Leonardo e Andrea: cultura e buon cibo 

Leonardo da Vinci e Andrea Marconetti. Le due tappe della mia gita milanese di oggi.

Leonardo

Una mattina al Museo Leonardo da Vinci

Stamattina ho visitato il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano. Ci sono esposte le macchine di Leonardo, i disegni dei suoi studi in tutti i campi. Anatomia, geometria, geografia, idraulica e molto altro.

 Leonardo

Un vero genio! È stata la parte che ho visitato con più interesse. Affascinante davvero. I suoi disegni, i suoi ragionamenti, le sue intuizioni, i suoi studi. Veramente unico. Oltre a questo abbiamo visto la mostra di Alan Turing e delle macchine per contare. Congegni per addizionare e fare altri calcoli. I primi calcolatori.

Leonardo  Leonardo

Abbiamo poi visitato la sala Emma Vecla, un’esposizione dedicata alla musica e agli strumenti.

 Leonardo

Le cose da vedere erano davvero tante, infatti non siamo riusciti a visitare tutto, ma abbiamo visto anche la sezione dedicata allo spazio, quella dedicata all’alimentazione, alla chimica, ai materiali, abbiamo visto il sottomarino Toti, che è veramente enorme, la parte sulle telecomunicazioni e la siderurgia.

Leonardo
Il sottomarino Toti

È appassionante! Alla fine ero distrutta e quindi non abbiamo visto altro ma come prima visita mi è piaciuta davvero tanto. Ci torneremo. Tra l’altro, dettaglio niente male, per gli insegnanti è completamente gratuito, il che non guasta.

Pranzo in un ottimo ristorante

Siamo usciti che era l’una passata ed eravamo piuttosto affamati, così mio marito ha pensato di andare a pranzo al ristorante Umami, di proprietà di Andrea Marconetti, ex concorrente di Masterchef classificatosi terzo nella seconda edizione del programma. Il locale non è molto grande ma è davvero carino e tranquillo. Abbiamo mangiato molto bene e a prezzi ragionevolissimi, in linea con altri ristoranti, solo con una qualità molto migliore. Tra l’altro è stato carino perché Andrea era lì e siamo riusciti a salutarlo e a stringergli la mano. So che può sembrare una cosa banale ma a me ha emozionato trovarmi davanti una persona che ho sempre visto solo in televisione. Purtroppo avevo un forte mal di testa quindi non ci siamo fermati molto ma mi è piaciuto tanto. Una perfetta chiusura per una fantastica esperienza.

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Sfogo di oggi: esperti non esperti

È da un po’ di tempo che mi gira in testa una domanda, che oggi trova posto qui. Purtroppo il venerdì alle 16,30 si esaurisce la mia dose settimanale di pazienza e non si ricarica fino al lunedì mattina, quindi perdonatemi e concedetemi questo sfogo. Almeno qui, tra i miei pensieri, tra queste pagine (seppur virtuali) che parlano di me.

Ma perché?

Mi chiedo a che titolo persone che non hanno nessuna reale competenza in alcuni campi, si ergano sui social a veri intenditori di vari argomenti, diffondendo convinzioni non supportate da alcuna conoscenza effettiva e che sono, ed è sotto gli occhi di tutti, causa di numerosi problemi. Spesso a questo si risponde con la libertà di pubblicare ciò che si desidera sulla propria bacheca e questo è, purtroppo, consentito. Tuttavia credo che ognuno sia responsabile di ciò che dice e che per questo dovrebbe parlare di ciò che sa, ma che sa davvero, non che crede di sapere, poiché ciò può diffondere a volte concetti molto sbagliati. Soprattutto, porsi come modello per altri è spesso davvero rischioso. Tra l’altro è, molto sovente, indice di grande insicurezza personale e di ricerca di consensi e conferme.

Esempio verde

Sono  rompiscatole e ne sono consapevole, ma non sopporto gli esperti improvvisati. È come se io mi mettessi a dispensare consigli di giardinaggio. Non ne so nulla, sono una capra in tale ambito (e in molti altri ovviamente) quindi darei suggerimenti completamente sbagliati, uccidendo le piante di chi decidesse di leggermi e di fidarsi di ciò che dico.

