L’amica. Una persona speciale che tutti dovrebbero avere nella propria vita.

L’amica

E’ da un po’ che ho in mente questo articolo, ma finora non ero mai riuscita a realizzarlo. Oggi invece ci voglio provare e quindi eccomi qua. Voglio parlare di una persona che ricopre un ruolo molto importante nella mia vita. Un’amica, anzi, l’amica.

Una luuunga amicizia

Nate nello stesso anno, abbiamo frequentato l’asilo insieme, da qualche parte a casa della mia mamma c’è ancora qualche improbabile foto che lo dimostra. Non ho molti ricordi di quegli anni, ma qualcuno si tra cui un carnevale trascorso insieme di cui, però, non ricordo i dettagli. Anche gli anni della scuola primaria li abbiamo trascorsi insieme. Una classe di 25 bambini, tra cui varie figure di disagiati di diversi tipi, che ogni tanto ci divertiamo a ricordare insieme. Una maestra splendida che entrambe ricordiamo con molto affetto. I vari aneddoti che ci fanno ridere nelle serate che trascorriamo insieme.

Tutte le femmine ti odiano perché tu hai il pastello fucsia

pastelli-supermina-giotto-rosa-fluo

Sì. c’è stata anche questa fase, in cui tutte le femmine della classe odiavano Marta perché lei aveva nell’astuccio il pastello fucsia mentre noi no. Come dite? Invidia? Certo che sì, ai massimi livelli. Tutte intorno al suo banco durante gli intervalli, ad ammirare il famigerato pastello fucsia, e a regalare a lei grandi sorrisi solo perché ce lo facesse provare. Piccole arpie crescono…

Ritrovarsi dopo tanti anni

Le scuole medie frequentate in posti diversi, le superiori, stessa scuola ma con indirizzi diverse e quindi in diverse sezioni. Le nostre vite hanno preso direzioni diverse e non ci siamo più viste. Finché, qualche anno fa vedo che è su Facebook e, ricordando i vecchi tempi, le chiedo l’amicizia. Lei la accetta e riprendiamo a sentirci. Organizziamo una serata insieme così conosciamo i rispettivi mariti e la sua meravigliosa piccola Emma. Da quella sera è (ri)cominciata una grande amicizia che si è rivelata di giorno in giorno sempre più preziosa è importante.

Serate insieme e non solo

A quella serata ne sono seguite molte altre e altre ancora ne seguiranno. Il bello di stare con loro è che si può parlare di tutto, dalle cose più serie alle stupidaggini più sciocche, guardare la tv insieme, ascoltare musica, cenare… il tutto in tranquillità e serenità assolute. In casa loro ci si sente accolti, ci si sente a casa.

Amicizia e professionalità

Come si ringrazia una persona per essere così incredibile? Si cerca di esserci per lei, di aiutarla in quelle, pochissime, situazioni in cui potrebbe averne bisogno. Pensare di ricambiare quello che lei ha fatto per me negli ultimi anni è pressoché impossibile. Il sostegno continuo, discreto e delicato ma costante. La presenza nei momenti più difficili, il supporto anche professionale, che non mi ha mai fatto mancare, in qualità di psicologa competente, empatica e gentile (qui il suo sito). Che capisce quando parli in modo sconclusionato e anche quando non parli. Quando lasci le frasi a metà, quando non trovi la parola giusta… Lei riesce sempre a capire cosa hai dentro e a indicarti la soluzione migliore per affrontarlo, superarlo o anche semplicemente conviverci, quando non si può fare altro.

Un piccolo ringraziamento

Come dicevo all’inizio, è da tempo che ho in mente di scrivere questo articolo su di lei, oggi l’ho fatto e questo vuole essere un piccolo ringraziamento per la sua presenza nella mia vita e in quella di mio marito. Grazie Marta, grazie per averci aperto le porte di casa tua, grazie per averci fatto conoscere Gigi, Emma, Manuel e il mitico Bullo. Grazie per averci salvato molte serate, grazie per gli strumenti che ci hai dato, e che non smetti di darci, che ci consentono di andare avanti durante le peggiori tempeste. Grazie per la fiducia che hai in noi, per il tempo speso insieme, per aver condiviso che noi le gioie che abbiamo avuto e che hai avuto tu. Nessun articolo su un blog potrà mai ripagarti di tutto quello che hai fatto, fai e farai in futuro.

images (1)

 

 

 

Annunci

Neve e ricordi. Famiglia e amore. E futuro.

