Sei giorni 

Una piccola pausa nel mio blog, si beh, giusto quei piccoli sei giorni dall’ultimo articolo, che in realtà non mi sono nemmeno accorta che sono passati.

La scuola mi lascia completamente sfinita e spesso la sera, anche se ho voglia di scrivere, non ho proprio la forza per farlo. Quest’anno, di sicuro l’ho già scritto, è iniziato a velocità mille. Mi sembra di avere pochissimo tempo per fare infinite cose e le giornate volano, a scuola e fuori. Poi se mi fermo a pensare, mi accorgo di aver fatto proprio tante cose con i bambini e di averle fatte bene, ma al momento non mi sembra mai di aver finito.

Loro sono carichissimi, pieni di energia. Come sempre mostrano un grande interesse per qualsiasi cosa venga  proposta loro. Fanno mille domande, si rispondono uno con l’altro e ammetto che sono molto rumorosi e che a volte tirano fuori di quelle frasi che non stanno né in cielo né in terra, ma mi piace troppo vederli così appassionati e molto spesso mi limito ad ascoltare. Poi cerco di riportare il discorso sulla retta via e si riparte. Sono bellissimi.

A casa mi sembra di non esserci mai, eppure l’orario è più o meno lo stesso di sempre. Ma i giorni volano davvero. Pensandoci siamo già a Ottobre e mi sembra di avere appena iniziato la scuola ma non è affatto così. Ieri però, durante un’ora buca, sono riuscita a farmi una passeggiata al sole, una mezzoretta molto piacevole. Ci sono alcuni posti carini in paese.

     

Come una trottola che continua a girare e non si ferma, rotolando da una parte all’altra della scuola e non solo, cercando di non perdersi e di non perdere di vista l’obiettivo principale. Non è facile incastrare tutto ma ci provo, andando avanti un giorno alla volta, è il massimo che posso fare per adesso.

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Maestre digitali

Oggi giornata lunga lunghissima. Corso di aggiornamento per maestre digitali. In quanto membro del Team per l’Innovazione digitale ho dovuto partecipare a questa giornata di studio. 7 ore di cui una per la pausa pranzo. Rientrata da poco a casa, tiriamo le somme della giornata.

Primo intervento

Le ore del mattino sono trascorse ascoltando i primi interventi in merito alle innovazioni tecnologiche nella scuola. Devo dire che fin dal primo intervento è stato molto interessante perché ci sono stati dati molti spunti su cui riflettere e che possiamo applicare attivamente nella nostra didattica di ogni giorno. Partendo da una domanda: la tecnologica migliora e/o agevola l’apprendimento? Probabilmente qualcuno si precipiterà a dire un convinto sì, nello stesso momento in ci qualcun altro pronuncia un sicuro no. La risposta a questa domanda può sembrare scontata, in accordo alle convinzioni personali e professionali di ognuno, ma in realtà secondo me ci si può riflettere sopra più d quanto possa sembrare a una prima occhiata. Altra cosa che mi è piaciuta: aver declinato le tecnologie in tre modi diversi cioè come:

  • oggetto della conoscenza: facendola diventare cioè l’argomento che si studia, soffermandosi quindi su cos’è e cosa comprende.
  • strumento per l’apprendimento, quindi pensando a quali dispositivi o applicativi posso usare nel mio approccio didattico e utilizzarli per costruire i vari apprendimenti con i bambini o ragazzi.
  • ambiente dell’insegnamento, una visione completamente diversa dalle due precedenti.
Secondo intervento

Il secondo intervento presentava le caratteristiche di una scuola che innova. Com’è una scuola che innova? Quali caratteristiche ha? Una scuola che innova:

  • ha coraggio e accetta la sfida di cambiare, poiché usando un metodo educativo datato si corre il rischio di diventare irrilevanti nel panorama educativo, rischio che la Scuola non può permettersi di correre.
  • fa errori, ma li usa come spunto di miglioramento per imparare poiché l’errore è, in questo, fondamentale e inevitabile.
  • è trasparente e condivide, preferendo sempre l’apertura alla chiusura
  • è connessa e fa rete con le altre scuole, si torna all’idea di condivisione citata sopra
  • usa la tecnologia in modo corretto, “preparando i giovani a lavori che ancora non esistono e abituandoli a risolvere problemi di cui ancora non siamo consapevoli” cito testualmente perché ho trovato queste due frasi illuminanti e meravigliose, una spinta notevole verso il futuro.

