Post domenicale

Alla fine della settimana un post domenicale ci può stare. Non per fare un vero e proprio bilancio della settimana in realtà, più che altro giusto un piccolo racconto.

Oggi la salute mi tradisce un po’, e anche se ero preparata e quindi me lo aspettavo, non star bene è sempre fastidioso. Ecco quindi che me ne sto sul divano con tanto di copertina e di cane che non vuole farsi coccolare. Ma non poteva essere come tutti gli altri cani che vogliono solo coccole? Lui no. Lui vuole solo mangiare. 😁😁😁

Però almeno rimane un pochino qui sul divano con noi, è già qualcosa. Praticamente ci tollera. Ahahahah… ❤️

Stamattina invece siamo usciti e poi siamo andati a pranzo da papà. Trippa! Slurp 😋 fantastica! Bella calda che non fa mai male. Anche se nella cucina di papà ci sono quei 40 gradi con i quali potresti mangiare anche l’insalata di riso, pure se è novembre. In compenso nel resto della casa i gradi diventano magicamente circa 4. Fantastico. 😏 Stasera invece cena con pizza. Il marito sta diventando un esperto a prepararla quindi va benissimo!! 🍕

Non ho tantissima voglia di pensare alla settimana che mi aspetta perché, come sempre, ci saranno un sacco di cose da fare, in compenso però è previsto un incontro che dovrebbe sistemare un po’ la situazione strumenti informatici della scuola. Ci conto molto. Altrimenti dovrò pensare al da farsi. Insomma su questo siamo un po’ “work in progress”. Vi aggiornerò.

Altra news: ho terminato il corso di innovazione didattica e competenze digitali. Vedremo di mettere a frutto qualcosa di quanto appreso nella vita scolastica di ogni giorno. Per fortuna ho accanto in questo percorso colleghe giovani, preparate e pronte a innovare. Credo sia fondamentale, quindi grazie Giada e Alessandra!

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Buongiorno! 

Buongiorno! In questo bel giorno grigio, piovoso e freddino. Giorno shock! Svegliarmi da sola dopo più di quattro mesi. Horrible. A star meglio ci si abitua in fretta si dice, ed è proprio vero, l’ho sperimentato più volte io stessa, e per quanto essere senza lavoro sia brutto, egoisticamente per me è stato meraviglioso poter stare con mio marito ogni giorno. Ora che lui ricomincia, e ne sono felicissima sia chiaro, mi manca troppo.

Buongiorno! Oggi si ricomincia a guidare dopo mesi di stop. E anche di questo avrei fatto volentieri a meno. Ma se voglio arrivare a scuola… e ci vorrei arrivare… altri modi non ce ne sono. Quindi, quale giornata migliore per rimettersi al volante se non una di quelle belle grigie giornate autunnali da bassa padana? Strade bagnate, auto che vanno a 1 km/h (eh beh, piove…) ma guai ad accendere i fari, non sia mai rendersi visibili…. Aahhh come non mi mancava tutto questo.

Buongiorno! Il cane mi fissa sconsolato dal divano. Vorrebbe scendere ma in realtà non vuole perché fuori fa freddo e dovrò trascinarlo, in tutti i suoi meravigliosi 13 kg. Una passeggiata in leggerezza insomma. Vorrebbe mangiare, ma non le sue crocchette. Una bistecca preferibilmente. Ma ne siamo attualmente sprovvisti e comunque non sarebbe dedicata a lui. Resta sconsolato. Oggi poi starà da solo un po’ più del solito anche lui. Al momento risolve dormendo. Dorme sconsolato, ma dorme. Beato lui. Anzi no, si sveglia e si siede davanti alla porta. Quale sarà il messaggio nascosto? Uhm…. Non ne ho proprio la minima idea… no no…. Mah…. Ha proprio la faccia da “Andiamo?”

