Esserci sempre, una dote fondamentale

Esserci sempre

Oggi , non serve che lo dica io, è la festa del papà. Una giornata che può essere bellissima o molto difficile a seconda delle situazioni che si vivono. Per me è più la seconda che la prima, ma visto che ho la fortuna di avere un papà speciale, mi sembra giusto festeggiarlo. Stasera ceneremo insieme, non solo perché è la festa del papà, ma perché  come dicevo nel titolo dell’articolo, esserci è una cosa fondamentale. Da parte di un papà, ma anche da parte dei figli.

La presenza di un papà

Ho notato che molti dei miei contatti social hanno fatto gli auguri al proprio papà sottolineando, giustamente, la presenza costante della figura paterna nella loro vita e, a mio parere, hanno fatto proprio bene. Un papà c’è, c’è quando è lontano per lavoro, quando non ha tempo per giocare con i suoi bambini o quando li vede in giorni stabiliti da un giudice, c’è quando ama i figli della propria compagna perché capisce che i bambini non hanno colpa dei casini creati dagli adulti, un papà c’è sempre. E, a volte, è proprio nelle situazioni difficili che un papà è d’esempio per i suoi figli, non importa quanti anni essi abbiano.

Il mio papà

Il mio papà è proprio del tipo che ho descritto. Sempre presente, sempre affidabile, sempre onesto. Con i suoi difetti che lo rendono umano, ma pur sempre unico e speciale. Con le ingiustizie subite, con i torti che la vita gli ha fatto, con la sua forza ma anche grande sensibilità e dolcezza. Un esempio per chi ha saputo coglierlo, un appoggio, un sorriso sempre presente tranne che nelle foto, lì farlo sorridere è un’impresa :-). Un uomo pronto a sostenere ma anche a lasciar andare, a vegliare da lontano ma anche ad accompagnare un passo dopo l’altro.

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Il miglior papà

Il papà dei miei bimbi, l’uomo più unico che esista, che ha affrontato dolori indicibili ma sulla presenza non ha mai mancato un colpo. Non c’è stato lavoro, impegno, malattia che lo abbia tenuto lontano da qualsiasi cosa riguardasse i suoi piccoli. Molto più forte di me, molto più solido, più presente, una luce incrollabile nei suoi occhi meravigliosi che ogni giorno mi sostengono, anche quando si riempiono di lacrime per troppi schiaffi della vita, per troppe mancanze. L’uomo che, più di qualunque altro abbia conosciuto, incarna alla perfezione il ruolo del papà. L’uomo a cui questo giorno fa molto, molto male ma i nostri angeli sicuramente lo aiuteranno a farcela ancora una volta. Non c’è un altro uomo sulla Terra con cui vorrei, e potrei, condividere il fatto di essere genitori.

Il compleanno che doveva essere… Aurora…

Compleanno

Oggi doveva essere il tuo compleanno, se tutto fosse andato bene quattro anni fa. E invece sappiamo tutti com’è andata. Un vero disastro per cui tu non sei qui e niente può lenire, seppure in minima parte, questo dolore.

Nulla cambia le cose

Altri avvenimenti sono successi dopo questo. Altri dolori, qualche gioia. Ma nulla può cambiare ciò che questo periodo, che questi giorni, scatenano dentro di me ogni anno incessantemente. Del resto, come si fa a passare dalla gioia più grande al più grande dolore e pensare di superarlo? Ci si convive, piccola. Ci si convive con più o meno fatica. Se si hanno vicino, come nel mio caso, persone speciali, si riesce a sopravvivere, a restare a galla, seppur annaspando un po’. Contando che io non so nemmeno nuotare, la prospettiva non è granché.

Qui

Eppure sono qui, resto qui, in qualche modo. Molto diversa da quella che ero, sicuramente diversa da quella che sarò. Ma sono qui, e lo sono anche per te. Perché forse è più comune andare avanti “per chi resta” e sicuramente in parte è anche questo che faccio. Qui ci sono persone che non potrei mai volutamente lasciare. Ma resto anche per te, che non hai potuto esserci. Vado avanti perché in me ci sei. In tanti modi, pensieri e dimostrazioni.