Neve e viaggi

E’ il primo Marzo e nevica. Molta gente si stupisce, qualcuno si arrabbia. Io penso che comunque è ancora inverno e quindi la neve ci sta, il paesaggio bianco mi piace e, nonostante le difficoltà per arrivare al lavoro, me lo guardo felice. Ok stamattina le strade non erano pulitissime, ma andare a 40 Kmh era francamente eccessivo, soprattutto perché qualcuno di questi soggetti così “prudenti” non aveva nemmeno i fari accesi. Ma sì, tanto basta andar piano e bloccare tutto il traffico, perché prendersi anche la briga di rendersi visibili? Neanche si dovesse tenerli accesi manualmente…

Neve e bambini

Quanto alla scuola è bastato un rapidissimo giro di messaggi con la rappresentante dei genitori per garantire che sia io sia la maggior parte di loro, si trovasse tranquillamente a scuola. Quando le cose funzionano è sufficiente questo. I bambini sono felici e io con loro. Purtroppo per ora la neve è poca e non consente di uscire a giocarci però possiamo già guardarla sognanti. Dalla finestra però abbiamo visto una cinciallegra piccolissima tutta marroncina, nera e gialla, meravigliosa, i bambini erano incantati a guardarla attaccati ai vetri. Poi un pettirosso. E la cosa bella è che una bambina ha osservato che sulla ringhiera, la neve era segnata dalle impronte dell’uccellino che si era appoggiato lì. Sono fantastici.

neve

Neve e ricordi

E io mentre la guardo penso alla mia mamma che l’ha sempre adorata. Anche lei è sempre andata al lavoro in macchina ma questo non ha mai scalfito il suo amore per la neve, come non scalfirà mai il mio. Tante volte da piccola sono andata in cortile a giocare nella neve con lei. Costruivamo pupazzi, lasciavamo impronte con gli stivaletti di gomma… e poi la cosa si ripeteva puntualmente con i nipoti. Non è mai stata una mamma di quelle che ti tiene in casa perché fa freddo o piove o nevica. Certo, non metteva mai a rischio la nostra salute ma permetteva di divertirsi e sperimentare. Ricordo dei giorni di pioggia in cui nessun bambino era in cortile ma io si, a camminare sotto l’acqua con l’ombrello. Bellissimo.

Neve e amore

Ho anche un altro ricordo legato alla neve. Io, nella mia camera a casa della mamma, seduta sul davanzale della finestra a veder nevicare messaggiando con una persona speciale che la guardava scendere da un’altra finestra, pensando a quanto sarebbe stato bello guardarla insieme “a una persona amica” peccato che lì di amicizia ce ne fosse ben poca, o meglio era la base di qualcosa di molto più forte. Stasera io e quella persona speciale potremo guardare la neve insieme dalla finestra di casa nostra, come facciamo ogni volta che succede. Non importa se sia Dicembre, Gennaio o Marzo, la magia non conosce data. Anche quest’anno il mese di Febbraio ha compiuto il suo danno irreversibile ma ora è finito. E insieme guardiamo avanti, nel bianco.

neve

Per altri articoli vi rimandi alla pagina Facebook del blog.

(Articolo del 1 Marzo)

Ricordi di… viaggio di nozze

Ricordi di viaggio

In questi giorni difficili (l’anniversario della scomparsa della mamma e altri pensieri…) avevo bisogno di bellezza e di positività. Così ho condiviso su Instagram un paio di foto del giorno del mio matrimonio. Il giorno più bello, si usa dire, e per me è stato proprio così. Perfetto e indimenticabile. Ricordi di viaggio quindi.

