Buongiorno! 

Buongiorno! In questo bel giorno grigio, piovoso e freddino. Giorno shock! Svegliarmi da sola dopo più di quattro mesi. Horrible. A star meglio ci si abitua in fretta si dice, ed è proprio vero, l’ho sperimentato più volte io stessa, e per quanto essere senza lavoro sia brutto, egoisticamente per me è stato meraviglioso poter stare con mio marito ogni giorno. Ora che lui ricomincia, e ne sono felicissima sia chiaro, mi manca troppo.

Buongiorno! Oggi si ricomincia a guidare dopo mesi di stop. E anche di questo avrei fatto volentieri a meno. Ma se voglio arrivare a scuola… e ci vorrei arrivare… altri modi non ce ne sono. Quindi, quale giornata migliore per rimettersi al volante se non una di quelle belle grigie giornate autunnali da bassa padana? Strade bagnate, auto che vanno a 1 km/h (eh beh, piove…) ma guai ad accendere i fari, non sia mai rendersi visibili…. Aahhh come non mi mancava tutto questo.

Buongiorno! Il cane mi fissa sconsolato dal divano. Vorrebbe scendere ma in realtà non vuole perché fuori fa freddo e dovrò trascinarlo, in tutti i suoi meravigliosi 13 kg. Una passeggiata in leggerezza insomma. Vorrebbe mangiare, ma non le sue crocchette. Una bistecca preferibilmente. Ma ne siamo attualmente sprovvisti e comunque non sarebbe dedicata a lui. Resta sconsolato. Oggi poi starà da solo un po’ più del solito anche lui. Al momento risolve dormendo. Dorme sconsolato, ma dorme. Beato lui. Anzi no, si sveglia e si siede davanti alla porta. Quale sarà il messaggio nascosto? Uhm…. Non ne ho proprio la minima idea… no no…. Mah…. Ha proprio la faccia da “Andiamo?”

Buongiorno! Oggi giornata lunga a scuola. 5 ore + 2. Inglese, scienze… E intervallo in classe causa pioggia. Loro sono bravissimi e si organizzano in diversi modi, ma fuori sarebbe meglio… Pazienza… Che arrivino presto le 18,30 please. Qualcuno può fare qualcosa in merito? Ah dimenticavo…

Buongiorno! 😂😂😂

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Compleanno

Oggi sarebbe stato il compleanno del mio nonnino. Il papà di papà. Un ometto basso. Senza capelli, con le orecchie grandi e gli occhi buoni.

Dolcissimo e gentile, ma non senza carattere, anzi. Il carattere forte e la testa dura tipica dei maschi Martinenghi, che fanno quello che vogliono e che con le regole non vanno d’accordo, pur essendo le persone più oneste che possano esistere. Il mio papà è assolutamente identico. Una volta ha litigato con una negoziante perché lei gli aveva dato di resto delle caramelline (allora si usava darle al posto dei centesimi) e lui la volta dopo voleva usarle per pagare. Quando lei le ha rifiutate lui le ha detto “Com’è che quando lei da a me valgono come soldi e quando le do io a lei no?” E hanno discusso. E già non era giovane.

Sei nato nel 1901, all’inizio del secolo. Grande uomo. Tanti auguri a te nonnino, sono troppi anni che non sei più qui ormai, ma davvero sei sempre presente nei pensieri e nei ricordi di tutti. I tuoi modi di dire, le cose che hai fatto, il tuo amore per i nipoti. Cose indelebili, che seppur siano state raccontate più e più volte, hanno sempre lo stesso effetto. Procurano un sorriso colmo di nostalgia e affetto. Manchi tu, manca la nonna… Presenze fondamentali per tutti noi. Stare senza di voi è tutt’ora difficile ma avete costruito tanto e insegnato tanto che ancora oggi ci facciamo guidare dal vostro esempio. L’umiltà, l’onestà, il lavoro. I vostri princìpi. I vostri capisaldi.

