Il compleanno che doveva essere… Aurora…

Compleanno

Oggi doveva essere il tuo compleanno, se tutto fosse andato bene quattro anni fa. E invece sappiamo tutti com’è andata. Un vero disastro per cui tu non sei qui e niente può lenire, seppure in minima parte, questo dolore.

Nulla cambia le cose

Altri avvenimenti sono successi dopo questo. Altri dolori, qualche gioia. Ma nulla può cambiare ciò che questo periodo, che questi giorni, scatenano dentro di me ogni anno incessantemente. Del resto, come si fa a passare dalla gioia più grande al più grande dolore e pensare di superarlo? Ci si convive, piccola. Ci si convive con più o meno fatica. Se si hanno vicino, come nel mio caso, persone speciali, si riesce a sopravvivere, a restare a galla, seppur annaspando un po’. Contando che io non so nemmeno nuotare, la prospettiva non è granché.

Qui

Eppure sono qui, resto qui, in qualche modo. Molto diversa da quella che ero, sicuramente diversa da quella che sarò. Ma sono qui, e lo sono anche per te. Perché forse è più comune andare avanti “per chi resta” e sicuramente in parte è anche questo che faccio. Qui ci sono persone che non potrei mai volutamente lasciare. Ma resto anche per te, che non hai potuto esserci. Vado avanti perché in me ci sei. In tanti modi, pensieri e dimostrazioni.

Il caso non esiste

Accettare ogni giorno la tua mancanza è, e resta, completamente devastante, ma in qualche modo va fatto e spero di cavarmela decentemente in quello che sto portando avanti qui. Quest’anno poi è stato più difficile del previsto perché la vita ha deciso di sottopormi l’ennesima terribile prova, che non posso ancora raccontare e forse non potrò mai, ma che tu sai benissimo. Lo sai perché il caso non esiste, come dice giustamente una mia carissima amica. Il caso non esiste e tu, a modo tuo, sei riuscita ad aiutarmi nell’affrontare anche questo. Siamo solo l’inizio, ma la tua manina ne ha afferrata un’altra e mi ha fatto capire che anche se io non ti vedo, e non ti vedrò crescere e diventare la splendida persona che saresti stata, comunque tu ci sei e sei splendida davvero.

Sorrido

Ci troviamo in due dimensioni diverse attualmente, ma chi può spezzare il legame tra una mamma e una figlia? Di sicuro non la semplice presenza di un cielo azzurro tra loro. E’ merito tuo, se oggi riesco a pensare a te col sorriso sulle labbra, è merito tuo se nonostante le lacrime nel cuore riesco a vivere. Ti affido questi pensieri nel giorno che doveva essere il tuo compleanno, ed è il tuo comunque. Oggi è tutto per te che sei la mia piccola grande Aurora. L’Aurora che mi ha cambiato la vita.

“Io che,
molto spesso mi perdo
cerco un tuo gesto
inaspettato, innato
riflesso incondizionato
un qualcosa che
non si vede
ne si sente
lo riesco a percepire
mi proteggerà per sempre
ma certe decisioni
non le posso prendere
che tanto non puoi scendere
e io non posso scegliere
di essere con te
come immagino
ma è stato magico
il mio stato d’animo
mi hai fatto crescere in un attimo
abbi cura di splendere…”

(Articolo del 26 Febbraio)

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Sfogo di oggi: esperti non esperti

È da un po’ di tempo che mi gira in testa una domanda, che oggi trova posto qui. Purtroppo il venerdì alle 16,30 si esaurisce la mia dose settimanale di pazienza e non si ricarica fino al lunedì mattina, quindi perdonatemi e concedetemi questo sfogo. Almeno qui, tra i miei pensieri, tra queste pagine (seppur virtuali) che parlano di me.

Ma perché?

Mi chiedo a che titolo persone che non hanno nessuna reale competenza in alcuni campi, si ergano sui social a veri intenditori di vari argomenti, diffondendo convinzioni non supportate da alcuna conoscenza effettiva e che sono, ed è sotto gli occhi di tutti, causa di numerosi problemi. Spesso a questo si risponde con la libertà di pubblicare ciò che si desidera sulla propria bacheca e questo è, purtroppo, consentito. Tuttavia credo che ognuno sia responsabile di ciò che dice e che per questo dovrebbe parlare di ciò che sa, ma che sa davvero, non che crede di sapere, poiché ciò può diffondere a volte concetti molto sbagliati. Soprattutto, porsi come modello per altri è spesso davvero rischioso. Tra l’altro è, molto sovente, indice di grande insicurezza personale e di ricerca di consensi e conferme.