C’è chi studia sulle cose, chi sceglie certe strade come professione, dedicandoci anni di studio, di lavoro, di esperienze, tirocini, gavetta.

Poi, per tornare all’esempio ecologico, arriva uno che ha letto solo il primo numero di “Pollice verde” comprato in edicola e comincia a dispensare cavolate spacciandole per grosse verità. Ma perché?

No filter

Sì, certo che potrei farmi i fatti miei, altrettanto certo che “basta non leggere”, ma essendo rompiscatole come vi ho anticipato, leggo e dico la mia. Piaccia o meno. Ho questo vizio e non ho mai ricevuto il dono dell’ipocrisia. Ne sono del tutto priva. È già tanto che riesca a trattenermi dal commentare con “Ma perché scrivi queste cavolate?” sotto certi post. Non so quanto resisterò, ma per ora, incredibilmente, ce l’ho sempre fatta. Ed è già molto per me e infatti potrebbe non durare. Pazienza, ho preso dalla mamma e quando una cosa mi esaspera prima o poi lo rendo noto. La verità è che certa gente se la racconta come meglio crede, mentando agli altri ma prima di tutto, e ciò è molto più grave, a se stessa. Non so quale giovamento ne abbiano da tutto ciò. Probabilmente si accontentano del consenso virtuale (perché non è altro che questo) di chi legge qualsiasi cosa con superficialità e leggerezza. Il buonismo la fa da padrone su Facebook e altrove ma di sincero in tutto ciò c’è poco e niente. A chi cerca approvazione forse va bene così. Continuino pure, ma non fa per me.

Cena con amiche

Ieri sera abbiamo avuto a cena due amiche. Il mal di testa per fortuna mi ha dato un po’ di tregua e sono stata bene per tutta la sera.

Riprendiamo i contatti

Grazie a Facebook ho mantenuto i contatti con una ragazza che è stata in classe con me all’asilo, alle elementari e alle superiori. Alle medie no perché pur avendo frequentato nello stesso paesino, c’erano due sezioni e siamo state divise. Ogni tanto è capitato in questi anni di vedersi in giro ma raramente. Grazie a Facebook invece abbiamo ristabilito, con mio grande piacere, un rapporto più costante. Non solo tra me e lei ma anche con sua sorella. E sono stata felicissima di presrntarle anche a mio marito. Per me è sempre così, quando una persona diventa importante voglio che lui la conosca. Così diventa davvero parte della mia e della nostra vita. Con Francesca e Cristina è stato proprio così.

Nico

Francesca, la mia ex compagna di scuola,  fa la volontaria in canile e su Facebook è tra le più grandi ammiratrici del mio Ronny 😀. Lei stessa ha a casa diversi patatini tra cui Nico, che ho voluto conoscere fin dalla prima foto che ho visto. Un pelosetto sfortunato che ha trascorso davvero troppo tempo in canile, finché non ha trovato casa da Francy. Finalmente, un paio di settimane fa, sono riuscita a conoscerlo. Io e Ivan siamo andati a cena da loro e ho potuto coccolare Nico e gli altri. Stupendi. Abbiamo passato una splendida serata. Anche a Francesca e Cristina la vita non ha risparmiato i colpi bassi ma questo non ha intaccato la loro sensibilità e sono sempre le dolcissime ragazze dei tempi della scuola.

Il dolcissimo Nico ❤️

Cena con amiche

Ovviamente, essendo stati molto bene, ci tenevamo a ospitarle a casa nostra, cosi anche loro potevano conoscere Ronny, e ieri sera è successo. Mi sembra che si siano trovate bene e di questo sono felice. Con loto, come l’altra volta, il tempo è volato e la serata è trascorsa piacevolmente anche grazie al Ronny show che ovviamente non è mancato. Lui già le ama, non ha fatto le sue solite scene di abbaio selvaggio (e assolutamente inutile) che fa ogni volta che viene qualcuno, si è fatto accarezzare anche mentre aveva il kong in bocca, cosa praticamente impossibile… Insomma Francy e Cry promosse a pieni voti! Ma non avevo il minimo dubbio.