Due semplici foto, due immagini di momenti felici, momenti di vita in famiglia. Tanto tempo è passato ma le emozioni non passano. L’amore non passa. C’è poco da dire o da fare a riguardo. Certe cose restano. Certe persone restano. Per sempre. E meno male, perché sono troppo importanti.

Ho sempre ricordato il tuo compleanno, così come il giorno in cui te ne sei andato (che era il mio compleanno invece). Ti ho sempre pensato ma oggi ho voluto xcriverti queste poche parole. E chissà se on qualche modo il mio pensiero è riuscito a giungere fino a te.

Buon compleanno Luìs, festeggia bene!! ❤️

Cuochi d’Italia: bellissima esperienza in tv! 

Qualche tempo fa, su Instagram, ho visto un post che annunciava la possibilità di partecipare come pubblico alla nuova trasmissione condotta dallo chef Alessandro Borghese.

Cuochi d’Italia: un nuovo programma

Di solito lo seguo nei suoi programmi in tv e ho pensato che sarebbe stato carino provare questa nuova esperienza. Mio marito e io decidiamo di tentare e mandare una mail di richiesta all’indirizzo indicato, puf essendo totalmente digiuni di come funzionino queste cose. Qualche giorno dopo riceviamo una risposta affermativa da parte della società organizzatrice e veniamo convocati per stamattina alle otto. Ciò significa una levataccia non indifferente, soprattutto considerando che è un giorno di festa, ma ne vale la pena.

Alzataccia

Alle 5, 30 stamattina suona la sveglia. Entrambi abbastanza addormentati ci alziamo, mangiamo qualcosa, ci prepariamo e andiamo. Tra l’altro è stata l’occasione per indossare un bel vestito e tacchi, cosa che non facevo da un po’, non so neanche perché. Arriviamo piuttosto presto, trovato il posto giusto parcheggiamo molto vicino allo studio e aspettiamo. Faceva abbastanza freddo ma non abbiamo atteso molto. Veniamo fatti entrare, ci riuniamo per firmare le varie liberatorie e poi ci spostiamo nello studio, non molto grande ma allestito con estrema cura. Veramente accogliente. Le assistenti di studio, gentilissime e professionali, ci spiegano le regole di comportamento e “di scena”. Da lì a poco inizia la registrazione.

La gara di “Cuochi d’Italia”

Alessandro Borghese è identico a come lo si vede in tv. Capellone, sorridente e sempre in movimento. La gara si svolge tra due chef provenienti da due regioni italiane e si articola in due manches. Nella prima entrambi cucinano un piatto di una delle due regioni, poi valutato dai due giudici presenti: gli chef Gennaro Esposito e Cristiano Tomei. Nella seconda parte tocca a un piatto dell’altra regione, sempre cucinato da entrambi e, ancora una volta, valutato dai giudici. In questa puntata le regioni coinvolte sono state la Sicilia e il Piemonte. La registrazione appartiene alla seconda serie del programma, di cui va in onda tra pochi giorni la prima puntata della prima serie. Quindi la messa in onda della registrazione di oggi sarà tra un bel po’ di tempo.

Una bella esperienza, forse da rifare

È stata una bellissima esperienza. Divertente e interessante. Ho visto che il programma è molto vero nel senso che davvero i cuochi cucinano al momento, davvero non sanno cosa c’è sotto le cloches dell’altro partecipante e i giudici assaggiano veramente anzi finiscono il piatto, di cui non è stato buttato assolutamente nulla. Certo, ci sono tempi tecnici, pause e scene da rigirare, ma è tutto assolutamente vero. Sono positivamente sorpresa. Ora attendiamo la messa in onda che, come detto, non sarà a breve, ma va benissimo così. Non escludo di rifare questa esperienza.

Leonardo e Andrea: cultura e buon cibo 

Leonardo da Vinci e Andrea Marconetti. Le due tappe della mia gita milanese di oggi.