Esempio verde

Sono  rompiscatole e ne sono consapevole, ma non sopporto gli esperti improvvisati. È come se io mi mettessi a dispensare consigli di giardinaggio. Non ne so nulla, sono una capra in tale ambito (e in molti altri ovviamente) quindi darei suggerimenti completamente sbagliati, uccidendo le piante di chi decidesse di leggermi e di fidarsi di ciò che dico.

C’è chi studia sulle cose, chi sceglie certe strade come professione, dedicandoci anni di studio, di lavoro, di esperienze, tirocini, gavetta.

Poi, per tornare all’esempio ecologico, arriva uno che ha letto solo il primo numero di “Pollice verde” comprato in edicola e comincia a dispensare cavolate spacciandole per grosse verità. Ma perché?

No filter

Sì, certo che potrei farmi i fatti miei, altrettanto certo che “basta non leggere”, ma essendo rompiscatole come vi ho anticipato, leggo e dico la mia. Piaccia o meno. Ho questo vizio e non ho mai ricevuto il dono dell’ipocrisia. Ne sono del tutto priva. È già tanto che riesca a trattenermi dal commentare con “Ma perché scrivi queste cavolate?” sotto certi post. Non so quanto resisterò, ma per ora, incredibilmente, ce l’ho sempre fatta. Ed è già molto per me e infatti potrebbe non durare. Pazienza, ho preso dalla mamma e quando una cosa mi esaspera prima o poi lo rendo noto. La verità è che certa gente se la racconta come meglio crede, mentando agli altri ma prima di tutto, e ciò è molto più grave, a se stessa. Non so quale giovamento ne abbiano da tutto ciò. Probabilmente si accontentano del consenso virtuale (perché non è altro che questo) di chi legge qualsiasi cosa con superficialità e leggerezza. Il buonismo la fa da padrone su Facebook e altrove ma di sincero in tutto ciò c’è poco e niente. A chi cerca approvazione forse va bene così. Continuino pure, ma non fa per me.

Primo difficile giorno di scuola

Primo giorno
Oggi primo giorno di scuola. Sono tornati i bambini. Che grande gioia e che grande emozione!! Sono tanto cresciuti!! Oggi ci siamo dedicati a decorare la porta della classe e potete leggere i dettagli qui.
Ma non è di questo che vorrei parlare in questo articolo.
Mancanza
Qui ho bisogno di dire che oggi, pur nella gioia di ritrovare i piccoletti, è stata una giornata molto difficile, in cui le lacrime non sono mancate. Penso di averlo nascosto discretamente. Però, la mancanza della mamma oggi è stata devastante. Stamattina mentre ero in classe pensavo che non avrei potuto mandarle le foto dei miei bambini, ne parlarle delle solite menate che non mancano mai in ambito lavorativo e scolastico. Avrei voluto mostrarle la nostra porta, raccontarle di quanto sono cresciuti i miei bambini, condividere con lei la gioia di avere per la prima volta in vita mia la stessa classe per quattro anni di fila. Lei che c’è stata in tutti gli anni di supplenze, anche quelle di un giorno. Lei che dopo ogni annualità, quando ero triste perché dovevo lasciare i miei alunni mi diceva “Sei brava, ti troverai bene ovunque andrai”. La fiducia delle mamme. Nessuno ce l’ha uguale. È stato un disastro oggi uscire da scuola e non mandarle un messaggio, non avere il suo augurio di buon inizio stamattina come faceva ogni primo giorno. Non doverle fare il foglietto con l’orario per regolarsi su quando sono a scuola.
Da fuori
Vorrei che fosse ancora qui. Da sette mesi il mondo è assurdo e più freddo. Troppo è volato via con lei e anche se sento il suo profumo nell’aria, un abbraccio suo mi servirebbe davvero tanto. Senza non è lo stesso e anche se ho tante persone che mi vogliono bene, nessuna è lei. Non so se da fuori si vede tutto questo. Io sorrido sempre, chiacchiero con tutti, mi prendo mille impegni, cerco di essere sempre gentile e disponibile, ho sempre la battuta pronta, cerco di sollevare il morale agli altri, di sostenere, di incoraggiare, ma dentro c’è un grande spazio vuoto.
La mancanza di un sorriso, di una voce, di uno sguardo. Non esiste tempo che possa colmare tutto questo e non sarebbe male se ogni tanto di questo si tenesse conto invece di pretendere sempre, di rispondere male, di dare per scontato, di attaccare gratuitamente. Non voglio sconti ne privilegi sul lavoro né nella vita, non li ho mai voluti, ma almeno che non mi si creino problemi random sarebbe carino. Ma ovviamente così non è. Pazienza. Ho imparato ad affrontare, a dissimulare, a ignorare, ad andare avanti comunque. Non bene ma “comunque”. Ho la forza della mamma, la sua dignità. Due delle cose che mi ha regalato. Finché ce la faccio va bene così. Poi vedremo. So a chi rivolgermi per un aiuto quando è necessario. Ma so anche farcela da sola quando serve.
Oggi è stato un giorno difficile e ce ne saranno altri. Ma spero possa arrivare qualcosa di bello anche per me e che lei, ovunque sia, lo sappia e lo veda.