Il caso non esiste

Accettare ogni giorno la tua mancanza è, e resta, completamente devastante, ma in qualche modo va fatto e spero di cavarmela decentemente in quello che sto portando avanti qui. Quest’anno poi è stato più difficile del previsto perché la vita ha deciso di sottopormi l’ennesima terribile prova, che non posso ancora raccontare e forse non potrò mai, ma che tu sai benissimo. Lo sai perché il caso non esiste, come dice giustamente una mia carissima amica. Il caso non esiste e tu, a modo tuo, sei riuscita ad aiutarmi nell’affrontare anche questo. Siamo solo l’inizio, ma la tua manina ne ha afferrata un’altra e mi ha fatto capire che anche se io non ti vedo, e non ti vedrò crescere e diventare la splendida persona che saresti stata, comunque tu ci sei e sei splendida davvero.

Sorrido

Ci troviamo in due dimensioni diverse attualmente, ma chi può spezzare il legame tra una mamma e una figlia? Di sicuro non la semplice presenza di un cielo azzurro tra loro. E’ merito tuo, se oggi riesco a pensare a te col sorriso sulle labbra, è merito tuo se nonostante le lacrime nel cuore riesco a vivere. Ti affido questi pensieri nel giorno che doveva essere il tuo compleanno, ed è il tuo comunque. Oggi è tutto per te che sei la mia piccola grande Aurora. L’Aurora che mi ha cambiato la vita.

“Io che,
molto spesso mi perdo
cerco un tuo gesto
inaspettato, innato
riflesso incondizionato
un qualcosa che
non si vede
ne si sente
lo riesco a percepire
mi proteggerà per sempre
ma certe decisioni
non le posso prendere
che tanto non puoi scendere
e io non posso scegliere
di essere con te
come immagino
ma è stato magico
il mio stato d’animo
mi hai fatto crescere in un attimo
abbi cura di splendere…”

(Articolo del 26 Febbraio)

Ricordi di… viaggio di nozze

Ricordi di viaggio

In questi giorni difficili (l’anniversario della scomparsa della mamma e altri pensieri…) avevo bisogno di bellezza e di positività. Così ho condiviso su Instagram un paio di foto del giorno del mio matrimonio. Il giorno più bello, si usa dire, e per me è stato proprio così. Perfetto e indimenticabile. Ricordi di viaggio quindi.

Parigi

Ieri e oggi invece ho condiviso due foto del viaggio di nozze. Parigi. Un luogo che ho sempre sognato e amato, prima ancora di andarci. Una città che ho evitato, volutamente, per trent’anni, per andarci in viaggio di nozze. E così è stato. Un classico, ne sono consapevole, ma io sono molto classica in effetti, in questo e in molte altre cose.

Meraviglie parigine

Naturalmente non sono stata minimamente delusa da quella che è sempre stata la città dei miei sogni. Purtroppo restarci solo quattro giorni è estremamente limitante, ma il resto del viaggio lo abbiamo passato girando tra i vari castelli della Loira (e non è assolutamente vero che dopo un po’ sono tutti uguali anzi sono meravigliosamente tutti diversi e spettacolari ognuno a modo suo) quindi avevamo solo quei pochi giorni per vederla. Beh, sono bastati per restarne totalmente affascinata. qualcosa siamo riusciti a vedere e non c’è niente che non ci sia piaciuto. Il Louvre, il Sacre Coeur, il quartiere di Montmartre, gli Champs-Élysées, l’immancabile Torre Eiffel, su cui sono riuscita a salire nonostante io soffra di vertigini, e tutto il resto…