Leonardo

Una mattina al Museo Leonardo da Vinci

Stamattina ho visitato il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano. Ci sono esposte le macchine di Leonardo, i disegni dei suoi studi in tutti i campi. Anatomia, geometria, geografia, idraulica e molto altro.

 Leonardo

Un vero genio! È stata la parte che ho visitato con più interesse. Affascinante davvero. I suoi disegni, i suoi ragionamenti, le sue intuizioni, i suoi studi. Veramente unico. Oltre a questo abbiamo visto la mostra di Alan Turing e delle macchine per contare. Congegni per addizionare e fare altri calcoli. I primi calcolatori.

Leonardo  Leonardo

Abbiamo poi visitato la sala Emma Vecla, un’esposizione dedicata alla musica e agli strumenti.

 Leonardo

Le cose da vedere erano davvero tante, infatti non siamo riusciti a visitare tutto, ma abbiamo visto anche la sezione dedicata allo spazio, quella dedicata all’alimentazione, alla chimica, ai materiali, abbiamo visto il sottomarino Toti, che è veramente enorme, la parte sulle telecomunicazioni e la siderurgia.

Leonardo
Il sottomarino Toti

È appassionante! Alla fine ero distrutta e quindi non abbiamo visto altro ma come prima visita mi è piaciuta davvero tanto. Ci torneremo. Tra l’altro, dettaglio niente male, per gli insegnanti è completamente gratuito, il che non guasta.

Pranzo in un ottimo ristorante

Siamo usciti che era l’una passata ed eravamo piuttosto affamati, così mio marito ha pensato di andare a pranzo al ristorante Umami, di proprietà di Andrea Marconetti, ex concorrente di Masterchef classificatosi terzo nella seconda edizione del programma. Il locale non è molto grande ma è davvero carino e tranquillo. Abbiamo mangiato molto bene e a prezzi ragionevolissimi, in linea con altri ristoranti, solo con una qualità molto migliore. Tra l’altro è stato carino perché Andrea era lì e siamo riusciti a salutarlo e a stringergli la mano. So che può sembrare una cosa banale ma a me ha emozionato trovarmi davanti una persona che ho sempre visto solo in televisione. Purtroppo avevo un forte mal di testa quindi non ci siamo fermati molto ma mi è piaciuto tanto. Una perfetta chiusura per una fantastica esperienza.

Sfogo di oggi: esperti non esperti

È da un po’ di tempo che mi gira in testa una domanda, che oggi trova posto qui. Purtroppo il venerdì alle 16,30 si esaurisce la mia dose settimanale di pazienza e non si ricarica fino al lunedì mattina, quindi perdonatemi e concedetemi questo sfogo. Almeno qui, tra i miei pensieri, tra queste pagine (seppur virtuali) che parlano di me.

Ma perché?

Mi chiedo a che titolo persone che non hanno nessuna reale competenza in alcuni campi, si ergano sui social a veri intenditori di vari argomenti, diffondendo convinzioni non supportate da alcuna conoscenza effettiva e che sono, ed è sotto gli occhi di tutti, causa di numerosi problemi. Spesso a questo si risponde con la libertà di pubblicare ciò che si desidera sulla propria bacheca e questo è, purtroppo, consentito. Tuttavia credo che ognuno sia responsabile di ciò che dice e che per questo dovrebbe parlare di ciò che sa, ma che sa davvero, non che crede di sapere, poiché ciò può diffondere a volte concetti molto sbagliati. Soprattutto, porsi come modello per altri è spesso davvero rischioso. Tra l’altro è, molto sovente, indice di grande insicurezza personale e di ricerca di consensi e conferme.

Esempio verde

Sono  rompiscatole e ne sono consapevole, ma non sopporto gli esperti improvvisati. È come se io mi mettessi a dispensare consigli di giardinaggio. Non ne so nulla, sono una capra in tale ambito (e in molti altri ovviamente) quindi darei suggerimenti completamente sbagliati, uccidendo le piante di chi decidesse di leggermi e di fidarsi di ciò che dico.