Parigi

Ieri e oggi invece ho condiviso due foto del viaggio di nozze. Parigi. Un luogo che ho sempre sognato e amato, prima ancora di andarci. Una città che ho evitato, volutamente, per trent’anni, per andarci in viaggio di nozze. E così è stato. Un classico, ne sono consapevole, ma io sono molto classica in effetti, in questo e in molte altre cose.

Meraviglie parigine

Naturalmente non sono stata minimamente delusa da quella che è sempre stata la città dei miei sogni. Purtroppo restarci solo quattro giorni è estremamente limitante, ma il resto del viaggio lo abbiamo passato girando tra i vari castelli della Loira (e non è assolutamente vero che dopo un po’ sono tutti uguali anzi sono meravigliosamente tutti diversi e spettacolari ognuno a modo suo) quindi avevamo solo quei pochi giorni per vederla. Beh, sono bastati per restarne totalmente affascinata. qualcosa siamo riusciti a vedere e non c’è niente che non ci sia piaciuto. Il Louvre, il Sacre Coeur, il quartiere di Montmartre, gli Champs-Élysées, l’immancabile Torre Eiffel, su cui sono riuscita a salire nonostante io soffra di vertigini, e tutto il resto…

La Valle della Loira

Ma altrettanto bello è stato semplicemente camminare per le vie, tra la gente, i negozi, i giardini… L’atmosfera di Parigi non c’è in nessun’altro posto… Mi piacerebbe molto tornarci e sicuramente succederà. La restante parte del viaggio, passata come dicevo visitando alcuni dei vari castelli della valle della Loira, è stata altrettanto meravigliosa. Naturalmente non li abbiamo visti tutti ma quelli che abbiamo visto sono stati indimenticabili. Abbiamo fatto migliaia di foto, non è un modo di dire, sono state davvero migliaia, e riguardarle a distanza di qualche anno è stupendo ma nessuna foto, nemmeno quella meglio riuscita, può rendere pienamente giustizia a quelle costruzioni meravigliose. Il mio preferito? Assolutamente Chambord! Anche li ci tornerò appena possibile e poi vorrei andare in Provenza, che ho visitato solo una volta in gita scolastica e invece ora voglio assolutamente condividerla con mio marito, ma questa è un’altra storia… Al prossimo viaggio… 😉

ricordi

Strane giornate di pioggia che forse non è soltanto pioggia

Stamattina, prima di andare a scuola, sono scesa con il cane e mi sono accorta che pioveva. Stando in casa non lo avevo notato, quindi ci siamo ritrovati sotto la pioggia e  lui era senza impermeabile e io senza ombrello. Va beh, mi sono rassegnata a  una passeggiata sotto la pioggia e ad asciugarlo una volta tornati in casa. Non sono cose poi tanto strane trattandosi di lui.

Una luce strana

Il cielo era grigio e la pioggia era abbastanza forte, ma per fortuna non troppo. Guardandomi intorno però percepivo una luce strana. No, non vi sto raccontando una storia di presenze soprannaturali o cose simili. Era proprio la luce del cielo a essere diversa dal solito. Pur essendo di una tonalità grigia uniforme, in realtà mi sarei aspettata di vedere un arcobaleno spuntare da qualche parte. Invece nulla. E ho controllato più volte. Mi sentivo come se fosse una giornata di pioggia ma di primavera, non di autunno inoltrato pronto a diventare inverno. La temperatura era abbastanza fredda ma l’atmosfera non lo era affatto.

Giornate strane d’infanzia

Quando ero piccola c’erano spesso giornate come quella che mi sembrava di stare vivendo oggi. Nonostante fossero piovose, si intravedeva comunque la luce che filtrava da sotto. Da dietro una nuvola qualche raggio di sole riusciva sempre a passare.

Ricordi

Quelle giornate che ricordo così bene mi danno una sensazione positiva. Una sensazione di sorriso. Forse non esiste questa espressione ma la uso lo stesso perché rende benissimo l’idea di come mi sentivo.

Neve?