Ronny perfettamente a suo agio

A una certa ora poi sono dovute tornare a casa perché i loro piccoli erano da soli e non essendo giovanissimi hanno le loro esigenze, ma ci siamo ripromessi di vederci presto, portando anche Ronny da loro, vedremo come va la serata con sei cani 😅😅.

Buona domenica a tutti!!

Creattiva Bergamo. Fiera della creatività. 

Oggi ho fatto un giretto alla fiera Creattiva a Bergamo.

Apre oggi quindi, avendo poche ore a scuola (strano ma vero, anche io ho un giorno di lavoro con un orario decente), ho pensato fosse una buona idea andarci oggi, giorno infrasettimanale, pensando di non trovare troppa folla. Grosso errore. Pieno di gente. Tra l’altro, se penso che la maggior parte di quelle persone potrebbero essere insegnanti, mi prende male perché ho trovato una maleducazione incredibile. Gente che si inseriva nelle file senza rispettarle, che spintonava gli altri o che si fermava senza motivo in mezzo alle corsie bloccando tutti. Poi magari sono quelle maestre che sgridano i bambini se non stanno in fila. La tristezza e l’incoerenza al massimo grado.

Ok, lo ammetto, questi posti acutizzano velocemente la mia intolleranza alle persone. E per questa non c’è vaccino o antistaminico che tenga. Purtroppo per me. 🤣 Oggi, nella fattispecie, era ancora più difficile perché stanotte non ho dormito quasi per niente, stamattina 6.45 sveglia e quindi vi lascio immaginare in che stato mi trovo.

Ma veniamo al lato piacevole. All’ingresso mi hanno dato un piccolo omaggio riservato agli insegnanti ed è una cosa davvero carina. Un timbrino con la scritta love e un tamponcino rosso. Io ne ho altri di quel tipo e mi piacciono molto. All’interno poi c’erano davvero tante belle cose. Molte già dedicate al Natale, ma è anche giusto essendo ormai in ottobre. Io, per quello che interessa a me, sono più orientata verso il lato cartaceo/didattico dell’esposizione in quanto non creo gioielli, borse o articoli simili. Mi piace però vederli comunque, ci sono creazioni davvero ben fatte. Non ho fatto gra di acquisti perché non è tanto il momento di farli, ma qualcosa di carino si trova sempre. Ecco il mio grazioso bottino 😍

I saponi e l’olio corpo non erano previsti ma mi sono piaciuti e quindi ho fatto una prova. Quelli rotondi sono effervescenti da mettere nella vasca da bagno e dovrebbero aiutare a diminuire la stanchezza. Vi saprò dire come sono dato che ho intenzione di usarne uno (metà però, che è la dose consigliata per un bagno) già stasera. Bagno caldo e poi nanna è il mio progetto, che domani sarà un’altra lunga giornata di scuola. 😊

Buon serata a tutti!! ❤️

Foto, Facebook e vestiti

Non so come mai oggi Facebook mi ha riproposto due foto con te. Forse perché le ho condivise in questa data anche se non mi ricordo.

  

Sono giorni difficili, mesi difficili. Ci sono situazioni che non cambiano, non possono cambiare. Non cambiano ma ti cambiano. Affrontarle non diventa più facile col passare del tempo. Proprio per niente. Per la maggioranza del tempo chiudo occhi, orecchie, mente e cuore e vado avanti. Più o meno. Non bastasse questo, ci mancano anche grane di un altro tipo. Che ovviamente non semplificano nulla anzi. Complicano il tutto. Per fortuna ogni tanto Dio decide di darti una mano e, in un momento di scuola qualsiasi, fa apparire una faccia amica che appena la vedi ti illumini. In un impeto di generosità poi ti concede di passare una mezz’oretta col sorriso sulle labbra insieme a questa persona come se al mondo tutto fosse normale e non esista nessun problema. Un piccolo grande regalo questa presenza.