C’è chi studia sulle cose, chi sceglie certe strade come professione, dedicandoci anni di studio, di lavoro, di esperienze, tirocini, gavetta.

Poi, per tornare all’esempio ecologico, arriva uno che ha letto solo il primo numero di “Pollice verde” comprato in edicola e comincia a dispensare cavolate spacciandole per grosse verità. Ma perché?

No filter

Sì, certo che potrei farmi i fatti miei, altrettanto certo che “basta non leggere”, ma essendo rompiscatole come vi ho anticipato, leggo e dico la mia. Piaccia o meno. Ho questo vizio e non ho mai ricevuto il dono dell’ipocrisia. Ne sono del tutto priva. È già tanto che riesca a trattenermi dal commentare con “Ma perché scrivi queste cavolate?” sotto certi post. Non so quanto resisterò, ma per ora, incredibilmente, ce l’ho sempre fatta. Ed è già molto per me e infatti potrebbe non durare. Pazienza, ho preso dalla mamma e quando una cosa mi esaspera prima o poi lo rendo noto. La verità è che certa gente se la racconta come meglio crede, mentando agli altri ma prima di tutto, e ciò è molto più grave, a se stessa. Non so quale giovamento ne abbiano da tutto ciò. Probabilmente si accontentano del consenso virtuale (perché non è altro che questo) di chi legge qualsiasi cosa con superficialità e leggerezza. Il buonismo la fa da padrone su Facebook e altrove ma di sincero in tutto ciò c’è poco e niente. A chi cerca approvazione forse va bene così. Continuino pure, ma non fa per me.

Cena con amiche

Ieri sera abbiamo avuto a cena due amiche. Il mal di testa per fortuna mi ha dato un po’ di tregua e sono stata bene per tutta la sera.

Riprendiamo i contatti

Grazie a Facebook ho mantenuto i contatti con una ragazza che è stata in classe con me all’asilo, alle elementari e alle superiori. Alle medie no perché pur avendo frequentato nello stesso paesino, c’erano due sezioni e siamo state divise. Ogni tanto è capitato in questi anni di vedersi in giro ma raramente. Grazie a Facebook invece abbiamo ristabilito, con mio grande piacere, un rapporto più costante. Non solo tra me e lei ma anche con sua sorella. E sono stata felicissima di presrntarle anche a mio marito. Per me è sempre così, quando una persona diventa importante voglio che lui la conosca. Così diventa davvero parte della mia e della nostra vita. Con Francesca e Cristina è stato proprio così.

Nico

Francesca, la mia ex compagna di scuola,  fa la volontaria in canile e su Facebook è tra le più grandi ammiratrici del mio Ronny 😀. Lei stessa ha a casa diversi patatini tra cui Nico, che ho voluto conoscere fin dalla prima foto che ho visto. Un pelosetto sfortunato che ha trascorso davvero troppo tempo in canile, finché non ha trovato casa da Francy. Finalmente, un paio di settimane fa, sono riuscita a conoscerlo. Io e Ivan siamo andati a cena da loro e ho potuto coccolare Nico e gli altri. Stupendi. Abbiamo passato una splendida serata. Anche a Francesca e Cristina la vita non ha risparmiato i colpi bassi ma questo non ha intaccato la loro sensibilità e sono sempre le dolcissime ragazze dei tempi della scuola.

Il dolcissimo Nico ❤️

Cena con amiche

Ovviamente, essendo stati molto bene, ci tenevamo a ospitarle a casa nostra, cosi anche loro potevano conoscere Ronny, e ieri sera è successo. Mi sembra che si siano trovate bene e di questo sono felice. Con loto, come l’altra volta, il tempo è volato e la serata è trascorsa piacevolmente anche grazie al Ronny show che ovviamente non è mancato. Lui già le ama, non ha fatto le sue solite scene di abbaio selvaggio (e assolutamente inutile) che fa ogni volta che viene qualcuno, si è fatto accarezzare anche mentre aveva il kong in bocca, cosa praticamente impossibile… Insomma Francy e Cry promosse a pieni voti! Ma non avevo il minimo dubbio.