Musical.ly

Hello! Si inizia questo articolo ascoltando “Senza pagare” (J.Ax – Fedez). Bella invenzione Spotify free. Free è d’obbligo of course. Comunque, la musica di sottofondo mi ha sempre aiutato sia nello studio sia nel lavoro, per non parlare della scrittura in generale. Poi c’è Musical.ly ma quello è un discorso diverso che affronterò tra poco.

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On air now: “Girasole”

Per ora mi trovo nella cucina della zia, dopo una fantastica grigliata con lei e tre sue amiche. Praticamente sembra più un collegio docenti che una grigliata estiva ma va bene così. Intanto è iniziata “Girasole” di Giorgia, che mi piace anche, ma perché oggi Spotify si prende la briga di farmi ascoltare canzoni che non sono nella mia playlist? Probabilmente ha frainteso il significato di free. Va beh, finché è Giorgia ci può stare. Poi vedremo cosa propone. L’importante per me è che siano canzoni che conosco, in modo da poter cantare. Lo sapete che ho la fissa del canto, no? Sì sì che lo sapete, non ve l’ho risparmiata, però dai finché non metto miei audio potete considerarvi dei privilegiati. 🙂

On air now: “When you say nothing at all”

Ieri sera Ivan e io siamo andati a mangiare una pizza in un posto molto particolare. Pizza strabuona. No però Grignani no dai. Non ce la faccio. Change, please! Vediamo se chiudendo e riaprendo l’app, riesce a farmi sentire le mie canzoni. Ooohhh ok, sembra che ce l’abbiamo fatta. Thank you Spoty! Tornando a noi, cena perfetta ieri sera, ma poi usciti dalla pizzeria… Il diluvio! No, non esagero. Il diluvio davvero, praticamente un’altra doccia aggiuntiva solo per raggiungere la macchina. Avrei volentieri evitato di bagnarmi da capo a piedi, soprattutto a causa del dolore dietro al collo, anche quello vi è tristemente noto ormai, che non vuole proprio passare.

Musical.ly

In questo post musicale appunto, parliamo di Musical.ly ovvero questa app usata dai giovanissimi, intorno ai 13 anni per intenderci, dove si realizzano brevissimi video su basi musicali. Io ovviamente non ho nulla a che fare con tutto ciò, se non fosse che ho una nipote tredicenne che ha convinto anche il suo zio preferito a iscriversi a tale scempio. Da non dire. Comunque sono diventata un’esperta di youtubers quali Luciano Spinelli, Elisa Majno, Andrea Stefanile. Insomma quale trentottenne li conosce tranne me e mio marito? Mi auguro nessuno ahahahahah. Va beh. Sorvoliamo. La nipote tra l’altro ha anche creato due gruppi WA che si chiamano “Gli amici di Luciano” e Gli amici di Andrea” … help us, please!!! In realtà ci divertiamo ad immergerci nelle musicalità moderne, anche se naturalmente preferiamo altro.