Mi viene in mente solo ora che questa stranezza potrebbe essere aria di neve. In fondo perché no? Già più persone mi hanno detto che è prevista neve per venerdì quindi perché no? Posso sperare. Per ora era solo pioggia, che tra l’altro ha continuato a scendere per tutto il giorno. Ma magari nei prossimi giorni questa acqua si trasformerà in neve e tutto sarà bianco e meraviglioso.

strane

Profumo di ortensia e Chanel n. 5

Ortensie

Adoro le ortensie. Le ho sempre adorate fin da quando ero piccola, anche se non conosco molto bene il loro profumo. E anche crescendo sono sempre rimaste tra i miei fiori preferiti. Al punto che le ho volute nell’allestimento floreale del mio matrimonio. Era composto di rose rosse e ortensie bianche. Anche se le mie ortensie preferite sono sempre state quelle rosa, seguite a ruota da quelle azzurre.

Profumo

Vi ho detto delle ortensie perché Lunedì sera mi sono portata a casa un profumo all’ortensia. Era della mamma. Non so se sia ancora utilizzabile perché era lì da un po’. Vedremo. Non è stato facile ma so che papà preferisce che le cose della mamma vengano usate da noi piuttosto che restare lì inutilizzate. Solo che davvero non è affatto semplice prenderle da dove sono e portarle a casa. Togliere le cose da casa di mamma e papà fa cambiare aspetto alle varie stanze, non sono più come le ho sempre viste e a volte è un po’ un colpo. Allora stasera ho cercato di prendere qualcosa tra quello che è ancora in buone condizioni ma senza svuotare troppo le mensole e gli scaffali. Qualche profumo, qualche cosmetico…

Ricordi

In realtà ovviamente non ho bisogno di alcun oggetto per ricordarmi di lei e nemmeno per sentirla vicina. Però, pur nella difficoltà di farlo, tenere qualche oggetto appartenuto a lei mi fa piacere. Che poi, io sto qui a scrivere queste cose ma la voce dentro la mia testa mi chiede perché parlo di lei come se non ci fosse più. Accettazione della realtà: scarsa direi. Incredulità a mille. Mi sembra ancora tutto molto assurdo, insensato, sbagliato anche. Beh, è sbagliato, di questo ho la certezza. Questi mesi che sono passati hanno visto il mio morale andare su e giù peggio che se fossi a bordo delle montagne russe. Ci sono momenti in cui la mancanza ti colpisce come un pugno lasciandoti senza fiato. In altri momenti riesci perfino a sorridere di un ricordo, di una sua frase tipica.

Chanel n. 5

Tra le altre cose ho portato a casa una boccetta di Chanel n. 5. Il suo profumo. Da un po’ lo uso anch’io, da qualche anno. Avevamo in comune la passione per questo profumo e così ora sulla mia mensola del bagno c’è la mia boccetta, più piccola, e la sua, più grande. Davanti c’è quello all’ortensia e dietro c’è un barattolo che mi piace tantissimo da quando ero piccola piccola. Dentro ci stanno quelle cosine da bagno che non si lasciano a vista tipo legamini e mollette… È rovinatino sul bordo del coperchio perché ha più di trent’anni ma io lo trovo sempre splendido. 😍 Sul retro c’è un uomo che scrive… Ma ho sempre preferito lei, troppo bella.

  

Musical.ly

Hello! Si inizia questo articolo ascoltando “Senza pagare” (J.Ax – Fedez). Bella invenzione Spotify free. Free è d’obbligo of course. Comunque, la musica di sottofondo mi ha sempre aiutato sia nello studio sia nel lavoro, per non parlare della scrittura in generale. Poi c’è Musical.ly ma quello è un discorso diverso che affronterò tra poco.

depositphotos_48827093-stock-photo-sunrays-color-shows-bass-clef

On air now: “Girasole”

Per ora mi trovo nella cucina della zia, dopo una fantastica grigliata con lei e tre sue amiche. Praticamente sembra più un collegio docenti che una grigliata estiva ma va bene così. Intanto è iniziata “Girasole” di Giorgia, che mi piace anche, ma perché oggi Spotify si prende la briga di farmi ascoltare canzoni che non sono nella mia playlist? Probabilmente ha frainteso il significato di free. Va beh, finché è Giorgia ci può stare. Poi vedremo cosa propone. L’importante per me è che siano canzoni che conosco, in modo da poter cantare. Lo sapete che ho la fissa del canto, no? Sì sì che lo sapete, non ve l’ho risparmiata, però dai finché non metto miei audio potete considerarvi dei privilegiati. 🙂