Ieri ho dovuto sistemare i tuoi vestiti, i tuoi libri, le tue cose. Non mi piace mettere le mani nei tuoi cassetti, nel tuo armadio. L’ho sempre fatto perché ci siamo sempre scambiate vestiti e scarpe. Ma ieri è stato diverso. Andava fatto e l’ho fatto, come sempre. Mi sto rassegnando alle cose che “vanno fatte” anche se ti spezzano dentro. Qualcuno di lucido ci vuole e guarda un po’ chi deve essere? Sai che novità. Ce ne sono tante di cose così, che poi nel cuore della notte ti si piombano in mente e mica vanno via. Poi una alla mattina è stanca. E ci credo. Così non si riposa. Dopo tutto questo però ci sono i bambini e per loro si riesce a dare un senso alla propria presenza insensata.

Ora mi sa che mi metto a letto che anche oggi, grazie al Consiglio d’Istituto, è stata una giornata lunga, seppur interessante.

Maestre digitali

Oggi giornata lunga lunghissima. Corso di aggiornamento per maestre digitali. In quanto membro del Team per l’Innovazione digitale ho dovuto partecipare a questa giornata di studio. 7 ore di cui una per la pausa pranzo. Rientrata da poco a casa, tiriamo le somme della giornata.

Primo intervento

Le ore del mattino sono trascorse ascoltando i primi interventi in merito alle innovazioni tecnologiche nella scuola. Devo dire che fin dal primo intervento è stato molto interessante perché ci sono stati dati molti spunti su cui riflettere e che possiamo applicare attivamente nella nostra didattica di ogni giorno. Partendo da una domanda: la tecnologica migliora e/o agevola l’apprendimento? Probabilmente qualcuno si precipiterà a dire un convinto sì, nello stesso momento in ci qualcun altro pronuncia un sicuro no. La risposta a questa domanda può sembrare scontata, in accordo alle convinzioni personali e professionali di ognuno, ma in realtà secondo me ci si può riflettere sopra più d quanto possa sembrare a una prima occhiata. Altra cosa che mi è piaciuta: aver declinato le tecnologie in tre modi diversi cioè come:

  • oggetto della conoscenza: facendola diventare cioè l’argomento che si studia, soffermandosi quindi su cos’è e cosa comprende.
  • strumento per l’apprendimento, quindi pensando a quali dispositivi o applicativi posso usare nel mio approccio didattico e utilizzarli per costruire i vari apprendimenti con i bambini o ragazzi.
  • ambiente dell’insegnamento, una visione completamente diversa dalle due precedenti.
Secondo intervento

Il secondo intervento presentava le caratteristiche di una scuola che innova. Com’è una scuola che innova? Quali caratteristiche ha? Una scuola che innova:

  • ha coraggio e accetta la sfida di cambiare, poiché usando un metodo educativo datato si corre il rischio di diventare irrilevanti nel panorama educativo, rischio che la Scuola non può permettersi di correre.
  • fa errori, ma li usa come spunto di miglioramento per imparare poiché l’errore è, in questo, fondamentale e inevitabile.
  • è trasparente e condivide, preferendo sempre l’apertura alla chiusura
  • è connessa e fa rete con le altre scuole, si torna all’idea di condivisione citata sopra
  • usa la tecnologia in modo corretto, “preparando i giovani a lavori che ancora non esistono e abituandoli a risolvere problemi di cui ancora non siamo consapevoli” cito testualmente perché ho trovato queste due frasi illuminanti e meravigliose, una spinta notevole verso il futuro.

Sono poi seguiti altri due interventi riguardanti il PNSD Piano Nazionale della Scuola Digitale per fare il punto su quello che è stato fatto finora e quello che si vuole fare in futuro.