Sono poi seguiti altri due interventi riguardanti il PNSD Piano Nazionale della Scuola Digitale per fare il punto su quello che è stato fatto finora e quello che si vuole fare in futuro.

Pomeriggio

Dopo questo c’è stata la pausa pranzo e poi il pomeriggio abbiamo ripreso ascoltando alcuni interventi di colleghi di scuole della zona che hanno illustrato le loro esperienze didattiche quanto a innovazione raccontando attività e progetti attivati nelle loro scuole. Estremamente interessante, soprattutto un lavoro di geografia per la classe quinta che sicuramente farò mio l’anno prossimo. Fantastico.

Chiusura

Infine, gli ultimi due interventi dal titolo “Quando il cervello impara” e “Simulo ergo sum”. La stanchezza cominciava a farsi sentire, ma nonostante questo anche gli ultimi due interventi ci hanno dato punti di vista e spunti di riflessione davvero utili sul modo di apprendere dei bambini che può essere estremamente diverso a seconda delle particolarità di ognuno, non ultimi i disturbi specifici dell’apprendimento. Davvero un mondo da conoscere sempre di più. Ciò che mi ha colpito di questo? Fornire misure e strumenti compensativi e non dispensativi. Può sembrare una sottigliezza ma non lo è affatto e come approccio mi è piaciuto davvero tanto.

Coinvolgimento genitori

Ultima cosa un po’ trasversale, per utilizzare queste nuove tecnologie nel modo più proficuo per i bambini è consigliatissima, se non indispensabile, la collaborazione, derivata quindi dal coinvolgimento attivo, dei genitori. Una cosa che io sostengo e cerco di applicare da sempre, verso cui finalmente si sta facendo qualche passo più concreto e io ne sono strafelice!

Stacco

Ora però, pur ringraziando per questa splendida opportunità, non posso non dire che sono cotta e che ho bisogno di staccare un po’. Questo anche per poter riprendere in mano tutto a mente fresca e rielaborare momenti e metodi per utilizzarlo con i miei piccoli che, tra parentesi, ma neanche tanto, mi sono mancati moltissimo oggi!!!

