When you say nothing at all”

Ieri sera Ivan e io siamo andati a mangiare una pizza in un posto molto particolare. Pizza strabuona. No però Grignani no dai. Non ce la faccio. Change, please! Vediamo se chiudendo e riaprendo l’app, riesce a farmi sentire le mie canzoni. Ooohhh ok, sembra che ce l’abbiamo fatta. Thank you Spoty! Tornando a noi, cena perfetta ieri sera, ma poi usciti dalla pizzeria… Il diluvio! No, non esagero. Il diluvio davvero, praticamente un’altra doccia aggiuntiva solo per raggiungere la macchina. Avrei volentieri evitato di bagnarmi da capo a piedi, soprattutto a causa del dolore dietro al collo, anche quello vi è tristemente noto ormai, che non vuole proprio passare.

Musical.ly

In questo post musicale appunto, parliamo di Musical.ly ovvero questa app usata dai giovanissimi, intorno ai 13 anni per intenderci, dove si realizzano brevissimi video su basi musicali. Io ovviamente non ho nulla a che fare con tutto ciò, se non fosse che ho una nipote tredicenne che ha convinto anche il suo zio preferito a iscriversi a tale scempio. Da non dire. Comunque sono diventata un’esperta di youtubers quali Luciano Spinelli, Elisa Majno, Andrea Stefanile. Insomma quale trentottenne li conosce tranne me e mio marito? Mi auguro nessuno ahahahahah. Va beh. Sorvoliamo. La nipote tra l’altro ha anche creato due gruppi WA che si chiamano “Gli amici di Luciano” e Gli amici di Andrea” … help us, please!!! In realtà ci divertiamo ad immergerci nelle musicalità moderne, anche se naturalmente preferiamo altro.

On air now: “No matter what”

Sulle note dei Boyzone vi saluto raccontandovi un piccolo episodio lavorativo/musicale. Quando la mia classe era in prima, avevo una collega parallela di matematica che, come me, ama Tiziano Ferro. Un giorno, durante le due ore di programmazione settimanale, mettiamo come sottofondo sulla LIM un cd di Tiziano. Non era finita la prima canzone che bussano e chi entra secondo voi? La dirigente. Figuracce ne abbiamo? Anche sì. Ovviamente ci scusiamo per la musica ma lei invece si scusa a sua volta di averci interrotte (ahahahah mitica!!) e anzi ci fa i complimenti perché riusciamo a concentrarci sul lavoro pur con musica in sottofondo. Poi ci racconta che invece lei nel suo studio deve chiudere porte e finestre perché il segretario tiene, a volume troppo alto, musica che lei non gradisce. Grandissima. Infine se ne va scusandosi per il disturbo. Ma quale disturbo poi? Fossero tutte così, dirigenti sì, ma anche persone, con cui poter parlare con questa tranquillità. Ora non è più la nostra dirigente e infatti ne sento molto la mancanza. Magari un’altra volta vi racconterò di quando in sede di scrutinio ci siamo messe a chiacchierare della mia passione per il rosa o di come mi sia stata vicina per la perdita di Aurora aiutandomi in un’infinità di modi, professionalmente e umanamente. Questo suo modo di essere, infatti, non ha mai tolto nulla alla sua professionalità. E’ proprio questo il bello.

Ma quanto ho divagato in questo articolo? Beh, è domenica, prendetelo così.

On air now: Shooting star.

musica

 

 

Persone speciali? Sì, grazie!

Amicizia.

In questo articolo vi parlo di questo argomento per me estremamente importante. E, altrettanto estremamente, complesso.

Non sono mai stata una di quelle piene di amici. Da bambina ero timidissima e tendevo sempre a sminuire me stessa nel confronto con gli altri. Questo ogni tanto lo faccio ancora ma adesso, per mia fortuna, ho accanto persone che riescono miracolosamente a prendersi un po’ cura della mia autostima. E, in parte, ho imparato anch’io alcune cose che mi permettono di vivere meglio. Certo, ci ho messo anni, passando attraverso dure lezioni e momenti bui, ma almeno ho imparato. Comunque, ai tempi dell’infanzia, io e la popolarità non ci conoscevamo neanche di vista. Mai ‘na gioia style.

La situazione è un po’ migliorata ai tempi del liceo. In una classe quasi esclusivamente femminile, ho trovato le prime grandi amicizie. Soprattutto una. Vacanze insieme, telefonate interminabili, pagine e pagine di Smemo reciprocamente dedicate. Ma poi, ci siamo evolute diversamente. Io sempre piuttosto selettiva e riservata, lei molto più… come posso dire… Socievole? Estroversa? Disponibile? Sì, direi che questi tre aggettivi descrivono perfettamente “la lei di allora” . Un abisso si è aperto tra di noi e, lo dico serenamente, meno male! Ho avuto, non so nemmeno io come, il coraggio di non cambiare me stessa per lei e ne sono strafelice. Esperienza negativa quindi, ma alquanto istruttiva.