On air now: “No matter what”

Sulle note dei Boyzone vi saluto raccontandovi un piccolo episodio lavorativo/musicale. Quando la mia classe era in prima, avevo una collega parallela di matematica che, come me, ama Tiziano Ferro. Un giorno, durante le due ore di programmazione settimanale, mettiamo come sottofondo sulla LIM un cd di Tiziano. Non era finita la prima canzone che bussano e chi entra secondo voi? La dirigente. Figuracce ne abbiamo? Anche sì. Ovviamente ci scusiamo per la musica ma lei invece si scusa a sua volta di averci interrotte (ahahahah mitica!!) e anzi ci fa i complimenti perché riusciamo a concentrarci sul lavoro pur con musica in sottofondo. Poi ci racconta che invece lei nel suo studio deve chiudere porte e finestre perché il segretario tiene, a volume troppo alto, musica che lei non gradisce. Grandissima. Infine se ne va scusandosi per il disturbo. Ma quale disturbo poi? Fossero tutte così, dirigenti sì, ma anche persone, con cui poter parlare con questa tranquillità. Ora non è più la nostra dirigente e infatti ne sento molto la mancanza. Magari un’altra volta vi racconterò di quando in sede di scrutinio ci siamo messe a chiacchierare della mia passione per il rosa o di come mi sia stata vicina per la perdita di Aurora aiutandomi in un’infinità di modi, professionalmente e umanamente. Questo suo modo di essere, infatti, non ha mai tolto nulla alla sua professionalità. E’ proprio questo il bello.

Ma quanto ho divagato in questo articolo? Beh, è domenica, prendetelo così.

On air now: Shooting star.

musica

 

 

“San Lorenzo… facciamo un patto”

Serata di San Lorenzo, serata di stelle cadenti, di occhi al cielo, di testa tra le mani, di cuore tra le nuvole.

Occhi al cielo

Occhi al cielo di chi non vuole perdere la speranza, di chi si aggrappa anche alle lacrime di un Santo lontano per realizzare qualcuno dei propri sogni. Che sì, volere è potere, ma fino a un certo punto. Superato quel punto la speranza non guasta. E allora, ecco che si diventa amici di improbabili corpi celesti instabili e si spera che loro siano più bravi di noi a far avverare l’impossibile.

Un giorno l’anno

Un giorno l’anno in cui si può sognare che alcune cose possano ancora andare nel verso giusto, che tutto quello che poteva andare storto lo ha già fatto e ampiamente. Un giorno l’anno in cui il cielo ha deciso di essere nuvoloso; grazie mille San Lorenzo hai azzeccato perfettamente il mood del periodo. Un giorno l’anno in cui ho deciso che, nonostante l’ultima e più recente meschina delusione della vita, il mio desiderio lo esprimerò comunque, fregandomene di quale Santo riuscirà a esaudirlo, per me in questo uno vale l’altro.

Un patto con San Lorenzo

Me ne resta uno. Di desiderio. Uno solo. Ci sono tante cose che spero, cose che mi auguro accadano o non accadano. Ma desiderio, desiderio vero, me ne resta solo uno. Nemmeno troppo segreto. Quindi forza San Lorenzo o chi per te, datti da fare, fatti andare un filo di nuvola nell’occhio così ti lacrimerà e quella stella avvererà il mio sogno. Mi sembra una richiesta ragionevole, non eccessiva e del tutto fattibile, no? Ok allora, affare fatto. Io stasera esprimo, e poi arriva la nuvola, la lacrima/stella e tac… Fatto. Ce la puoi fare. Ci puoi riuscire.

Buona serata di San Lorenzo a tutti. Che almeno uno dei vostri desideri si possa avverare, perché è davvero bello quando succede.

Notte!

Persone speciali? Sì, grazie!

Amicizia.

In questo articolo vi parlo di questo argomento per me estremamente importante. E, altrettanto estremamente, complesso.

Non sono mai stata una di quelle piene di amici. Da bambina ero timidissima e tendevo sempre a sminuire me stessa nel confronto con gli altri. Questo ogni tanto lo faccio ancora ma adesso, per mia fortuna, ho accanto persone che riescono miracolosamente a prendersi un po’ cura della mia autostima. E, in parte, ho imparato anch’io alcune cose che mi permettono di vivere meglio. Certo, ci ho messo anni, passando attraverso dure lezioni e momenti bui, ma almeno ho imparato. Comunque, ai tempi dell’infanzia, io e la popolarità non ci conoscevamo neanche di vista. Mai ‘na gioia style.