Primo difficile giorno di scuola

Primo giorno
Oggi primo giorno di scuola. Sono tornati i bambini. Che grande gioia e che grande emozione!! Sono tanto cresciuti!! Oggi ci siamo dedicati a decorare la porta della classe e potete leggere i dettagli qui.
Ma non è di questo che vorrei parlare in questo articolo.
Mancanza
Qui ho bisogno di dire che oggi, pur nella gioia di ritrovare i piccoletti, è stata una giornata molto difficile, in cui le lacrime non sono mancate. Penso di averlo nascosto discretamente. Però, la mancanza della mamma oggi è stata devastante. Stamattina mentre ero in classe pensavo che non avrei potuto mandarle le foto dei miei bambini, ne parlarle delle solite menate che non mancano mai in ambito lavorativo e scolastico. Avrei voluto mostrarle la nostra porta, raccontarle di quanto sono cresciuti i miei bambini, condividere con lei la gioia di avere per la prima volta in vita mia la stessa classe per quattro anni di fila. Lei che c’è stata in tutti gli anni di supplenze, anche quelle di un giorno. Lei che dopo ogni annualità, quando ero triste perché dovevo lasciare i miei alunni mi diceva “Sei brava, ti troverai bene ovunque andrai”. La fiducia delle mamme. Nessuno ce l’ha uguale. È stato un disastro oggi uscire da scuola e non mandarle un messaggio, non avere il suo augurio di buon inizio stamattina come faceva ogni primo giorno. Non doverle fare il foglietto con l’orario per regolarsi su quando sono a scuola.
Da fuori
Vorrei che fosse ancora qui. Da sette mesi il mondo è assurdo e più freddo. Troppo è volato via con lei e anche se sento il suo profumo nell’aria, un abbraccio suo mi servirebbe davvero tanto. Senza non è lo stesso e anche se ho tante persone che mi vogliono bene, nessuna è lei. Non so se da fuori si vede tutto questo. Io sorrido sempre, chiacchiero con tutti, mi prendo mille impegni, cerco di essere sempre gentile e disponibile, ho sempre la battuta pronta, cerco di sollevare il morale agli altri, di sostenere, di incoraggiare, ma dentro c’è un grande spazio vuoto.
La mancanza di un sorriso, di una voce, di uno sguardo. Non esiste tempo che possa colmare tutto questo e non sarebbe male se ogni tanto di questo si tenesse conto invece di pretendere sempre, di rispondere male, di dare per scontato, di attaccare gratuitamente. Non voglio sconti ne privilegi sul lavoro né nella vita, non li ho mai voluti, ma almeno che non mi si creino problemi random sarebbe carino. Ma ovviamente così non è. Pazienza. Ho imparato ad affrontare, a dissimulare, a ignorare, ad andare avanti comunque. Non bene ma “comunque”. Ho la forza della mamma, la sua dignità. Due delle cose che mi ha regalato. Finché ce la faccio va bene così. Poi vedremo. So a chi rivolgermi per un aiuto quando è necessario. Ma so anche farcela da sola quando serve.
Oggi è stato un giorno difficile e ce ne saranno altri. Ma spero possa arrivare qualcosa di bello anche per me e che lei, ovunque sia, lo sappia e lo veda.

Una trottola nella scuola 

Non sono sparita. Sono persa nel vortice della scuola come una trottola che gira qua e là. Sono giorni molto intensi, l’anno scolastico deve iniziare, le questioni da risolvere sono tante e tutte importanti, come è giusto e normale che sia, il tempo è poco quindi si cerca di star dietro a tutto contemporaneamente ma questo rende le giornate estremamente movimentate.

Gli orari da predisporre, la rete internet da ripristinare, le LIM da controllare, il materiale informatico da sistemare, i libri da portare a scuola, i cartellini per le classi da preparare… Tutto ciò sembra agevole e veloce da risolvere, in realtà occupa ore e ore. Se in più la salute fisica non è al top, e quella morale ancora meno, la situazione si complica. La parte bella in tutto questo casino qual é? Avere accanto un angelo che mi rende tutto meno difficile, non solo perché mi supporta e mi sopporta in tutto, ascolta i miei sfoghi e le mie lamentele, appoggia i miei progetti per l’anno scolastico e ne sa più lui di scuola di molte persone che ci lavorano dentro… ma anche perché proprio dal lato pratico mi aiuta moltissimo. A catalogare i libri, a disegnare i cartellini, a stampare ciò che va stampato, a distrarmi dalle varie menate che inevitabilmente nascono in queste situazioni.

Può sembrare assurdo ma quando arrivano i bambini, la scuola prende vita e tutto si semplifica. Sarà che io non sono molto portata per la burocrazia e l’organizzazione in generale, ma il mio cuore comincia a battere davvero solo quando la campanella suona e i bambini si riversano strillando nei corridoi e nelle classi. Lì comincia davvero il mio anno scolastico. Il resto è doveroso e importante, ma il cardine sono loro.

A proposito di questo ora vado a sistemare le attività che io e le colleghe abbiamo programmato ieri così forse per una volta sarò pronta. Come avevo già detto quest’anno vorrei cercare di essere ordinata e metodica perché altrimenti i vari aspetti si sommano e non ci capisco più nulla.