Ronny perfettamente a suo agio

A una certa ora poi sono dovute tornare a casa perché i loro piccoli erano da soli e non essendo giovanissimi hanno le loro esigenze, ma ci siamo ripromessi di vederci presto, portando anche Ronny da loro, vedremo come va la serata con sei cani 😅😅.

Buona domenica a tutti!!

Creattiva Bergamo. Fiera della creatività. 

Oggi ho fatto un giretto alla fiera Creattiva a Bergamo.

Apre oggi quindi, avendo poche ore a scuola (strano ma vero, anche io ho un giorno di lavoro con un orario decente), ho pensato fosse una buona idea andarci oggi, giorno infrasettimanale, pensando di non trovare troppa folla. Grosso errore. Pieno di gente. Tra l’altro, se penso che la maggior parte di quelle persone potrebbero essere insegnanti, mi prende male perché ho trovato una maleducazione incredibile. Gente che si inseriva nelle file senza rispettarle, che spintonava gli altri o che si fermava senza motivo in mezzo alle corsie bloccando tutti. Poi magari sono quelle maestre che sgridano i bambini se non stanno in fila. La tristezza e l’incoerenza al massimo grado.

Ok, lo ammetto, questi posti acutizzano velocemente la mia intolleranza alle persone. E per questa non c’è vaccino o antistaminico che tenga. Purtroppo per me. 🤣 Oggi, nella fattispecie, era ancora più difficile perché stanotte non ho dormito quasi per niente, stamattina 6.45 sveglia e quindi vi lascio immaginare in che stato mi trovo.

Ma veniamo al lato piacevole. All’ingresso mi hanno dato un piccolo omaggio riservato agli insegnanti ed è una cosa davvero carina. Un timbrino con la scritta love e un tamponcino rosso. Io ne ho altri di quel tipo e mi piacciono molto. All’interno poi c’erano davvero tante belle cose. Molte già dedicate al Natale, ma è anche giusto essendo ormai in ottobre. Io, per quello che interessa a me, sono più orientata verso il lato cartaceo/didattico dell’esposizione in quanto non creo gioielli, borse o articoli simili. Mi piace però vederli comunque, ci sono creazioni davvero ben fatte. Non ho fatto gra di acquisti perché non è tanto il momento di farli, ma qualcosa di carino si trova sempre. Ecco il mio grazioso bottino 😍

I saponi e l’olio corpo non erano previsti ma mi sono piaciuti e quindi ho fatto una prova. Quelli rotondi sono effervescenti da mettere nella vasca da bagno e dovrebbero aiutare a diminuire la stanchezza. Vi saprò dire come sono dato che ho intenzione di usarne uno (metà però, che è la dose consigliata per un bagno) già stasera. Bagno caldo e poi nanna è il mio progetto, che domani sarà un’altra lunga giornata di scuola. 😊

Buon serata a tutti!! ❤️

Sei giorni 

Una piccola pausa nel mio blog, si beh, giusto quei piccoli sei giorni dall’ultimo articolo, che in realtà non mi sono nemmeno accorta che sono passati.

La scuola mi lascia completamente sfinita e spesso la sera, anche se ho voglia di scrivere, non ho proprio la forza per farlo. Quest’anno, di sicuro l’ho già scritto, è iniziato a velocità mille. Mi sembra di avere pochissimo tempo per fare infinite cose e le giornate volano, a scuola e fuori. Poi se mi fermo a pensare, mi accorgo di aver fatto proprio tante cose con i bambini e di averle fatte bene, ma al momento non mi sembra mai di aver finito.