La situazione è un po’ migliorata ai tempi del liceo. In una classe quasi esclusivamente femminile, ho trovato le prime grandi amicizie. Soprattutto una. Vacanze insieme, telefonate interminabili, pagine e pagine di Smemo reciprocamente dedicate. Ma poi, ci siamo evolute diversamente. Io sempre piuttosto selettiva e riservata, lei molto più… come posso dire… Socievole? Estroversa? Disponibile? Sì, direi che questi tre aggettivi descrivono perfettamente “la lei di allora” . Un abisso si è aperto tra di noi e, lo dico serenamente, meno male! Ho avuto, non so nemmeno io come, il coraggio di non cambiare me stessa per lei e ne sono strafelice. Esperienza negativa quindi, ma alquanto istruttiva.

Comunque, negli anni dell’adolescenza ci stanno queste delusioni; più grave è quando tutto ciò accade in età adulta. Però, si hanno più strumenti per difendersi. E ho dovuto fare anche questo. Ma ne sono stata in grado e per questo sono fiera di me. Oggi sono più sicura, so quanto valgo come amica, so che do tanto, tutto, e so che deve essere uno scambio. Non perché l’amicizia la si dia per avere qualcosa in cambio, nulla di più lontano da tutto ciò, ma è anche vero che alcuni sentimenti devono essere reciproci altrimenti a lungo andare, delusione su delusione si finisce per stare male. Io di motivi per stare male ne ho già in abbondanza e non permetto più a nessuno di aggiungermene altri. Ora so che non sono sempre io a dover dare. Non a senso unico almeno. Non più.

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Positività

Devo dire però che nella mia vita ci sono anche figure amicali assolutamente positive. Una che ho ritrovato grazie a Facebook e con cui sto instaurando un legame molto stretto. Una donna che ammiro molto e che mi ha insegnato molto. Che mi insegna molto ogni giorno. Che è riuscita a conquistare anche l’amicizia di mio marito ed è cosa rara. Una figura per noi importante e preziosissima. E accanto a lei un uomo speciale che ammiriamo tantissimo. Marta e Gigi, vi voglio molto bene. Anzi “vi amo di bene” come diciamo nelle nostre serate sceme… 😂😂😂😂

Posso parlarvi poi di una persona che conosco da relativamente poco tempo ma che da subito è stata importante per me. A volte anche l’ambiente lavorativo dà modo di conoscere qualcuno di speciale con cui all’inizio si ha a che fare solo per motivi professionali ma che poi diventa un amico. Un amico vero. Non di quelli che senti tutti i giorni magari, ma il tipo di amico che quando sei triste ti chiama e ti fa sorridere. Il tipo di amico che conosce il tuo lavoro, lo capisce, lo apprezza e ti incoraggia quando c’è chi si diverte a fare il contrario. Un amico che si infuria quando qualcuno ti fa un torto e lo devi trattenere fisicamente dall’andare a fare un casino.

Chiudo pensando a un uomo che mi è accanto da anni, purtroppo non fisicamente perché viviamo lontani ma che nonostante questo c’è sempre. Di lui potrei parlare molto a lungo ma mi basta dire che sono estremamente fortunata a essergli amica e spero che anche lui si senta così. Un appoggio sicuro, un compagno di scemenze, un rifugio di dolcezza, una presenza discreta ma molto molto forte.

Grazie!

Naturalmente ci sono altre persone molto importanti, amici e amiche veri, ma il post diventerebbe troppo troppo lungo.Esempi positivi. Persone importanti. Amicizie vere, di quelle che restano. Diverse, che si compensano, che mi aiutano in questo casino di vita e che mi fanno stare bene.

Grazie amici!

Concerto abbaioso e altro…

Hello! Buon venerdì!