On air now: “When you say nothing at all”

Ieri sera Ivan e io siamo andati a mangiare una pizza in un posto molto particolare. Pizza strabuona. No però Grignani no dai. Non ce la faccio. Change, please! Vediamo se chiudendo e riaprendo l’app, riesce a farmi sentire le mie canzoni. Ooohhh ok, sembra che ce l’abbiamo fatta. Thank you Spoty! Tornando a noi, cena perfetta ieri sera, ma poi usciti dalla pizzeria… Il diluvio! No, non esagero. Il diluvio davvero, praticamente un’altra doccia aggiuntiva solo per raggiungere la macchina. Avrei volentieri evitato di bagnarmi da capo a piedi, soprattutto a causa del dolore dietro al collo, anche quello vi è tristemente noto ormai, che non vuole proprio passare.

Musical.ly

In questo post musicale appunto, parliamo di Musical.ly ovvero questa app usata dai giovanissimi, intorno ai 13 anni per intenderci, dove si realizzano brevissimi video su basi musicali. Io ovviamente non ho nulla a che fare con tutto ciò, se non fosse che ho una nipote tredicenne che ha convinto anche il suo zio preferito a iscriversi a tale scempio. Da non dire. Comunque sono diventata un’esperta di youtubers quali Luciano Spinelli, Elisa Majno, Andrea Stefanile. Insomma quale trentottenne li conosce tranne me e mio marito? Mi auguro nessuno ahahahahah. Va beh. Sorvoliamo. La nipote tra l’altro ha anche creato due gruppi WA che si chiamano “Gli amici di Luciano” e Gli amici di Andrea” … help us, please!!! In realtà ci divertiamo ad immergerci nelle musicalità moderne, anche se naturalmente preferiamo altro.

On air now: “No matter what”

Sulle note dei Boyzone vi saluto raccontandovi un piccolo episodio lavorativo/musicale. Quando la mia classe era in prima, avevo una collega parallela di matematica che, come me, ama Tiziano Ferro. Un giorno, durante le due ore di programmazione settimanale, mettiamo come sottofondo sulla LIM un cd di Tiziano. Non era finita la prima canzone che bussano e chi entra secondo voi? La dirigente. Figuracce ne abbiamo? Anche sì. Ovviamente ci scusiamo per la musica ma lei invece si scusa a sua volta di averci interrotte (ahahahah mitica!!) e anzi ci fa i complimenti perché riusciamo a concentrarci sul lavoro pur con musica in sottofondo. Poi ci racconta che invece lei nel suo studio deve chiudere porte e finestre perché il segretario tiene, a volume troppo alto, musica che lei non gradisce. Grandissima. Infine se ne va scusandosi per il disturbo. Ma quale disturbo poi? Fossero tutte così, dirigenti sì, ma anche persone, con cui poter parlare con questa tranquillità. Ora non è più la nostra dirigente e infatti ne sento molto la mancanza. Magari un’altra volta vi racconterò di quando in sede di scrutinio ci siamo messe a chiacchierare della mia passione per il rosa o di come mi sia stata vicina per la perdita di Aurora aiutandomi in un’infinità di modi, professionalmente e umanamente. Questo suo modo di essere, infatti, non ha mai tolto nulla alla sua professionalità. E’ proprio questo il bello.

Ma quanto ho divagato in questo articolo? Beh, è domenica, prendetelo così.

On air now: Shooting star.

musica

 

 

Persone speciali? Sì, grazie!

Amicizia.

In questo articolo vi parlo di questo argomento per me estremamente importante. E, altrettanto estremamente, complesso.