Vi auguro un buon pomeriggio, a presto!!!

trottola

Novità sul blog!

In un precedente articolo, questo, vi avevo anticipato che ci sarebbero state delle novità sul mio blog. Ora, eccomi qui a spiegarvi di cosa si tratta. Vi avevo detto che avevo in mente un progetto sempre in ambito blog e, adesso che tutto è cominciato e funziona, posso finalmente parlarvene.

La novità Teacher Margy

Chi è teacher Margy? Naturalmente sono io, ma nella mia modalità maestra. E, proprio in questa veste, ho deciso di aprire un nuovo blog, a tema esclusivamente scolastico, dove condividere con chi lo leggerà le attività che si svolgono quotidianamente nelle due classi che avrò anche quest’anno, confermate stamattina tra l’altro. Se vi farà piacere passare a vederlo ne sarei felice. lo scambio e il confronto in questo lavoro sono fondamentali e, che siate o no insegnanti, un parere costruttivo è sempre utile e una buona idea può venire da chiunque, quindi siete naturalmente i benvenuti senza esclusioni.

Arcobalenodiperla

No, non abbandono il mio rifugio arcobaleno, qui si parla di me, della mia vita personale, che certo comprende anche la scuola, continuerò a parlarne comunque come ho sempre fatto, su Diario di Classe invece parlerò proprio dei lavori di classe, come suggerisce il titolo, e li condividerò per chi potesse essere interessato. Ho anche creato, a tal proposito una pagina Facebook dedicata al blog. Se siete su Facebook passate a visitarla se vi va. Mi farà piacere.

Tornando a noi, come vi dicevo, era da tempo che avevo in mente di aprire questo nuovo blog e sono felice di esserci riuscita. Spero di essere in grado di impostarlo e di portarlo avanti come ho in mente. Vi linko qui i primi due articoli che ho postato, uno di presentazione e uno che racconta il primo giorno, relativo a questa mattina. Ora vi saluto e vi auguro una buona serata. Tra un po’ è ora di cena e poi si esce, quindi… a presto!!!

 

Acquisti fatti

Rieccomi qui, torno a scrivervi perchè voglio condividere alcune cose con voi. Intanto vi racconto che oggi sono andata a fare la spesa e ho preso tutto quello che mancava alla lista del materiale per la scuola. Adoro fare questo genere di compere e la cosa che mi piace di più tra gli acquisti fatti è senza dubbio il compasso rosa!! Bellissimo e perfettamente nel mio stile! 😍 Immagino che sarete stupiti eh? Ahahahah…

Poi ho preso i quaderni, il goniometro intero e il temperino. La borsa e  l’astuccio si stanno asciugando quindi domani potrò continuare a preparare le altre cose e a sistemarle direttamente. Per ora ho anche preparato una scatola con il materiale di scorta. Gli altri anni non l’ho fatto ma quest’anno voglio provare. 👍🏻

Parlando invece di altri bambini, ormai cresciuti, mi è capitato di vedere su Instagram una foto postata da uno dei miei ex alunni, quelli che ho avuto prima degli attuali. Tra poco inizieranno la scuola superiore, sono ormai ragazzi e ragazze anche se da una parte io li vedo sempre come bambini. Ma dall’altro lato mi piace anche vederli crescere e seguire la loro strada, vederli realizzarsi e ottenere ottimi risultati, ciascuno in base al proprio modo di essere. E soprattutto ciò che mi fa felice è che, proprio come avevo detto tre anni fa, il nostro rapporto non si è mai interrotto. Certo non ci si vede o sente ogni giorno ma comunque molto spesso. Sono bellissimi e molto importanti per me, lo sono sempre stati. Vederli come in quella foto, ancora in gruppo, tutti insieme e sempre amici, mi ha resa felice.

Ora penso che quasi quasi mi metto a letto, qui si è alzata un’arietta piuttosto fresca e credo che stanotte si dormirà bene, ovviamente un po’ coperta 😀 Sono freddolosa… 😅

Buonanotte, ci sentiamo domani per vedere come prosegue questa settimana di preparativi!!