Pomeriggio

Dopo questo c’è stata la pausa pranzo e poi il pomeriggio abbiamo ripreso ascoltando alcuni interventi di colleghi di scuole della zona che hanno illustrato le loro esperienze didattiche quanto a innovazione raccontando attività e progetti attivati nelle loro scuole. Estremamente interessante, soprattutto un lavoro di geografia per la classe quinta che sicuramente farò mio l’anno prossimo. Fantastico.

Chiusura

Infine, gli ultimi due interventi dal titolo “Quando il cervello impara” e “Simulo ergo sum”. La stanchezza cominciava a farsi sentire, ma nonostante questo anche gli ultimi due interventi ci hanno dato punti di vista e spunti di riflessione davvero utili sul modo di apprendere dei bambini che può essere estremamente diverso a seconda delle particolarità di ognuno, non ultimi i disturbi specifici dell’apprendimento. Davvero un mondo da conoscere sempre di più. Ciò che mi ha colpito di questo? Fornire misure e strumenti compensativi e non dispensativi. Può sembrare una sottigliezza ma non lo è affatto e come approccio mi è piaciuto davvero tanto.

Coinvolgimento genitori

Ultima cosa un po’ trasversale, per utilizzare queste nuove tecnologie nel modo più proficuo per i bambini è consigliatissima, se non indispensabile, la collaborazione, derivata quindi dal coinvolgimento attivo, dei genitori. Una cosa che io sostengo e cerco di applicare da sempre, verso cui finalmente si sta facendo qualche passo più concreto e io ne sono strafelice!

Stacco

Ora però, pur ringraziando per questa splendida opportunità, non posso non dire che sono cotta e che ho bisogno di staccare un po’. Questo anche per poter riprendere in mano tutto a mente fresca e rielaborare momenti e metodi per utilizzarlo con i miei piccoli che, tra parentesi, ma neanche tanto, mi sono mancati moltissimo oggi!!!

Profumo di ortensia e Chanel n. 5

Ortensie

Adoro le ortensie. Le ho sempre adorate fin da quando ero piccola, anche se non conosco molto bene il loro profumo. E anche crescendo sono sempre rimaste tra i miei fiori preferiti. Al punto che le ho volute nell’allestimento floreale del mio matrimonio. Era composto di rose rosse e ortensie bianche. Anche se le mie ortensie preferite sono sempre state quelle rosa, seguite a ruota da quelle azzurre.

Profumo

Vi ho detto delle ortensie perché Lunedì sera mi sono portata a casa un profumo all’ortensia. Era della mamma. Non so se sia ancora utilizzabile perché era lì da un po’. Vedremo. Non è stato facile ma so che papà preferisce che le cose della mamma vengano usate da noi piuttosto che restare lì inutilizzate. Solo che davvero non è affatto semplice prenderle da dove sono e portarle a casa. Togliere le cose da casa di mamma e papà fa cambiare aspetto alle varie stanze, non sono più come le ho sempre viste e a volte è un po’ un colpo. Allora stasera ho cercato di prendere qualcosa tra quello che è ancora in buone condizioni ma senza svuotare troppo le mensole e gli scaffali. Qualche profumo, qualche cosmetico…

Ricordi

In realtà ovviamente non ho bisogno di alcun oggetto per ricordarmi di lei e nemmeno per sentirla vicina. Però, pur nella difficoltà di farlo, tenere qualche oggetto appartenuto a lei mi fa piacere. Che poi, io sto qui a scrivere queste cose ma la voce dentro la mia testa mi chiede perché parlo di lei come se non ci fosse più. Accettazione della realtà: scarsa direi. Incredulità a mille. Mi sembra ancora tutto molto assurdo, insensato, sbagliato anche. Beh, è sbagliato, di questo ho la certezza. Questi mesi che sono passati hanno visto il mio morale andare su e giù peggio che se fossi a bordo delle montagne russe. Ci sono momenti in cui la mancanza ti colpisce come un pugno lasciandoti senza fiato. In altri momenti riesci perfino a sorridere di un ricordo, di una sua frase tipica.