Rieccomi tra voi dopo una notte praticamente insonne. Non sono andata a letto troppo tardi anzi, molto prima di altre volte, eppure non riuscivo a dormire. Mi capitano spesso queste notti in cui, pur essendo stanca, comincio a pensare, ma anche senza volerlo, a determinate cose e il sonno… bam! Sparisce. Poi posso leggere o altro ma non torna. Finché prima o poi crollo, come ieri, che però erano quasi le 4. Dopo la mattina sono in coma, ma per forza!

paperino appena sveglio

Poi, a quest’ora, sarebbe anche il caso di mangiare qualcosa. In realtà non mi va anche perché essere a casa da sola non aiuta. So che a breve comincerà a venirmi quel senso di nausea da stomaco vuoto, così mettere insieme un “pranzo” (le virgolette sono doverose direi) risulterà ancora più complesso perché non ti va niente, ma in realtà appena inizi capisci che ti mangeresti qualsiasi cosa e rischi di ritrovarti così…

paperino grasso

Direi che non è il caso.

Parentesi: mentre scrivevo mi sono persa di vista l’orario e così non ho visto Beautiful.

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Da quando poi hanno anche spostato l’orario de “Il segreto” alle 18,45… In pratica mi sto perdendo tutto. 😦 Va beh, rimedierò.

Ah, una cosa, mi ricollego all’articolo di ieri. Alla fine ieri sera non ho letto. Oh, quel libro lì mi rema contro. E’ incredibile.download (6) Ma non l’avrà vinta lui. Assolutamente no, riuscirò a leggerlo tutto. Non è nemmeno troppo lungo in effetti, ma avendolo già cominciato da capo almeno tre volte… i tempi si allungano.

Ok, ora vado finalmente a mangiare qualcosa. Come sottofondo romantico… l’abbaiare del cane visto che ci sono le signore delle pulizie sulle scale. Meno male che la porta è ben chiusa ahahah. In più nel cortile interno c’è gente quindi i vari cani abbaiano e lui non è da meno. Una specie di concerto abbaioso.

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Ci risentiamo più tardi… a dopo!

Domande da blogger 1

Ok, ve la butto lì a bruciapelo… Perché si legge un blog?

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Ne stavo parlando poco fa con mio marito.

Forse si legge un certo blog perché il titolo cattura la nostra attenzione, o perché conosciamo chi lo scrive.

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E, se ci piace lo stile, iniziamo a seguirlo per non perdere i post che vengono pubblicati.

Voi con quali criteri scegliete quali blog seguire?

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Io mi faccio incuriosire molto dal titolo del blog. Se mi ispira provo a leggere un post. E così continuo giorno dopo giorno. Finché lo trovo, interessante, simpatico, rilassante o istruttivo resto una fedele seguace. Altrimenti dopo un po’ smetto. Come sto meditando di fare adesso con un blog in particolare.😀😀 Ma non entriamo in dettaglio. Non è il caso. In positivo invece posso dire che ho da poco trovato un blog che mi piace. E sono felice di seguirlo.

Questi pensieri però mi fanno sorgere nella mente un’altra domanda, forse un filino più complessa:

-perché si scrive un blog?

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Io personalmente ho iniziato perché adoro scrivere. Però non ho voluto scegliere un argomento esclusivo. Il blog lo uso un po’ come diario personale, anche se ho letto in un sito sull’argomento che non si dovrebbe fare. O meglio, che un blog non è questo. Io però sono abbastanza rognosa per fare comunque quello che voglio come voglio e quindi… eccomi qui.

Nel mio blog io racconto quello che mi succede durante le mie giornate, esprimo i miei pensieri e i miei sentimenti, espongo le mie riflessioni. Insomma, condivido un po’ di me. È un po’ insolito per me mettere così in mostra ciò che ho dentro ma finché mi farà star bene continuerò a farlo, e a farlo a modo mio. Poi si vedrà.

La storia di IMG_20170724_001112

Nel precedente articolo ho iniziato a raccontare una storia. Non so con quale cadenza ne pubblicherò le prossime parti quindi se vi è piaciuta stay tuned! Naturalmente commenti e simili sono ben accetti. Vedremo man mano cosa accadrà alla nostra Daisy. 😊

E voi, se avete letto fin qui, perché mi leggete, e perché scrivete un blog ammesso che lo facciate?

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Lo so stasera sono una curiosona eheheh rassegnatevi. Oggi va così. 😂😂

Buona serata!!! A domani…

Ricordo… immagini di me

Ricordo, un insieme di sensazioni che non vogliono restare dentro.