Scuola… work in progress 

Buongiorno, eccoci all’inizio di una nuova settimana, l’ultima, seppur non completa, di vacanza. Venerdì si riprende. Non come le persone normali che magari rientrano al lavoro di Lunedì. No, noi di Venerdì. Distinguiamoci 🙂 Poi Sabato e Domenica di nuovo a casa e Lunedì la ripresa vera e propria.

Io però, che come ho detto più volte in questo blog sono un caso disperato, non vedo l’ora che sia il 12 per rivedere i miei bambini. Di sicuro saranno cresciutissimi e ancora più belli. In questi giorni sto cercando di sistemare alcune cose per iniziare il nuovo anno nel modo migliore. Eh sì, noi insegnanti siamo gente strana, ci facciamo gli auguri di buon anno il primo settembre invece che il primo Gennaio. Proprio come si legge nelle vignette sui social. Del resto contiamo anche il tempo in anni scolastici.

“Quando abbiamo fatto questo?” “In prima”

“Ti ricordi quando siamo andati là?” ” Ah si, eravamo in terza”

E cose di questo genere. Non proprio il top della normalità ecco. Soprattutto agli inizi, ma dopo un po’ si comincia ad abituarsi.

Ieri, come vi avevo anticipato qui, ho fatto l’elenco del materiale che mi serve e oggi l’ho radunato. Una parte poi resterà a scuola come “scorta”, il resto nell’astuccio. All’appello mancano il goniometro, il compasso e un temperino. Vedremo di rimediare. Per il resto c’è tutto. Benissimo. Ora mi manca solo di aspettare che la borsa si asciughi (una bella lavata era necessaria) e potrò sistemare tutto. Adoro questo momento dell’anno. Tutto è nuovo e pronto. Tutto ancora da decidere, da fare, da progettare. Non troppo perché io sono una che non progetta molto. Seguo di più l’istinto mio e dei bambini, quello soprattutto. L’indicazione c’è ma poi il percorso è loro, hanno il diritto di deciderne almeno alcuni degli aspetti. E sono bravissimi a farlo. È dalla prima che prendono decisioni e finora si sono sempre rivelate giuste. Quindi posso tranquillamente continuare a fidarmi dj loro.

Comunque, non c’entra nulla ma intanto recupero le puntate del Segreto che non ho visto quando ero via. E non sono poche. 😀

Ciaoooooo!

Musical.ly

Hello! Si inizia questo articolo ascoltando “Senza pagare” (J.Ax – Fedez). Bella invenzione Spotify free. Free è d’obbligo of course. Comunque, la musica di sottofondo mi ha sempre aiutato sia nello studio sia nel lavoro, per non parlare della scrittura in generale. Poi c’è Musical.ly ma quello è un discorso diverso che affronterò tra poco.

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On air now: “Girasole”

Per ora mi trovo nella cucina della zia, dopo una fantastica grigliata con lei e tre sue amiche. Praticamente sembra più un collegio docenti che una grigliata estiva ma va bene così. Intanto è iniziata “Girasole” di Giorgia, che mi piace anche, ma perché oggi Spotify si prende la briga di farmi ascoltare canzoni che non sono nella mia playlist? Probabilmente ha frainteso il significato di free. Va beh, finché è Giorgia ci può stare. Poi vedremo cosa propone. L’importante per me è che siano canzoni che conosco, in modo da poter cantare. Lo sapete che ho la fissa del canto, no? Sì sì che lo sapete, non ve l’ho risparmiata, però dai finché non metto miei audio potete considerarvi dei privilegiati. 🙂

On air now: “When you say nothing at all”

Ieri sera Ivan e io siamo andati a mangiare una pizza in un posto molto particolare. Pizza strabuona. No però Grignani no dai. Non ce la faccio. Change, please! Vediamo se chiudendo e riaprendo l’app, riesce a farmi sentire le mie canzoni. Ooohhh ok, sembra che ce l’abbiamo fatta. Thank you Spoty! Tornando a noi, cena perfetta ieri sera, ma poi usciti dalla pizzeria… Il diluvio! No, non esagero. Il diluvio davvero, praticamente un’altra doccia aggiuntiva solo per raggiungere la macchina. Avrei volentieri evitato di bagnarmi da capo a piedi, soprattutto a causa del dolore dietro al collo, anche quello vi è tristemente noto ormai, che non vuole proprio passare.

