Persone speciali? Sì, grazie!

Amicizia.

In questo articolo vi parlo di questo argomento per me estremamente importante. E, altrettanto estremamente, complesso.

Non sono mai stata una di quelle piene di amici. Da bambina ero timidissima e tendevo sempre a sminuire me stessa nel confronto con gli altri. Questo ogni tanto lo faccio ancora ma adesso, per mia fortuna, ho accanto persone che riescono miracolosamente a prendersi un po’ cura della mia autostima. E, in parte, ho imparato anch’io alcune cose che mi permettono di vivere meglio. Certo, ci ho messo anni, passando attraverso dure lezioni e momenti bui, ma almeno ho imparato. Comunque, ai tempi dell’infanzia, io e la popolarità non ci conoscevamo neanche di vista. Mai ‘na gioia style.

La situazione è un po’ migliorata ai tempi del liceo. In una classe quasi esclusivamente femminile, ho trovato le prime grandi amicizie. Soprattutto una. Vacanze insieme, telefonate interminabili, pagine e pagine di Smemo reciprocamente dedicate. Ma poi, ci siamo evolute diversamente. Io sempre piuttosto selettiva e riservata, lei molto più… come posso dire… Socievole? Estroversa? Disponibile? Sì, direi che questi tre aggettivi descrivono perfettamente “la lei di allora” . Un abisso si è aperto tra di noi e, lo dico serenamente, meno male! Ho avuto, non so nemmeno io come, il coraggio di non cambiare me stessa per lei e ne sono strafelice. Esperienza negativa quindi, ma alquanto istruttiva.

Comunque, negli anni dell’adolescenza ci stanno queste delusioni; più grave è quando tutto ciò accade in età adulta. Però, si hanno più strumenti per difendersi. E ho dovuto fare anche questo. Ma ne sono stata in grado e per questo sono fiera di me. Oggi sono più sicura, so quanto valgo come amica, so che do tanto, tutto, e so che deve essere uno scambio. Non perché l’amicizia la si dia per avere qualcosa in cambio, nulla di più lontano da tutto ciò, ma è anche vero che alcuni sentimenti devono essere reciproci altrimenti a lungo andare, delusione su delusione si finisce per stare male. Io di motivi per stare male ne ho già in abbondanza e non permetto più a nessuno di aggiungermene altri. Ora so che non sono sempre io a dover dare. Non a senso unico almeno. Non più.

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Positività

Devo dire però che nella mia vita ci sono anche figure amicali assolutamente positive. Una che ho ritrovato grazie a Facebook e con cui sto instaurando un legame molto stretto. Una donna che ammiro molto e che mi ha insegnato molto. Che mi insegna molto ogni giorno. Che è riuscita a conquistare anche l’amicizia di mio marito ed è cosa rara. Una figura per noi importante e preziosissima. E accanto a lei un uomo speciale che ammiriamo tantissimo. Marta e Gigi, vi voglio molto bene. Anzi “vi amo di bene” come diciamo nelle nostre serate sceme… 😂😂😂😂

Posso parlarvi poi di una persona che conosco da relativamente poco tempo ma che da subito è stata importante per me. A volte anche l’ambiente lavorativo dà modo di conoscere qualcuno di speciale con cui all’inizio si ha a che fare solo per motivi professionali ma che poi diventa un amico. Un amico vero. Non di quelli che senti tutti i giorni magari, ma il tipo di amico che quando sei triste ti chiama e ti fa sorridere. Il tipo di amico che conosce il tuo lavoro, lo capisce, lo apprezza e ti incoraggia quando c’è chi si diverte a fare il contrario. Un amico che si infuria quando qualcuno ti fa un torto e lo devi trattenere fisicamente dall’andare a fare un casino.

Chiudo pensando a un uomo che mi è accanto da anni, purtroppo non fisicamente perché viviamo lontani ma che nonostante questo c’è sempre. Di lui potrei parlare molto a lungo ma mi basta dire che sono estremamente fortunata a essergli amica e spero che anche lui si senta così. Un appoggio sicuro, un compagno di scemenze, un rifugio di dolcezza, una presenza discreta ma molto molto forte.