Piccoli grandi atti di coraggio

Ricordo le camminate in pomeriggi pieni di sole. Per andare a vedere, rigorosamente da fuori, la casa di questo o quel ragazzo. Superare il limite della zona villeggianti per andate in quella residenziale del paese pareva una trasgressione senza precedenti. Esporsi troppo faceva paura ma la curiosità era più forte. La curiosità di ragazzine, adolescenti ma ancora molto ingenue in rapporto all’età.

Serate

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Ricordo le serate in spiaggia, con birra scadente comprata in negozietti improponibili lungo la via principale. Non mi è mai piaciuta la birra, non mi piace tutt’ora ma quella era così scarsa che nemmeno sapeva di birra. E pur di stare con gli “amici” la si beveva facendo finta che piacesse. Poca però. Le sdraio a cerchio, sigarette vaganti. No, mai fumato, nemmeno in quelle occasioni.

Discorsi improbabili

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Ricordo le ore in spiaggia, il pomeriggio, sotto l’ombrellone con gli auricolari nelle orecchie, in condivisione chiaramente, parlando di quello che avremmo indossato la sera. Non da sfigata, non da strada. “Gonna? Per forza! Noi dai che vergogna! E se c’è lui? Appunto, che figura!!! Faccio schifo con la gonna! Ma non puoi non metterla!” Discorsi stupidi e infiniti. Ore.

Dolcezza che rimane

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Ricordo poesie improvvisate, recitate mano nella mano. Momenti di dolcezza ritagliati tra una battuta e un’altra. Isolarsi pur restando nel gruppo di amici. Senza spostarsi di un passo. La voce bassa, quasi un sussurro, che nessuno senta. L’appetito che passa ma certi orari vanno rispettati. Un “Non andare” che non sbiadisce con il passare degli anni.

Reale o no?

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Ricordo una serata in riva al mare, le luci alle spalle, un’enorme distesa d’acqua, nemmeno troppo silenziosa, alle spalle. Poche parole, ma le ricordo ancora. Molti sogni. Molti pensieri. Molte speranze. Poca realtà. Il tempo che passa troppo veloce. Il cuore che batte troppo veloce. La mente che viaggia troppo veloce. Far finta che tutto fosse reale e non a scadenza. E se fosse stato reale in realtà? Forse lo era. Oggi come oggi non cambierebbe nulla. Penso che lo fosse.

Ricordo tante altre cose, situazioni e persone, ma per stasera va bene così.

Una farfalla in classe. 

Amo qualsiasi tipo di farfalla. Lo avevo già accennato in diversi altri articoli del mio blog. Non ho però mai spiegato il perché di questo. Il motivo è lungo da raccontare e non so se ce la faccio. Moralmente intendo. Però, posso provare. Oggi va così. Mi sento di parlare di questo. Un argomento difficile, complesso e molto doloroso che finora non ero stata in grado di affrontare tra queste pagine che, seppur virtuali, sono estremamente ancorate alla mia realtà di ogni giorno.

Come ho già accennato sul blog nel periodo in cui è mancata la mia mamma, la vita mi aveva già messo a dura, durissima, prova nel 2014 togliendomi mia figlia. Quello che non ho mai detto è che ciò è successo al nono mese di gravidanza, una settimana esatta prima del cesareo già fissato (la lunghetta era messa di traverso e non si è mai girata). Senza che avesse alcun problema, senza avvisaglie di nessun tipo. Il suo cuoricino si è fermato. Stop. Nessuna causa. Nessuna risposta. Nessuna spiegazione. E il mio di cuore si è irrimediabilmente spezzato.

Per cercare di “affrontare” l’accaduto mi sono rivolta a una psicologa (anche cara amica) e, tra i suoi preziosissimi consigli, c’era quello di scrivere su un quaderno i pensieri, le sensazioni e tutto quanto riguardasse mia figlia e ciò che era successo. Da una parte del quaderno le cose positive, dalla parte opposta quelle negative. Un giorno ero particolarmente giù di morale e demotivata, era successo da poco e su questo quaderno, rivolgendomi direttamente alla mia piccola Aurora, avevo scritto “aiutami tu perché se no oggi è un casino”. Fatto ciò ho chiuso il quaderno e sono scesa a portare fuori il cane qui sotto casa come faccio tutti i giorni.