La Valle della Loira

Ma altrettanto bello è stato semplicemente camminare per le vie, tra la gente, i negozi, i giardini… L’atmosfera di Parigi non c’è in nessun’altro posto… Mi piacerebbe molto tornarci e sicuramente succederà. La restante parte del viaggio, passata come dicevo visitando alcuni dei vari castelli della valle della Loira, è stata altrettanto meravigliosa. Naturalmente non li abbiamo visti tutti ma quelli che abbiamo visto sono stati indimenticabili. Abbiamo fatto migliaia di foto, non è un modo di dire, sono state davvero migliaia, e riguardarle a distanza di qualche anno è stupendo ma nessuna foto, nemmeno quella meglio riuscita, può rendere pienamente giustizia a quelle costruzioni meravigliose. Il mio preferito? Assolutamente Chambord! Anche li ci tornerò appena possibile e poi vorrei andare in Provenza, che ho visitato solo una volta in gita scolastica e invece ora voglio assolutamente condividerla con mio marito, ma questa è un’altra storia… Al prossimo viaggio… 😉

ricordi

Andiamo avanti

Ok, accingiamoci a scrivere e vediamo cosa ne esce. Oggi è una giornata complicata, che fa parte di un periodo complicato. Ed eccomi qui. Divano. Pc sulle gambe. Suits in tv. Pensieri in standby e cuore sull’orlo del precipizio.

Il rischio che cada è concreto, ma c’è qualcosa che lo tiene su. Una flebile, fragile forza che lo sostiene. Ma forse, non è poi così fragile come potrebbe sembrare. L’attesa non è il mio forte. Tutta la mia pazienza la uso a scuola e quando non sono lì ne ho poca. Eppure in alcuni casi bisogna trovarla e io ci sto provando.

Forse scrivere aiuta a mettere ordine, o a evadere. Entrambe le cose in questo momento sono ben accette.

Domani è l’anniversario di un giorno molto, troppo brutto. Eppure le cose cambiano, in un anno si vivono un sacco di situazioni, più o meno belle, sane e felici. In ognuna di queste, nessuna esclusa, è mancata la presenza di una figura fondamentale. Eppure, se siamo arrivati qui, secondo me è anche merito suo. Di quella figura fondamentale che, da quando mi ha messa al mondo, non ha ancora smesso di proteggermi e accompagnarmi.

“Spero di potervi aiutare tanto da lassù” è stata una delle sue ultime frasi pronunciate lucidamente. Lo ha fatto, lo sta ancora facendo e di sicuro continuerà a farlo. Certo, avrei preferito che continuasse a farlo da quaggiù, ma una mamma non conosce limiti non sarà di certo l’essere in una dimensione diversa che riuscirà a fermarla, soprattutto non se quella mamma è la mia.

Andiamo avanti. Concentriamoci su ciò che c’è di positivo e affrontiamolo, che di cose brutte ce ne sono già state pure troppe. Questo mese non mi piace, non andiamo d’accordo. Ogni volta gli do la possibilità di riscattarsi ma ancora non l’ha colta appieno. Mi auguro che questa sia la volta buona.

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Manchi… E ti parlo da qui

Manchi

Manchi sempre, è inutile dirlo. Ma in questo momento mi manchi di più. Molto, molto di più. È un momento particolare, di transizione si potrebbe dire, e io avrei bisogno di parlare con te, di chiederti alcune cose. Non tante, ma importanti.

La cosa giusta

Non potendo parlarti a voce, scriverò qui. Ma so che in qualche modo tu riuscirai a ricevere il messaggio.In questi casi mi rendo conto che non c’è nessuno con cui parlare e confidarsi che sia alla tua altezza. Tu hai sempre avuto le risposte giuste, le parole giuste e,  soprattutto, l’atteggiamento giusto. Quando la maggior parte delle persone va in panico per motivi più o meno validi, tu sapresti cosa dirmi per trasmettere tranquillità, per capire qual è la cosa giusta da fare, il modo migliore per affrontare alcune situazioni.

Da te

Io ci sono venuta da te oggi e tu a modo tuo mi hai risposto. Mi hai fatto capire che sai. Che ci sei e che continuerai a esserci. Non come io avrei voluto, però almeno ci sei. È tutto un po’ più incasinato qui senza di te. Ognuno cerca di portare avanti la propria vita nel miglior modo possibile ma è tutt’altro che semplice. Io ti penso sempre e più che mai in questi giorni. Se ci fossi tu sarebbe tutto più facile.