Chanel n. 5

Tra le altre cose ho portato a casa una boccetta di Chanel n. 5. Il suo profumo. Da un po’ lo uso anch’io, da qualche anno. Avevamo in comune la passione per questo profumo e così ora sulla mia mensola del bagno c’è la mia boccetta, più piccola, e la sua, più grande. Davanti c’è quello all’ortensia e dietro c’è un barattolo che mi piace tantissimo da quando ero piccola piccola. Dentro ci stanno quelle cosine da bagno che non si lasciano a vista tipo legamini e mollette… È rovinatino sul bordo del coperchio perché ha più di trent’anni ma io lo trovo sempre splendido. 😍 Sul retro c’è un uomo che scrive… Ma ho sempre preferito lei, troppo bella.

  

Primo difficile giorno di scuola

Primo giorno
Oggi primo giorno di scuola. Sono tornati i bambini. Che grande gioia e che grande emozione!! Sono tanto cresciuti!! Oggi ci siamo dedicati a decorare la porta della classe e potete leggere i dettagli qui.
Ma non è di questo che vorrei parlare in questo articolo.
Mancanza
Qui ho bisogno di dire che oggi, pur nella gioia di ritrovare i piccoletti, è stata una giornata molto difficile, in cui le lacrime non sono mancate. Penso di averlo nascosto discretamente. Però, la mancanza della mamma oggi è stata devastante. Stamattina mentre ero in classe pensavo che non avrei potuto mandarle le foto dei miei bambini, ne parlarle delle solite menate che non mancano mai in ambito lavorativo e scolastico. Avrei voluto mostrarle la nostra porta, raccontarle di quanto sono cresciuti i miei bambini, condividere con lei la gioia di avere per la prima volta in vita mia la stessa classe per quattro anni di fila. Lei che c’è stata in tutti gli anni di supplenze, anche quelle di un giorno. Lei che dopo ogni annualità, quando ero triste perché dovevo lasciare i miei alunni mi diceva “Sei brava, ti troverai bene ovunque andrai”. La fiducia delle mamme. Nessuno ce l’ha uguale. È stato un disastro oggi uscire da scuola e non mandarle un messaggio, non avere il suo augurio di buon inizio stamattina come faceva ogni primo giorno. Non doverle fare il foglietto con l’orario per regolarsi su quando sono a scuola.
Da fuori
Vorrei che fosse ancora qui. Da sette mesi il mondo è assurdo e più freddo. Troppo è volato via con lei e anche se sento il suo profumo nell’aria, un abbraccio suo mi servirebbe davvero tanto. Senza non è lo stesso e anche se ho tante persone che mi vogliono bene, nessuna è lei. Non so se da fuori si vede tutto questo. Io sorrido sempre, chiacchiero con tutti, mi prendo mille impegni, cerco di essere sempre gentile e disponibile, ho sempre la battuta pronta, cerco di sollevare il morale agli altri, di sostenere, di incoraggiare, ma dentro c’è un grande spazio vuoto.
La mancanza di un sorriso, di una voce, di uno sguardo. Non esiste tempo che possa colmare tutto questo e non sarebbe male se ogni tanto di questo si tenesse conto invece di pretendere sempre, di rispondere male, di dare per scontato, di attaccare gratuitamente. Non voglio sconti ne privilegi sul lavoro né nella vita, non li ho mai voluti, ma almeno che non mi si creino problemi random sarebbe carino. Ma ovviamente così non è. Pazienza. Ho imparato ad affrontare, a dissimulare, a ignorare, ad andare avanti comunque. Non bene ma “comunque”. Ho la forza della mamma, la sua dignità. Due delle cose che mi ha regalato. Finché ce la faccio va bene così. Poi vedremo. So a chi rivolgermi per un aiuto quando è necessario. Ma so anche farcela da sola quando serve.
Oggi è stato un giorno difficile e ce ne saranno altri. Ma spero possa arrivare qualcosa di bello anche per me e che lei, ovunque sia, lo sappia e lo veda.

Una trottola nella scuola 

Non sono sparita. Sono persa nel vortice della scuola come una trottola che gira qua e là. Sono giorni molto intensi, l’anno scolastico deve iniziare, le questioni da risolvere sono tante e tutte importanti, come è giusto e normale che sia, il tempo è poco quindi si cerca di star dietro a tutto contemporaneamente ma questo rende le giornate estremamente movimentate.