Non sono mai stata una di quelle piene di amici. Da bambina ero timidissima e tendevo sempre a sminuire me stessa nel confronto con gli altri. Questo ogni tanto lo faccio ancora ma adesso, per mia fortuna, ho accanto persone che riescono miracolosamente a prendersi un po’ cura della mia autostima. E, in parte, ho imparato anch’io alcune cose che mi permettono di vivere meglio. Certo, ci ho messo anni, passando attraverso dure lezioni e momenti bui, ma almeno ho imparato. Comunque, ai tempi dell’infanzia, io e la popolarità non ci conoscevamo neanche di vista. Mai ‘na gioia style.

La situazione è un po’ migliorata ai tempi del liceo. In una classe quasi esclusivamente femminile, ho trovato le prime grandi amicizie. Soprattutto una. Vacanze insieme, telefonate interminabili, pagine e pagine di Smemo reciprocamente dedicate. Ma poi, ci siamo evolute diversamente. Io sempre piuttosto selettiva e riservata, lei molto più… come posso dire… Socievole? Estroversa? Disponibile? Sì, direi che questi tre aggettivi descrivono perfettamente “la lei di allora” . Un abisso si è aperto tra di noi e, lo dico serenamente, meno male! Ho avuto, non so nemmeno io come, il coraggio di non cambiare me stessa per lei e ne sono strafelice. Esperienza negativa quindi, ma alquanto istruttiva.

Comunque, negli anni dell’adolescenza ci stanno queste delusioni; più grave è quando tutto ciò accade in età adulta. Però, si hanno più strumenti per difendersi. E ho dovuto fare anche questo. Ma ne sono stata in grado e per questo sono fiera di me. Oggi sono più sicura, so quanto valgo come amica, so che do tanto, tutto, e so che deve essere uno scambio. Non perché l’amicizia la si dia per avere qualcosa in cambio, nulla di più lontano da tutto ciò, ma è anche vero che alcuni sentimenti devono essere reciproci altrimenti a lungo andare, delusione su delusione si finisce per stare male. Io di motivi per stare male ne ho già in abbondanza e non permetto più a nessuno di aggiungermene altri. Ora so che non sono sempre io a dover dare. Non a senso unico almeno. Non più.

cuore corda 2

Positività

Devo dire però che nella mia vita ci sono anche figure amicali assolutamente positive. Una che ho ritrovato grazie a Facebook e con cui sto instaurando un legame molto stretto. Una donna che ammiro molto e che mi ha insegnato molto. Che mi insegna molto ogni giorno. Che è riuscita a conquistare anche l’amicizia di mio marito ed è cosa rara. Una figura per noi importante e preziosissima. E accanto a lei un uomo speciale che ammiriamo tantissimo. Marta e Gigi, vi voglio molto bene. Anzi “vi amo di bene” come diciamo nelle nostre serate sceme… 😂😂😂😂

Posso parlarvi poi di una persona che conosco da relativamente poco tempo ma che da subito è stata importante per me. A volte anche l’ambiente lavorativo dà modo di conoscere qualcuno di speciale con cui all’inizio si ha a che fare solo per motivi professionali ma che poi diventa un amico. Un amico vero. Non di quelli che senti tutti i giorni magari, ma il tipo di amico che quando sei triste ti chiama e ti fa sorridere. Il tipo di amico che conosce il tuo lavoro, lo capisce, lo apprezza e ti incoraggia quando c’è chi si diverte a fare il contrario. Un amico che si infuria quando qualcuno ti fa un torto e lo devi trattenere fisicamente dall’andare a fare un casino.

Chiudo pensando a un uomo che mi è accanto da anni, purtroppo non fisicamente perché viviamo lontani ma che nonostante questo c’è sempre. Di lui potrei parlare molto a lungo ma mi basta dire che sono estremamente fortunata a essergli amica e spero che anche lui si senta così. Un appoggio sicuro, un compagno di scemenze, un rifugio di dolcezza, una presenza discreta ma molto molto forte.

Grazie!

Naturalmente ci sono altre persone molto importanti, amici e amiche veri, ma il post diventerebbe troppo troppo lungo.Esempi positivi. Persone importanti. Amicizie vere, di quelle che restano. Diverse, che si compensano, che mi aiutano in questo casino di vita e che mi fanno stare bene.

Grazie amici!

Ricordo… immagini di me

Ricordo, un insieme di sensazioni che non vogliono restare dentro.