Comunque, negli anni dell’adolescenza ci stanno queste delusioni; più grave è quando tutto ciò accade in età adulta. Però, si hanno più strumenti per difendersi. E ho dovuto fare anche questo. Ma ne sono stata in grado e per questo sono fiera di me. Oggi sono più sicura, so quanto valgo come amica, so che do tanto, tutto, e so che deve essere uno scambio. Non perché l’amicizia la si dia per avere qualcosa in cambio, nulla di più lontano da tutto ciò, ma è anche vero che alcuni sentimenti devono essere reciproci altrimenti a lungo andare, delusione su delusione si finisce per stare male. Io di motivi per stare male ne ho già in abbondanza e non permetto più a nessuno di aggiungermene altri. Ora so che non sono sempre io a dover dare. Non a senso unico almeno. Non più.

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Positività

Devo dire però che nella mia vita ci sono anche figure amicali assolutamente positive. Una che ho ritrovato grazie a Facebook e con cui sto instaurando un legame molto stretto. Una donna che ammiro molto e che mi ha insegnato molto. Che mi insegna molto ogni giorno. Che è riuscita a conquistare anche l’amicizia di mio marito ed è cosa rara. Una figura per noi importante e preziosissima. E accanto a lei un uomo speciale che ammiriamo tantissimo. Marta e Gigi, vi voglio molto bene. Anzi “vi amo di bene” come diciamo nelle nostre serate sceme… 😂😂😂😂

Posso parlarvi poi di una persona che conosco da relativamente poco tempo ma che da subito è stata importante per me. A volte anche l’ambiente lavorativo dà modo di conoscere qualcuno di speciale con cui all’inizio si ha a che fare solo per motivi professionali ma che poi diventa un amico. Un amico vero. Non di quelli che senti tutti i giorni magari, ma il tipo di amico che quando sei triste ti chiama e ti fa sorridere. Il tipo di amico che conosce il tuo lavoro, lo capisce, lo apprezza e ti incoraggia quando c’è chi si diverte a fare il contrario. Un amico che si infuria quando qualcuno ti fa un torto e lo devi trattenere fisicamente dall’andare a fare un casino.

Chiudo pensando a un uomo che mi è accanto da anni, purtroppo non fisicamente perché viviamo lontani ma che nonostante questo c’è sempre. Di lui potrei parlare molto a lungo ma mi basta dire che sono estremamente fortunata a essergli amica e spero che anche lui si senta così. Un appoggio sicuro, un compagno di scemenze, un rifugio di dolcezza, una presenza discreta ma molto molto forte.

Grazie!

Naturalmente ci sono altre persone molto importanti, amici e amiche veri, ma il post diventerebbe troppo troppo lungo.Esempi positivi. Persone importanti. Amicizie vere, di quelle che restano. Diverse, che si compensano, che mi aiutano in questo casino di vita e che mi fanno stare bene.

Grazie amici!

Ricordo… immagini di me

Ricordo, un insieme di sensazioni che non vogliono restare dentro.

Piccoli grandi atti di coraggio

Ricordo le camminate in pomeriggi pieni di sole. Per andare a vedere, rigorosamente da fuori, la casa di questo o quel ragazzo. Superare il limite della zona villeggianti per andate in quella residenziale del paese pareva una trasgressione senza precedenti. Esporsi troppo faceva paura ma la curiosità era più forte. La curiosità di ragazzine, adolescenti ma ancora molto ingenue in rapporto all’età.

Serate

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Ricordo le serate in spiaggia, con birra scadente comprata in negozietti improponibili lungo la via principale. Non mi è mai piaciuta la birra, non mi piace tutt’ora ma quella era così scarsa che nemmeno sapeva di birra. E pur di stare con gli “amici” la si beveva facendo finta che piacesse. Poca però. Le sdraio a cerchio, sigarette vaganti. No, mai fumato, nemmeno in quelle occasioni.

Discorsi improbabili

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Ricordo le ore in spiaggia, il pomeriggio, sotto l’ombrellone con gli auricolari nelle orecchie, in condivisione chiaramente, parlando di quello che avremmo indossato la sera. Non da sfigata, non da strada. “Gonna? Per forza! Noi dai che vergogna! E se c’è lui? Appunto, che figura!!! Faccio schifo con la gonna! Ma non puoi non metterla!” Discorsi stupidi e infiniti. Ore.

Dolcezza che rimane

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Ricordo poesie improvvisate, recitate mano nella mano. Momenti di dolcezza ritagliati tra una battuta e un’altra. Isolarsi pur restando nel gruppo di amici. Senza spostarsi di un passo. La voce bassa, quasi un sussurro, che nessuno senta. L’appetito che passa ma certi orari vanno rispettati. Un “Non andare” che non sbiadisce con il passare degli anni.

Reale o no?

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Ricordo una serata in riva al mare, le luci alle spalle, un’enorme distesa d’acqua, nemmeno troppo silenziosa, alle spalle. Poche parole, ma le ricordo ancora. Molti sogni. Molti pensieri. Molte speranze. Poca realtà. Il tempo che passa troppo veloce. Il cuore che batte troppo veloce. La mente che viaggia troppo veloce. Far finta che tutto fosse reale e non a scadenza. E se fosse stato reale in realtà? Forse lo era. Oggi come oggi non cambierebbe nulla. Penso che lo fosse.

Ricordo tante altre cose, situazioni e persone, ma per stasera va bene così.