Loro sono carichissimi, pieni di energia. Come sempre mostrano un grande interesse per qualsiasi cosa venga  proposta loro. Fanno mille domande, si rispondono uno con l’altro e ammetto che sono molto rumorosi e che a volte tirano fuori di quelle frasi che non stanno né in cielo né in terra, ma mi piace troppo vederli così appassionati e molto spesso mi limito ad ascoltare. Poi cerco di riportare il discorso sulla retta via e si riparte. Sono bellissimi.

A casa mi sembra di non esserci mai, eppure l’orario è più o meno lo stesso di sempre. Ma i giorni volano davvero. Pensandoci siamo già a Ottobre e mi sembra di avere appena iniziato la scuola ma non è affatto così. Ieri però, durante un’ora buca, sono riuscita a farmi una passeggiata al sole, una mezzoretta molto piacevole. Ci sono alcuni posti carini in paese.

     

Come una trottola che continua a girare e non si ferma, rotolando da una parte all’altra della scuola e non solo, cercando di non perdersi e di non perdere di vista l’obiettivo principale. Non è facile incastrare tutto ma ci provo, andando avanti un giorno alla volta, è il massimo che posso fare per adesso.

Foto, Facebook e vestiti

Non so come mai oggi Facebook mi ha riproposto due foto con te. Forse perché le ho condivise in questa data anche se non mi ricordo.

  

Sono giorni difficili, mesi difficili. Ci sono situazioni che non cambiano, non possono cambiare. Non cambiano ma ti cambiano. Affrontarle non diventa più facile col passare del tempo. Proprio per niente. Per la maggioranza del tempo chiudo occhi, orecchie, mente e cuore e vado avanti. Più o meno. Non bastasse questo, ci mancano anche grane di un altro tipo. Che ovviamente non semplificano nulla anzi. Complicano il tutto. Per fortuna ogni tanto Dio decide di darti una mano e, in un momento di scuola qualsiasi, fa apparire una faccia amica che appena la vedi ti illumini. In un impeto di generosità poi ti concede di passare una mezz’oretta col sorriso sulle labbra insieme a questa persona come se al mondo tutto fosse normale e non esista nessun problema. Un piccolo grande regalo questa presenza.

Ieri ho dovuto sistemare i tuoi vestiti, i tuoi libri, le tue cose. Non mi piace mettere le mani nei tuoi cassetti, nel tuo armadio. L’ho sempre fatto perché ci siamo sempre scambiate vestiti e scarpe. Ma ieri è stato diverso. Andava fatto e l’ho fatto, come sempre. Mi sto rassegnando alle cose che “vanno fatte” anche se ti spezzano dentro. Qualcuno di lucido ci vuole e guarda un po’ chi deve essere? Sai che novità. Ce ne sono tante di cose così, che poi nel cuore della notte ti si piombano in mente e mica vanno via. Poi una alla mattina è stanca. E ci credo. Così non si riposa. Dopo tutto questo però ci sono i bambini e per loro si riesce a dare un senso alla propria presenza insensata.

Ora mi sa che mi metto a letto che anche oggi, grazie al Consiglio d’Istituto, è stata una giornata lunga, seppur interessante.

Maestre digitali

Oggi giornata lunga lunghissima. Corso di aggiornamento per maestre digitali. In quanto membro del Team per l’Innovazione digitale ho dovuto partecipare a questa giornata di studio. 7 ore di cui una per la pausa pranzo. Rientrata da poco a casa, tiriamo le somme della giornata.