Piccoli grandi atti di coraggio

Ricordo le camminate in pomeriggi pieni di sole. Per andare a vedere, rigorosamente da fuori, la casa di questo o quel ragazzo. Superare il limite della zona villeggianti per andate in quella residenziale del paese pareva una trasgressione senza precedenti. Esporsi troppo faceva paura ma la curiosità era più forte. La curiosità di ragazzine, adolescenti ma ancora molto ingenue in rapporto all’età.

Serate

spiaggia-di-mondello

Ricordo le serate in spiaggia, con birra scadente comprata in negozietti improponibili lungo la via principale. Non mi è mai piaciuta la birra, non mi piace tutt’ora ma quella era così scarsa che nemmeno sapeva di birra. E pur di stare con gli “amici” la si beveva facendo finta che piacesse. Poca però. Le sdraio a cerchio, sigarette vaganti. No, mai fumato, nemmeno in quelle occasioni.

Discorsi improbabili

amache-amiche

Ricordo le ore in spiaggia, il pomeriggio, sotto l’ombrellone con gli auricolari nelle orecchie, in condivisione chiaramente, parlando di quello che avremmo indossato la sera. Non da sfigata, non da strada. “Gonna? Per forza! Noi dai che vergogna! E se c’è lui? Appunto, che figura!!! Faccio schifo con la gonna! Ma non puoi non metterla!” Discorsi stupidi e infiniti. Ore.

Dolcezza che rimane

download (2)

Ricordo poesie improvvisate, recitate mano nella mano. Momenti di dolcezza ritagliati tra una battuta e un’altra. Isolarsi pur restando nel gruppo di amici. Senza spostarsi di un passo. La voce bassa, quasi un sussurro, che nessuno senta. L’appetito che passa ma certi orari vanno rispettati. Un “Non andare” che non sbiadisce con il passare degli anni.

Reale o no?

tidur-puasa

Ricordo una serata in riva al mare, le luci alle spalle, un’enorme distesa d’acqua, nemmeno troppo silenziosa, alle spalle. Poche parole, ma le ricordo ancora. Molti sogni. Molti pensieri. Molte speranze. Poca realtà. Il tempo che passa troppo veloce. Il cuore che batte troppo veloce. La mente che viaggia troppo veloce. Far finta che tutto fosse reale e non a scadenza. E se fosse stato reale in realtà? Forse lo era. Oggi come oggi non cambierebbe nulla. Penso che lo fosse.

Ricordo tante altre cose, situazioni e persone, ma per stasera va bene così.

La “Birichina” cambia casa

E così anche questa è fatta. La macchina della mamma è stata venduta. Sono contenta che l’abbia comprata una brava ragazza che la tratterà bene. In fondo non mi sembra di aver venduto una cosa della mamma perché lei non l’ha mai usata, ma mi dispiace comunque perché l’ho sempre guidata io.

Tanti luoghi

Mi ha portata in tanti luoghi. Nelle varie scuole in cui ho lavorato negli ultimi anni. Casalmaiocco, Secugnago, Livraga, Lodi Vecchio. Mi ha portata a casa di amici, in giro a comprare regali per le persone importanti.

Ha portato in giro me e Aurora quando andavo a scuola con il pancione qualche anno fa. 

È andata sulla neve, sotto la pioggia battente, sotto il sole a picco. Sempre pronta, sempre funzionante. Sempre affidabile. È stata caricata di libri, riempita di disegni dei bambini, bottigliette d’acqua vuote e piene, ombrelli rotti e non. Simpatica e disordinata come chi la guidava. Ha sentito musica di ogni tipo, soprattutto il Tiziano, soprattutto quando ero incinta. Soprannominata “la birichina” da un mio ex alunno. Modello base, niente chiusura centralizzata, niente vetri elettrici, niente servosterzo, niente radio, niente aria condizionata. È stata definita inguidabile. Ma io ormai la conoscevo alla perfezione e non ho mai avuto problemi. Piccola piccola, parcheggiabile ovunque. Io ho le gambe piuttosto lunghe ma per fortuna i piedi corti, per me era perfetta.