Musical.ly

In questo post musicale appunto, parliamo di Musical.ly ovvero questa app usata dai giovanissimi, intorno ai 13 anni per intenderci, dove si realizzano brevissimi video su basi musicali. Io ovviamente non ho nulla a che fare con tutto ciò, se non fosse che ho una nipote tredicenne che ha convinto anche il suo zio preferito a iscriversi a tale scempio. Da non dire. Comunque sono diventata un’esperta di youtubers quali Luciano Spinelli, Elisa Majno, Andrea Stefanile. Insomma quale trentottenne li conosce tranne me e mio marito? Mi auguro nessuno ahahahahah. Va beh. Sorvoliamo. La nipote tra l’altro ha anche creato due gruppi WA che si chiamano “Gli amici di Luciano” e Gli amici di Andrea” … help us, please!!! In realtà ci divertiamo ad immergerci nelle musicalità moderne, anche se naturalmente preferiamo altro.

On air now: “No matter what”

Sulle note dei Boyzone vi saluto raccontandovi un piccolo episodio lavorativo/musicale. Quando la mia classe era in prima, avevo una collega parallela di matematica che, come me, ama Tiziano Ferro. Un giorno, durante le due ore di programmazione settimanale, mettiamo come sottofondo sulla LIM un cd di Tiziano. Non era finita la prima canzone che bussano e chi entra secondo voi? La dirigente. Figuracce ne abbiamo? Anche sì. Ovviamente ci scusiamo per la musica ma lei invece si scusa a sua volta di averci interrotte (ahahahah mitica!!) e anzi ci fa i complimenti perché riusciamo a concentrarci sul lavoro pur con musica in sottofondo. Poi ci racconta che invece lei nel suo studio deve chiudere porte e finestre perché il segretario tiene, a volume troppo alto, musica che lei non gradisce. Grandissima. Infine se ne va scusandosi per il disturbo. Ma quale disturbo poi? Fossero tutte così, dirigenti sì, ma anche persone, con cui poter parlare con questa tranquillità. Ora non è più la nostra dirigente e infatti ne sento molto la mancanza. Magari un’altra volta vi racconterò di quando in sede di scrutinio ci siamo messe a chiacchierare della mia passione per il rosa o di come mi sia stata vicina per la perdita di Aurora aiutandomi in un’infinità di modi, professionalmente e umanamente. Questo suo modo di essere, infatti, non ha mai tolto nulla alla sua professionalità. E’ proprio questo il bello.

Ma quanto ho divagato in questo articolo? Beh, è domenica, prendetelo così.

On air now: Shooting star.

musica

 

 

La “Birichina” cambia casa

E così anche questa è fatta. La macchina della mamma è stata venduta. Sono contenta che l’abbia comprata una brava ragazza che la tratterà bene. In fondo non mi sembra di aver venduto una cosa della mamma perché lei non l’ha mai usata, ma mi dispiace comunque perché l’ho sempre guidata io.

Tanti luoghi

Mi ha portata in tanti luoghi. Nelle varie scuole in cui ho lavorato negli ultimi anni. Casalmaiocco, Secugnago, Livraga, Lodi Vecchio. Mi ha portata a casa di amici, in giro a comprare regali per le persone importanti.

Ha portato in giro me e Aurora quando andavo a scuola con il pancione qualche anno fa. 