Grazie!

Naturalmente ci sono altre persone molto importanti, amici e amiche veri, ma il post diventerebbe troppo troppo lungo.Esempi positivi. Persone importanti. Amicizie vere, di quelle che restano. Diverse, che si compensano, che mi aiutano in questo casino di vita e che mi fanno stare bene.

Grazie amici!

Ricordo… immagini di me

Ricordo, un insieme di sensazioni che non vogliono restare dentro.

Piccoli grandi atti di coraggio

Ricordo le camminate in pomeriggi pieni di sole. Per andare a vedere, rigorosamente da fuori, la casa di questo o quel ragazzo. Superare il limite della zona villeggianti per andate in quella residenziale del paese pareva una trasgressione senza precedenti. Esporsi troppo faceva paura ma la curiosità era più forte. La curiosità di ragazzine, adolescenti ma ancora molto ingenue in rapporto all’età.

Serate

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Ricordo le serate in spiaggia, con birra scadente comprata in negozietti improponibili lungo la via principale. Non mi è mai piaciuta la birra, non mi piace tutt’ora ma quella era così scarsa che nemmeno sapeva di birra. E pur di stare con gli “amici” la si beveva facendo finta che piacesse. Poca però. Le sdraio a cerchio, sigarette vaganti. No, mai fumato, nemmeno in quelle occasioni.

Discorsi improbabili

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Ricordo le ore in spiaggia, il pomeriggio, sotto l’ombrellone con gli auricolari nelle orecchie, in condivisione chiaramente, parlando di quello che avremmo indossato la sera. Non da sfigata, non da strada. “Gonna? Per forza! Noi dai che vergogna! E se c’è lui? Appunto, che figura!!! Faccio schifo con la gonna! Ma non puoi non metterla!” Discorsi stupidi e infiniti. Ore.

Dolcezza che rimane

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Ricordo poesie improvvisate, recitate mano nella mano. Momenti di dolcezza ritagliati tra una battuta e un’altra. Isolarsi pur restando nel gruppo di amici. Senza spostarsi di un passo. La voce bassa, quasi un sussurro, che nessuno senta. L’appetito che passa ma certi orari vanno rispettati. Un “Non andare” che non sbiadisce con il passare degli anni.

Reale o no?

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Ricordo una serata in riva al mare, le luci alle spalle, un’enorme distesa d’acqua, nemmeno troppo silenziosa, alle spalle. Poche parole, ma le ricordo ancora. Molti sogni. Molti pensieri. Molte speranze. Poca realtà. Il tempo che passa troppo veloce. Il cuore che batte troppo veloce. La mente che viaggia troppo veloce. Far finta che tutto fosse reale e non a scadenza. E se fosse stato reale in realtà? Forse lo era. Oggi come oggi non cambierebbe nulla. Penso che lo fosse.

Ricordo tante altre cose, situazioni e persone, ma per stasera va bene così.

La “Birichina” cambia casa

E così anche questa è fatta. La macchina della mamma è stata venduta. Sono contenta che l’abbia comprata una brava ragazza che la tratterà bene. In fondo non mi sembra di aver venduto una cosa della mamma perché lei non l’ha mai usata, ma mi dispiace comunque perché l’ho sempre guidata io.

Tanti luoghi

Mi ha portata in tanti luoghi. Nelle varie scuole in cui ho lavorato negli ultimi anni. Casalmaiocco, Secugnago, Livraga, Lodi Vecchio. Mi ha portata a casa di amici, in giro a comprare regali per le persone importanti.

Ha portato in giro me e Aurora quando andavo a scuola con il pancione qualche anno fa. 