Si guarda avanti

Ma adesso è ora di guardare avanti e “accanto” a me c’è la macchina della mamma, e quindi c’è anche lei. Si va avanti. Strade nuove e conosciute. Musica nuova e meno nuova. Altri amici, altri viaggi e chissà, magari altre novità. Le cose cambiano, i legami restano.

In tutto ciò sento di ringraziare tantissimo una persona che ci ha aiutati nello svolgimento della parte burocratica di tutti i passaggi di proprietà. Le carte, i documenti, le firme… Tutto. Senza di lei sarebbe stato molto più difficile. Grazie Simona!

Comunque, il lavoro della mia macchinina non è finito, comincia una nuova fase e porterà in giro una persona che apprezzo e che mi piace. Le auguro che la porti in posti meravigliosi e a esperienze piacevoli.

Buon viaggio!

Bratto: ricordi di vacanze in montagna

Ogni tanto ci si prende un giorno per vivere. Per vivere bene diciamo. E si va a farsi un giro in montagna. Vicino, un paio d’ore di strada. Fattibile in giornata.

Prevedono pioggia

Io sono abbastanza contraria a guardare le previsioni del tempo. Odio le frasi tipo “Ma prevedono pioggia”. Cioè a meno che venga Mago Marlino a dirmelo in bermuda prima di partire per Honolulu… Allora lì potrei anche quasi dargli credito. Ma per il resto per me contano zero. Piuttosto che qui meglio pioggia via. Sempre e comunque. Ovviamente prevedevano pioggia e abbiamo deciso di andare lo stesso. Stamattina 8,30 un temporalone che stava per farci desistere. Ovviamente 10 minuti dopo 🌞. Quindi… Si parte.

Arriviamo

Viaggio tranquillo, traffico zero. Pioggia zero. (Sempre più felice di non aver dato retta alle previsioni) Arriviamo su e nella via principale vediamo il papà Sergio. Si, sono fortunata, ho due papà. Ne parlerò. Sale in macchina e raggiungiamo casa. Quante estati ho passato lì da piccola. I miei genitori lavoravano e così io trascorrevo tutto Luglio in montagna con la mia seconda mamma (che mi curava anche durante l’anno). Tornare lì è sempre un’emozione. Qualche anno fa ci abbiamo passato un weekend tutti insieme… Bellissimo e indimenticabile. Adesso alcune mancanze sono davvero pesanti ma cerchiamo di prendere il positivo che c’è.

La mamma Gina

Entriamo in casa e la mamma Gina è lì che ci aspetta. E qui sono strafortunata perché ho ancora una persona che posso chiamare mamma. E lo è davvero. Ovviamente, come sempre quando si ha a che fare con lei, c’è cibo per un reggimento. E tutto ottimo. Ronny in due minuti netti la ama alla follia e la segue come un’ombra. Mica stupido, ha già capito chi ha la padella dalla parte del manico. A parte qualche versetto fintopietoso per avere da mangiare (serve dire che ovviamente ha funzionato??) si è messo sdraiato sul suo asciugamano o sul pavimento ed è stato tranquillo tutto il tempo. Bravissimo.

Naturalmente si è goduto anche il fresco sul balcone e in giro…

        

    

   

   IMG_20170714_120035

Il posto in sé è un paesino molto piccolo ma i ricordi che riporta alla mente sono tanto grandi. Felice di esserci tornata con mio marito e Ronny.

Io a un certo punto avevo quasi freddo ma si sa che io lo soffro troppo, anche se ero comunque in mezze maniche. Loro invece stavano bene. Ho rivisto i posti dove giocavo da bambina e che mi sembravano enormi, mentre ora si sono decisamente ridimensionati. Naturalmente sono cresciuta io, ma mi ha fatto uno strano effetto. Strano bello però. Ricordo una signora che incontravo sempre. Oggi ho visto suo nipote di 8 anni. Il figlio del figlio. Un bel bambino educatissimo e gentile. Mi ha ricordato mio nipote. Quando io andavo lì i primi anni avevo la sua età. Wow.

Chiudo l’articolo con un’ultima speciale foto. Buon venerdì sera! 😘