Gli orari da predisporre, la rete internet da ripristinare, le LIM da controllare, il materiale informatico da sistemare, i libri da portare a scuola, i cartellini per le classi da preparare… Tutto ciò sembra agevole e veloce da risolvere, in realtà occupa ore e ore. Se in più la salute fisica non è al top, e quella morale ancora meno, la situazione si complica. La parte bella in tutto questo casino qual é? Avere accanto un angelo che mi rende tutto meno difficile, non solo perché mi supporta e mi sopporta in tutto, ascolta i miei sfoghi e le mie lamentele, appoggia i miei progetti per l’anno scolastico e ne sa più lui di scuola di molte persone che ci lavorano dentro… ma anche perché proprio dal lato pratico mi aiuta moltissimo. A catalogare i libri, a disegnare i cartellini, a stampare ciò che va stampato, a distrarmi dalle varie menate che inevitabilmente nascono in queste situazioni.

Può sembrare assurdo ma quando arrivano i bambini, la scuola prende vita e tutto si semplifica. Sarà che io non sono molto portata per la burocrazia e l’organizzazione in generale, ma il mio cuore comincia a battere davvero solo quando la campanella suona e i bambini si riversano strillando nei corridoi e nelle classi. Lì comincia davvero il mio anno scolastico. Il resto è doveroso e importante, ma il cardine sono loro.

A proposito di questo ora vado a sistemare le attività che io e le colleghe abbiamo programmato ieri così forse per una volta sarò pronta. Come avevo già detto quest’anno vorrei cercare di essere ordinata e metodica perché altrimenti i vari aspetti si sommano e non ci capisco più nulla.

Vi auguro un buon pomeriggio, a presto!!!

trottola

Sonno del Sabato pomeriggio

Domenica piovosa. Ah no, oggi è sabato. Cominciamo bene. Non ho ancora ripreso confidenza con il calendario. Beh, ok. Sabato piovoso. Stamattina mi sono svegliata a causa di un crampo alla gamba. Succede spesso che mi vengano di notte ma stamattina è stato così forte da (Almeno cammino, anche se non riesco ad appoggiare bene la gamba. Mancanza di potassio? Boh!)

Comunque un po’ ho dormito, nonostante siamo andati a letto molto tardi. Erano le 3 passate per capirci. E alle 10 mi sono svegliata. Si, sono 7 ore di sonno che non è male, ma sono lo stesso un po’ assonnata. Stanotte faceva freddino e veramente anche adesso è così. Sarà perché ha piovuto ma la temperatura è scesa un bel po’. Molti saranno contenti, io così così. Diciamo che sto riallacciando la mia amicizia con le coperte, mentre con le maniche lunghe non ci siamo ancora.

Ok, sono le 17.09 e, voi non lo sapete, c’è stata una piccola pausa nella scrittura. Ho dormito. Come volevasi dimostrare, l’avevo detto di essere assonnata. Ho anche bevuto un the caldo. Bello, un po’ mi mancava fare merenda con il the caldo. Ma questo non vuol dire che sia contenta del freddo. 😁😁 Sono invece contenta che sia Sabato e non Domenica come io credevo quando ho iniziato a scrivere. Ora vi saluto che forse tra un po’ si esce, e stasera… Pizza!!! 🍕

Buona serataaaaa! 😘

PS: Nel mentre, anche il mio cane stava dormendo sul divano. Non so come ha fatto ma si è infilato nella tracolla della macchina fotografica. A un certo punto si è svegliato all’improvviso perché uno dei cani del cortile ha abbaiato (strano, di solito sono così silenziosi…. ahahahahah certo come no!) e lui doveva ovviamente correre a dare il suo contributo. Insomma siamo riusciti a fermarlo prima che si fiondasse giù dal divano trascinandosi dietro la macchina fotografica rischiando di far danno. Eccolo….