Primo intervento

Le ore del mattino sono trascorse ascoltando i primi interventi in merito alle innovazioni tecnologiche nella scuola. Devo dire che fin dal primo intervento è stato molto interessante perché ci sono stati dati molti spunti su cui riflettere e che possiamo applicare attivamente nella nostra didattica di ogni giorno. Partendo da una domanda: la tecnologica migliora e/o agevola l’apprendimento? Probabilmente qualcuno si precipiterà a dire un convinto sì, nello stesso momento in ci qualcun altro pronuncia un sicuro no. La risposta a questa domanda può sembrare scontata, in accordo alle convinzioni personali e professionali di ognuno, ma in realtà secondo me ci si può riflettere sopra più d quanto possa sembrare a una prima occhiata. Altra cosa che mi è piaciuta: aver declinato le tecnologie in tre modi diversi cioè come:

  • oggetto della conoscenza: facendola diventare cioè l’argomento che si studia, soffermandosi quindi su cos’è e cosa comprende.
  • strumento per l’apprendimento, quindi pensando a quali dispositivi o applicativi posso usare nel mio approccio didattico e utilizzarli per costruire i vari apprendimenti con i bambini o ragazzi.
  • ambiente dell’insegnamento, una visione completamente diversa dalle due precedenti.
Secondo intervento

Il secondo intervento presentava le caratteristiche di una scuola che innova. Com’è una scuola che innova? Quali caratteristiche ha? Una scuola che innova:

  • ha coraggio e accetta la sfida di cambiare, poiché usando un metodo educativo datato si corre il rischio di diventare irrilevanti nel panorama educativo, rischio che la Scuola non può permettersi di correre.
  • fa errori, ma li usa come spunto di miglioramento per imparare poiché l’errore è, in questo, fondamentale e inevitabile.
  • è trasparente e condivide, preferendo sempre l’apertura alla chiusura
  • è connessa e fa rete con le altre scuole, si torna all’idea di condivisione citata sopra
  • usa la tecnologia in modo corretto, “preparando i giovani a lavori che ancora non esistono e abituandoli a risolvere problemi di cui ancora non siamo consapevoli” cito testualmente perché ho trovato queste due frasi illuminanti e meravigliose, una spinta notevole verso il futuro.

Sono poi seguiti altri due interventi riguardanti il PNSD Piano Nazionale della Scuola Digitale per fare il punto su quello che è stato fatto finora e quello che si vuole fare in futuro.

Pomeriggio

Dopo questo c’è stata la pausa pranzo e poi il pomeriggio abbiamo ripreso ascoltando alcuni interventi di colleghi di scuole della zona che hanno illustrato le loro esperienze didattiche quanto a innovazione raccontando attività e progetti attivati nelle loro scuole. Estremamente interessante, soprattutto un lavoro di geografia per la classe quinta che sicuramente farò mio l’anno prossimo. Fantastico.

Chiusura

Infine, gli ultimi due interventi dal titolo “Quando il cervello impara” e “Simulo ergo sum”. La stanchezza cominciava a farsi sentire, ma nonostante questo anche gli ultimi due interventi ci hanno dato punti di vista e spunti di riflessione davvero utili sul modo di apprendere dei bambini che può essere estremamente diverso a seconda delle particolarità di ognuno, non ultimi i disturbi specifici dell’apprendimento. Davvero un mondo da conoscere sempre di più. Ciò che mi ha colpito di questo? Fornire misure e strumenti compensativi e non dispensativi. Può sembrare una sottigliezza ma non lo è affatto e come approccio mi è piaciuto davvero tanto.

Coinvolgimento genitori

Ultima cosa un po’ trasversale, per utilizzare queste nuove tecnologie nel modo più proficuo per i bambini è consigliatissima, se non indispensabile, la collaborazione, derivata quindi dal coinvolgimento attivo, dei genitori. Una cosa che io sostengo e cerco di applicare da sempre, verso cui finalmente si sta facendo qualche passo più concreto e io ne sono strafelice!

Stacco

Ora però, pur ringraziando per questa splendida opportunità, non posso non dire che sono cotta e che ho bisogno di staccare un po’. Questo anche per poter riprendere in mano tutto a mente fresca e rielaborare momenti e metodi per utilizzarlo con i miei piccoli che, tra parentesi, ma neanche tanto, mi sono mancati moltissimo oggi!!!