Mentre camminavo, tra la ghiaia del parcheggio dietro le nostre macchine, vedo una meravigliosa farfalla. Tipo questa:

(L’immagine è presa da internet ma era proprio così. Una Vanessa.)

L’ho preso subito come un segno della presenza di Aurora accanto a me, un sorriso grato è apparso sulle mie labbra e da allora le farfalle per me sono un legame con lei. Col passare del tempo i segni non sono mancati. Durante un viaggio in Friuli, ho visto una farfalla bellissima che non avevo mai visto prima, bianca con la punta delle ali arancio.

 (foto dalla rete)

L’ho fotografata felice. Arrivata a casa ho cercato notizie in rete e scopro che si chiama “farfalla Aurora”! Giuro! Stavo per cadere dalla sedia. Ma non basta. Il nome completo sarebbe “Aurora dell’Etna”. Etna che, notoriamente, non è in prossimità del Friuli. Che ci faceva lì quindi? 😉 E’ anche in via d’estinzione tanto che è in atto un progetto per salvarla, dal 2010.

Un altro esempio. Abbiamo un orologio da parete in cucina. Rappresenta una farfalla. Comprato appena sposati, nulla a che vedere con Aurora quindi. Però… Vi è raffigurata una farfalla Aurora. Scoperto ovviamente dopo averla vista in Friuli perché prima non sapevo esistesse. Per me era una farfalla qualsiasi, mi piaceva e lo abbiamo preso. E invece… Non era affatto una qualunque. Non bastasse, l’orologio è fermo. Sulle 8,10. Ora del cesareo d’urgenza che mi hanno fatto dopo l’accaduto.

Ok esistono le coincidenze ma… Siamo già a 4. Io qualche domanda me la faccio.

Abbiamo rivisto una farfalla Aurora anche ad Arquá Petrarca l’anno scorso. Anche qui, lontanuccio dall’Etna. 5.

È chiaro che ora ci presto più attenzione quando sono in giro e mi capita spesso di vederle. Però diciamo che c’è di che riflettere. Poi, da quando è mancata la mamma, spesso ne vedo due di farfalle. Di quelle bianche. Altra coincidenza di sicuro… Però… Si sa mai.

Venendo al titolo del post, oggi pomeriggio in classe è entrata questa meraviglia…

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E queste foto sono mie, non prese dalla rete. Quando arrivano loro, le mie amiche alate, un sorriso, seppur velato di lacrime, me lo regalano sempre.

Chiudo dicendo che un altro strumento che mi ha aiutato molto è stato un blog, non questo intendo, uno che ho creato apposta per parlare di lei. Si intitola “Aurora e io insieme sempre e comunque“, sempre qui su WordPress. Ora lo aggiorno meno frequentemente ma ogni tanto ho ancora bisogno di quello spazio per noi. Per me e lei. (Di tempo vero, gravidanza a parte, ho avuto solo poco più di un’ora con lei. Senza mai poter vedere i suoi occhi aperti. Ma era bellissima. Un angelo bellissimo.) Naturalmente nulla compensa, nulla guarisce, si cerca solo un motivo, un modo per stare qui e per starci decentemente. È chiaro che il sorriso non è più lo stesso, ma è necessario sorridere ancora, per quanto dura sia. E ci si prova. Ogni giorno, con più o meno convinzione a seconda del momento.

Oggi è stato bellissimo vederla e sapere che lei c’è. L’ho sentita vicina e mi piace sempre quando succede questo. A scuola ne girano diverse di queste farfalle; a settembre con i bambini ne abbiamo salvata una che era rimasta intrappolata in una porta ricoperta di carta. A vederla sembrava tutta nera e invece era una di queste, una Vanessa bellissima.❤️❤️❤️

Ora vi saluto, scrivere questo post mi ha messa a dura prova ma sono riuscita a farlo senza piangere e anzi, col sorriso sulle labbra. Non pensavo che ci sarei riuscita ma sono contenta del risultato. Mi sono forse dilungata un po’ ma certe cose o le spieghi bene o è meglio lasciar perdere. Anche se, nessuna parola o immagine potrà mai rendere appieno certe sensazioni.

Grazie di avermi letta fin qui!

Buona serata a tutti!