È andata sulla neve, sotto la pioggia battente, sotto il sole a picco. Sempre pronta, sempre funzionante. Sempre affidabile. È stata caricata di libri, riempita di disegni dei bambini, bottigliette d’acqua vuote e piene, ombrelli rotti e non. Simpatica e disordinata come chi la guidava. Ha sentito musica di ogni tipo, soprattutto il Tiziano, soprattutto quando ero incinta. Soprannominata “la birichina” da un mio ex alunno. Modello base, niente chiusura centralizzata, niente vetri elettrici, niente servosterzo, niente radio, niente aria condizionata. È stata definita inguidabile. Ma io ormai la conoscevo alla perfezione e non ho mai avuto problemi. Piccola piccola, parcheggiabile ovunque. Io ho le gambe piuttosto lunghe ma per fortuna i piedi corti, per me era perfetta.

Si guarda avanti

Ma adesso è ora di guardare avanti e “accanto” a me c’è la macchina della mamma, e quindi c’è anche lei. Si va avanti. Strade nuove e conosciute. Musica nuova e meno nuova. Altri amici, altri viaggi e chissà, magari altre novità. Le cose cambiano, i legami restano.

In tutto ciò sento di ringraziare tantissimo una persona che ci ha aiutati nello svolgimento della parte burocratica di tutti i passaggi di proprietà. Le carte, i documenti, le firme… Tutto. Senza di lei sarebbe stato molto più difficile. Grazie Simona!

Comunque, il lavoro della mia macchinina non è finito, comincia una nuova fase e porterà in giro una persona che apprezzo e che mi piace. Le auguro che la porti in posti meravigliosi e a esperienze piacevoli.

Buon viaggio!

Bratto: ricordi di vacanze in montagna

Ogni tanto ci si prende un giorno per vivere. Per vivere bene diciamo. E si va a farsi un giro in montagna. Vicino, un paio d’ore di strada. Fattibile in giornata.

Prevedono pioggia

Io sono abbastanza contraria a guardare le previsioni del tempo. Odio le frasi tipo “Ma prevedono pioggia”. Cioè a meno che venga Mago Marlino a dirmelo in bermuda prima di partire per Honolulu… Allora lì potrei anche quasi dargli credito. Ma per il resto per me contano zero. Piuttosto che qui meglio pioggia via. Sempre e comunque. Ovviamente prevedevano pioggia e abbiamo deciso di andare lo stesso. Stamattina 8,30 un temporalone che stava per farci desistere. Ovviamente 10 minuti dopo 🌞. Quindi… Si parte.

Arriviamo

Viaggio tranquillo, traffico zero. Pioggia zero. (Sempre più felice di non aver dato retta alle previsioni) Arriviamo su e nella via principale vediamo il papà Sergio. Si, sono fortunata, ho due papà. Ne parlerò. Sale in macchina e raggiungiamo casa. Quante estati ho passato lì da piccola. I miei genitori lavoravano e così io trascorrevo tutto Luglio in montagna con la mia seconda mamma (che mi curava anche durante l’anno). Tornare lì è sempre un’emozione. Qualche anno fa ci abbiamo passato un weekend tutti insieme… Bellissimo e indimenticabile. Adesso alcune mancanze sono davvero pesanti ma cerchiamo di prendere il positivo che c’è.

La mamma Gina

Entriamo in casa e la mamma Gina è lì che ci aspetta. E qui sono strafortunata perché ho ancora una persona che posso chiamare mamma. E lo è davvero. Ovviamente, come sempre quando si ha a che fare con lei, c’è cibo per un reggimento. E tutto ottimo. Ronny in due minuti netti la ama alla follia e la segue come un’ombra. Mica stupido, ha già capito chi ha la padella dalla parte del manico. A parte qualche versetto fintopietoso per avere da mangiare (serve dire che ovviamente ha funzionato??) si è messo sdraiato sul suo asciugamano o sul pavimento ed è stato tranquillo tutto il tempo. Bravissimo.