Segno

Da quando sei andata via io ci ho provato sempre a non arrendermi, ad andare avanti, a portare avanti alcune situazioni, a volte è stato più difficile, altre volte meno, ma penso, nonostante tutto di esserci riuscita, non so se si vede e non mi interessa più di tanto. Qui è una battaglia quotidiana contro la tentazione di lasciarsi andare. Eppure, i segni ci sono, anche quando sembra di no, ogni tanto spuntano, magari su un paio d’ali piumate sopra un petto piccolo e rosso. Tutto sta a coglierli.

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(21/01/2018)

Nuovo anno… Nuovo post

Nuovo anno

Nuovo anno, sì, 2018. E cosa cambia a parte l’ultima cifra? Non lo so.

Per natura io sono una di quelle ingenue romantiche che crede in ogni Natale, in ogni 1 Gennaio. Ogni volta spero che il nuovo anno che inizia sia migliore di quello che è finito. Nel mio caso, onestamente, non ci sarebbe neanche bisogno di fare chissà cosa. Il 2017 è stato tanto tremendo che anche un po’ di semplice tranquillità sarebbe ben accetta.

Speranza

Ed ecco quello che dicevo. Io ci spero sempre, anche quando so che non succederà. La rassegnazione è proprio una caratteristica che non mi appartiene. Non so perché, non so da dove abbia ereditato questa speranza incrollabile. Eppure c’è. Chissà, forse è quella che mi tiene in piedi, o forse è quella che mi tiene ancorata a terra e non mi lascia spiccare il volo verso sogni più raggiungibili. Però, i sogni non si adattano alla realtà, è questo il loro bello.

2017

Comunque, tornando a noi, io ci credo sempre, anche quando non ne ho motivo. L’anno scorso ad esempio, a Capodanno ho festeggiato cercando di essere davvero positiva, eppure sapevo già che sarebbe stato l’anno che mi portava via la mia mamma. Non chiedetemi come facevo a saperlo, eppure lo sapevo. Nonostante questo ho cercato di credere lo stesso che un altro finale fosse possibile. Naturalmente così non è stato e ho affrontato ciò che è venuto.

2018

Ora siamo di nuovo qui, a fare i conti con un altro capodanno. Non amo i bilanci conclusivi, preferisco concentrarmi sui buoni propositi, sulle prospettive furure, e vedere poi come andrà, giorno per giorno in questo 2018. Oggi intanto mi sono svegliata tardi, anche se sono andata a dormire più o meno alla solita ora, e finora la giornata è stata piuttosto pigra. Durante il mese di Dicembre non sono stata per niente bene e ancora non ne sono uscita completamente. Il giorno peggiore? Natale ovviamente, what else? Conciatissima. Ora va molto meglio ma il raffreddore c’è ancora e la tosse anche. Credo proprio che mi servirà fino all’ultimo giorno di queste vacanze per riprendermi.

Strane giornate di pioggia che forse non è soltanto pioggia

Stamattina, prima di andare a scuola, sono scesa con il cane e mi sono accorta che pioveva. Stando in casa non lo avevo notato, quindi ci siamo ritrovati sotto la pioggia e  lui era senza impermeabile e io senza ombrello. Va beh, mi sono rassegnata a  una passeggiata sotto la pioggia e ad asciugarlo una volta tornati in casa. Non sono cose poi tanto strane trattandosi di lui.

Una luce strana

Il cielo era grigio e la pioggia era abbastanza forte, ma per fortuna non troppo. Guardandomi intorno però percepivo una luce strana. No, non vi sto raccontando una storia di presenze soprannaturali o cose simili. Era proprio la luce del cielo a essere diversa dal solito. Pur essendo di una tonalità grigia uniforme, in realtà mi sarei aspettata di vedere un arcobaleno spuntare da qualche parte. Invece nulla. E ho controllato più volte. Mi sentivo come se fosse una giornata di pioggia ma di primavera, non di autunno inoltrato pronto a diventare inverno. La temperatura era abbastanza fredda ma l’atmosfera non lo era affatto.