È andata sulla neve, sotto la pioggia battente, sotto il sole a picco. Sempre pronta, sempre funzionante. Sempre affidabile. È stata caricata di libri, riempita di disegni dei bambini, bottigliette d’acqua vuote e piene, ombrelli rotti e non. Simpatica e disordinata come chi la guidava. Ha sentito musica di ogni tipo, soprattutto il Tiziano, soprattutto quando ero incinta. Soprannominata “la birichina” da un mio ex alunno. Modello base, niente chiusura centralizzata, niente vetri elettrici, niente servosterzo, niente radio, niente aria condizionata. È stata definita inguidabile. Ma io ormai la conoscevo alla perfezione e non ho mai avuto problemi. Piccola piccola, parcheggiabile ovunque. Io ho le gambe piuttosto lunghe ma per fortuna i piedi corti, per me era perfetta.

Si guarda avanti

Ma adesso è ora di guardare avanti e “accanto” a me c’è la macchina della mamma, e quindi c’è anche lei. Si va avanti. Strade nuove e conosciute. Musica nuova e meno nuova. Altri amici, altri viaggi e chissà, magari altre novità. Le cose cambiano, i legami restano.

In tutto ciò sento di ringraziare tantissimo una persona che ci ha aiutati nello svolgimento della parte burocratica di tutti i passaggi di proprietà. Le carte, i documenti, le firme… Tutto. Senza di lei sarebbe stato molto più difficile. Grazie Simona!

Comunque, il lavoro della mia macchinina non è finito, comincia una nuova fase e porterà in giro una persona che apprezzo e che mi piace. Le auguro che la porti in posti meravigliosi e a esperienze piacevoli.

Buon viaggio!

Novità: libri e non solo

Novità

Novità in ambito scolastico. Oggi sono arrivati i libri che ho ordinato su Amazon per l’anno prossimo. Stupendo! Acquistati con la Carta del docente. Sì, come ormai saprete, sono un po’ old style in certe cose. Non faccio parte di quegli insegnanti che corrono alla ricerca dell’ultimo pc/tablet/roba tecnologica in genere.

Certo, se mi serve lo compro, ma mi piace anche di più avere degli strumenti da poter usare direttamente con i bambini. Il cartaceo ha ancora un gran fascino ai loro occhi. Amano disegnare, colorare, tagliare, incollare… In questo senso i lapbook li appassionano molto. L’anno scorso ne abbiamo realizzato uno in scienze sul metodo sperimentale, quest’anno tenteremo di ampliare un po’ l’orizzonte comprendendo anche le altre materie. Matematica, geografia… Vedremo un po’.

Popplet

Ciò non toglie che a scuola strizziamo l’occhio anche alle nuove tecnologie. Le novità ci attirano ovviamente. Come alunni di una maestra che è responsabile della gestione degli strumenti informatici non hanno scampo😂😂😂. Abbiamo realizzato due popplet molto carini, uno con argomento la figura del geografo, l’altro sulle frazioni. Cosa sono i popplet? Mappe concettuali realizzate online. Colorati, intuitivi, immediati. Insomma cerchiamo di non utilizzare un solo canale comunicativo.

popplet geografo

Popplet frazioni

Flashcards online

Abbiamo utilizzato anche un sito che permette di creare flashcards. Per l’inglese è estremamente utile. Scelgono loro il disegno da abbinare al vocabolo, sentono la pronuncia, ci sono semplici giochi… Credo che a loro piaccia e direi che il loro atteggiamento, così come i risultati che ottengono, confermano la scelta.

Libri

Ma tornando ai libri, la nostra novità, so di essere un caso disperato ma già non vedo l’ora di usarli. Avendo del tempo a disposizione cercherò di “studiarli” bene così da essere pronta a usarli. È uno degli aspetti che amo di più nel mio lavoro.

Non sono meravigliosi? Secondo me sì! E si andranno ad aggiungere a quelli che già avevo. Benissimo. Ora però, nonostante questi bellissimi libri…

Buona estate!! ☀️☀️☀️