Naturalmente si è goduto anche il fresco sul balcone e in giro…

        

    

   

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Il posto in sé è un paesino molto piccolo ma i ricordi che riporta alla mente sono tanto grandi. Felice di esserci tornata con mio marito e Ronny.

Io a un certo punto avevo quasi freddo ma si sa che io lo soffro troppo, anche se ero comunque in mezze maniche. Loro invece stavano bene. Ho rivisto i posti dove giocavo da bambina e che mi sembravano enormi, mentre ora si sono decisamente ridimensionati. Naturalmente sono cresciuta io, ma mi ha fatto uno strano effetto. Strano bello però. Ricordo una signora che incontravo sempre. Oggi ho visto suo nipote di 8 anni. Il figlio del figlio. Un bel bambino educatissimo e gentile. Mi ha ricordato mio nipote. Quando io andavo lì i primi anni avevo la sua età. Wow.

Chiudo l’articolo con un’ultima speciale foto. Buon venerdì sera! 😘

Ricordi di vacanze al mare

Quando ero piccola abbiamo quasi sempre trascorso le vacanze al mare. La mamma amava il mare, anch’io lo amavo ed è tuttora così. Avrò preso da lei anche questo. Ne sono felice.

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Abbiamo visitato tanti posti meravigliosi. Tropea in Calabria, Baia Chia in Sardegna oltre a Pula e Costa Rei, Torre dell’Orso in Puglia, e poi sempre in Puglia Trani, Lecce Torre Sant’Andrea e quasi tutti i dintorni. Ho tanti ricordi indelebili. Ero piccola e non sono una maga della memoria in generale ma certe cose non si possono cancellare. A Torre dell’Orso tutti andavano al mare a piedi (era vicinissimo a casa), io e papà andavamo in macchina facendo tutto un altro giro per portare ombrelloni, sdraio, giochi ecc… Bellissimi quei giri solo nostri. Mi sentivo una privilegiata e lo ero. Parcheggiavamo in alto e poi scendevamo in spiaggia lungo un sentiero abbastanza ripido. Ma eravamo noi due ed era bello soprattutto per questo. Arrivati giù si sistemava il tutto, in fondo alla spiaggia dove c’era meno gente e papà si sistemava all’ombra a leggere il giornale. Ecco la sua idea di spiaggia. 😀😀😀

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In inverno mi piace sedermi e osservare il mare anche se fa freddo. In fondo fa freddo anche qui perciò… sempre meglio al mare. In estate beh… Stare stesa al sole, poi un bagnetto, poi di nuovo sole, un altro bagnetto… Insomma si alternano le cose. Mi piace anche passeggiare sulla sabbia se non c’è troppa gente. Comunque è proprio l’atmosfera del mare che mi rilassa e mi rende felice.

Ho anche qualche ricordo di vacanza in montagna ma non erano mai le uniche. La base era il mare poi, se c’erano le possibilità e le condizioni si faceva un giretto in montagna. Ma non erano “le vacanze”.

Adesso ho voglia di vacanze, anche se non riusciremo a fare quel viaggio che immaginavamo con la mamma ma non importa, lei troverà il modo di esserci comunque. Non ha importanza il luogo. Lei ci sarà. Un po’ di mare vorrei davvero vederlo. Spero tanto di riuscire nonostante tutti i casini…

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Giorno 2 – writing challenge

Ho ancora qualche minuto prima che passi il giorno 2. La sfida di oggi recita così: “Scrivi qualcosa che qualcuno ti ha detto su te stessa che non hai mai dimenticato”.

In realtà non è tanto semplice perché al momento non ricordo frasi particolari dette su di me. Scelgo quindi di citarne una recente, e positiva, che mi è stata detta da una persona che sta acquistando importanza nella mia vita. In sostanza, che è impossibile non volermi bene. In realtà non è poi così vero,  perché c’è gente che non mi vuole bene affatto ma non importa; la frase mi è piaciuta, mi ha fatto stare bene e la porto con me. 

Amarsi un po’ non è poi così sbagliato.