Giornate strane d’infanzia

Quando ero piccola c’erano spesso giornate come quella che mi sembrava di stare vivendo oggi. Nonostante fossero piovose, si intravedeva comunque la luce che filtrava da sotto. Da dietro una nuvola qualche raggio di sole riusciva sempre a passare.

Ricordi

Quelle giornate che ricordo così bene mi danno una sensazione positiva. Una sensazione di sorriso. Forse non esiste questa espressione ma la uso lo stesso perché rende benissimo l’idea di come mi sentivo.

Neve?

Mi viene in mente solo ora che questa stranezza potrebbe essere aria di neve. In fondo perché no? Già più persone mi hanno detto che è prevista neve per venerdì quindi perché no? Posso sperare. Per ora era solo pioggia, che tra l’altro ha continuato a scendere per tutto il giorno. Ma magari nei prossimi giorni questa acqua si trasformerà in neve e tutto sarà bianco e meraviglioso.

strane

Insieme… senza nulla in comune. Non matematico ma realistico.

Insiemi

Spesso a scuola si studia che gli elementi di un insieme, proprio per stare insieme, devono avere una caratteristica in comune, qualcosa che giustifichi il loro essere nello stesso gruppo. Io stessa ho detto questa cosa ai miei bambini nei nostri primi approcci all’insiemistica, quando erano dei piccoletti di classe prima.

insieme

Stare insieme

Nella vita però i contorni non sono sempre così netti, precisi e definiti. Ci sono, infatti, elementi che stanno insieme e in comune non hanno assolutamente nulla. Magari sono molto, del tutto, diversi. Completamente. Ma a non stare insieme non ce la fanno. Non ne sono capaci. Non fa per loro. Ecco, pensandoci è proprio questo forse che hanno in comune. Questo è ciò che condividono e che li unisce. Il fatto di voler stare uniti, perché divisi perdono qualcosa e non sono più loro. Può sembrare poco ma in realtà non è affatto così. Questo tipo di legame è molto forte e tende a resistere a ostacoli e impedimenti di vario genere.

Allontanamenti

insieme

Nonostante questo, a volte, questi elementi così diversi si allontanano, perché le differenze sembrano inconciliabili, ma quando sono lontani e divisi finiscono sempre per cercarsi senza sosta finché, finalmente, si ritrovano e si riavvicinano. Per un po’ hanno seguito strade parallele destinate a non incontrarsi mai più ma, basta un piccolo sbandamento e le parallele diventano incidenti e ci si ritrova ad un nuovo punto di contatto. Da cui si riparte. E tutto ricomincia.

Elementi che restano

Non sempre questo è voluto o calcolato. In alcuni casi la vita decide per noi facendoci incontrare chi non potremo più lasciare. E qui c’è poco da fare. Non ci sarà mai più un insieme vuoto. Ci sarà sempre un insieme unione. Un’intersezione. Quell’elemento resterà. In qualche modo farà parte di noi comunque. Che noi lo vogliamo o meno, lui resterà. Se non nel quotidiano, resterà nei pensieri. Se evitiamo di pensarci resterà nei sogni.

insieme

Pigiama grigio e rosa con pecore

Dal divano…

E quindi, all’una di notte quando sei sul divano, con un pigiama rosa e grigio con le pecore, puoi abbandonarti a strane riflessioni.

E ti viene in mente che queste riflessioni un po’ strane, e forse incomprensibili, potresti scriverle sul tuo blog, che non riesci ad aggiornare quanto vorresti ma che, in fondo, è una parte di te e a lasciarlo non ci riesci.

Allora decidi di aprire la tua pagina su WordPress e di cominciare a scrivere, che poi magari qualcosa di buono viene fuori da questa improvvisazione. Tipo: perché ti trovi meglio a scrivere di notte? Cos’ha il giorno che non va? Sì, in effetti è molto improvvisato, ma spesso lasciar fluire ciò che si ha dentro aiuta, fosse anche solo perché così non è più dentro. sarebbe già qualcosa, un passo avanti.

Giorno o notte?

Tornando a noi, alla differenza tra giorno e notte, di giorno forse ci sono troppi distrattori in azione che ti salvano dai pensieri. Di notte anche i distrattori vanno a dormire prima di te e tu resti sola ad affrontare quello che avevi evitato sapientemente per tutto il giorno.

Mancanze. Per lo più si tratta di questo. Grosse mancanze e vuoti incolmabili. Che la vita è piena di cose meravigliose che però, purtroppo, si tengono a debita distanza da me. Non so il motivo. Sí, può anche essere pura e semplice sfiga, ma è una spiegazione che non mi appaga. Anche se a volte è estremamente credibile.

Pensieri

Mettersi a letto protegge dai pensieri? Cosa ne dite voi? Io a dire il vero credo di no, perché finora nelle notti pensierose non ha funzionato più di tanto, ma un tentativo lo faccio. Ci sentiamo al prossimo aggiornamento che, magari, sarà meno notturno e meno sconclusionato di questo. O magari no… Notte…

Sfogo di oggi: esperti non esperti

È da un po’ di tempo che mi gira in testa una domanda, che oggi trova posto qui. Purtroppo il venerdì alle 16,30 si esaurisce la mia dose settimanale di pazienza e non si ricarica fino al lunedì mattina, quindi perdonatemi e concedetemi questo sfogo. Almeno qui, tra i miei pensieri, tra queste pagine (seppur virtuali) che parlano di me.

Ma perché?

Mi chiedo a che titolo persone che non hanno nessuna reale competenza in alcuni campi, si ergano sui social a veri intenditori di vari argomenti, diffondendo convinzioni non supportate da alcuna conoscenza effettiva e che sono, ed è sotto gli occhi di tutti, causa di numerosi problemi. Spesso a questo si risponde con la libertà di pubblicare ciò che si desidera sulla propria bacheca e questo è, purtroppo, consentito. Tuttavia credo che ognuno sia responsabile di ciò che dice e che per questo dovrebbe parlare di ciò che sa, ma che sa davvero, non che crede di sapere, poiché ciò può diffondere a volte concetti molto sbagliati. Soprattutto, porsi come modello per altri è spesso davvero rischioso. Tra l’altro è, molto sovente, indice di grande insicurezza personale e di ricerca di consensi e conferme.

Esempio verde

Sono  rompiscatole e ne sono consapevole, ma non sopporto gli esperti improvvisati. È come se io mi mettessi a dispensare consigli di giardinaggio. Non ne so nulla, sono una capra in tale ambito (e in molti altri ovviamente) quindi darei suggerimenti completamente sbagliati, uccidendo le piante di chi decidesse di leggermi e di fidarsi di ciò che dico.

C’è chi studia sulle cose, chi sceglie certe strade come professione, dedicandoci anni di studio, di lavoro, di esperienze, tirocini, gavetta.

Poi, per tornare all’esempio ecologico, arriva uno che ha letto solo il primo numero di “Pollice verde” comprato in edicola e comincia a dispensare cavolate spacciandole per grosse verità. Ma perché?

No filter

Sì, certo che potrei farmi i fatti miei, altrettanto certo che “basta non leggere”, ma essendo rompiscatole come vi ho anticipato, leggo e dico la mia. Piaccia o meno. Ho questo vizio e non ho mai ricevuto il dono dell’ipocrisia. Ne sono del tutto priva. È già tanto che riesca a trattenermi dal commentare con “Ma perché scrivi queste cavolate?” sotto certi post. Non so quanto resisterò, ma per ora, incredibilmente, ce l’ho sempre fatta. Ed è già molto per me e infatti potrebbe non durare. Pazienza, ho preso dalla mamma e quando una cosa mi esaspera prima o poi lo rendo noto. La verità è che certa gente se la racconta come meglio crede, mentando agli altri ma prima di tutto, e ciò è molto più grave, a se stessa. Non so quale giovamento ne abbiano da tutto ciò. Probabilmente si accontentano del consenso virtuale (perché non è altro che questo) di chi legge qualsiasi cosa con superficialità e leggerezza. Il buonismo la fa da padrone su Facebook e altrove ma di sincero in tutto ciò c’è poco e niente. A chi cerca approvazione forse va bene così. Continuino pure, ma non fa per me.