Buongiorno! Oggi giornata lunga a scuola. 5 ore + 2. Inglese, scienze… E intervallo in classe causa pioggia. Loro sono bravissimi e si organizzano in diversi modi, ma fuori sarebbe meglio… Pazienza… Che arrivino presto le 18,30 please. Qualcuno può fare qualcosa in merito? Ah dimenticavo…

Buongiorno! 😂😂😂

Sei giorni 

Una piccola pausa nel mio blog, si beh, giusto quei piccoli sei giorni dall’ultimo articolo, che in realtà non mi sono nemmeno accorta che sono passati.

La scuola mi lascia completamente sfinita e spesso la sera, anche se ho voglia di scrivere, non ho proprio la forza per farlo. Quest’anno, di sicuro l’ho già scritto, è iniziato a velocità mille. Mi sembra di avere pochissimo tempo per fare infinite cose e le giornate volano, a scuola e fuori. Poi se mi fermo a pensare, mi accorgo di aver fatto proprio tante cose con i bambini e di averle fatte bene, ma al momento non mi sembra mai di aver finito.

Loro sono carichissimi, pieni di energia. Come sempre mostrano un grande interesse per qualsiasi cosa venga  proposta loro. Fanno mille domande, si rispondono uno con l’altro e ammetto che sono molto rumorosi e che a volte tirano fuori di quelle frasi che non stanno né in cielo né in terra, ma mi piace troppo vederli così appassionati e molto spesso mi limito ad ascoltare. Poi cerco di riportare il discorso sulla retta via e si riparte. Sono bellissimi.

A casa mi sembra di non esserci mai, eppure l’orario è più o meno lo stesso di sempre. Ma i giorni volano davvero. Pensandoci siamo già a Ottobre e mi sembra di avere appena iniziato la scuola ma non è affatto così. Ieri però, durante un’ora buca, sono riuscita a farmi una passeggiata al sole, una mezzoretta molto piacevole. Ci sono alcuni posti carini in paese.

     

Come una trottola che continua a girare e non si ferma, rotolando da una parte all’altra della scuola e non solo, cercando di non perdersi e di non perdere di vista l’obiettivo principale. Non è facile incastrare tutto ma ci provo, andando avanti un giorno alla volta, è il massimo che posso fare per adesso.

Foto, Facebook e vestiti

Non so come mai oggi Facebook mi ha riproposto due foto con te. Forse perché le ho condivise in questa data anche se non mi ricordo.

  

Sono giorni difficili, mesi difficili. Ci sono situazioni che non cambiano, non possono cambiare. Non cambiano ma ti cambiano. Affrontarle non diventa più facile col passare del tempo. Proprio per niente. Per la maggioranza del tempo chiudo occhi, orecchie, mente e cuore e vado avanti. Più o meno. Non bastasse questo, ci mancano anche grane di un altro tipo. Che ovviamente non semplificano nulla anzi. Complicano il tutto. Per fortuna ogni tanto Dio decide di darti una mano e, in un momento di scuola qualsiasi, fa apparire una faccia amica che appena la vedi ti illumini. In un impeto di generosità poi ti concede di passare una mezz’oretta col sorriso sulle labbra insieme a questa persona come se al mondo tutto fosse normale e non esista nessun problema. Un piccolo grande regalo questa presenza.

Ieri ho dovuto sistemare i tuoi vestiti, i tuoi libri, le tue cose. Non mi piace mettere le mani nei tuoi cassetti, nel tuo armadio. L’ho sempre fatto perché ci siamo sempre scambiate vestiti e scarpe. Ma ieri è stato diverso. Andava fatto e l’ho fatto, come sempre. Mi sto rassegnando alle cose che “vanno fatte” anche se ti spezzano dentro. Qualcuno di lucido ci vuole e guarda un po’ chi deve essere? Sai che novità. Ce ne sono tante di cose così, che poi nel cuore della notte ti si piombano in mente e mica vanno via. Poi una alla mattina è stanca. E ci credo. Così non si riposa. Dopo tutto questo però ci sono i bambini e per loro si riesce a dare un senso alla propria presenza insensata.

Ora mi sa che mi metto a letto che anche oggi, grazie al Consiglio d’Istituto, è stata una giornata lunga, seppur interessante.

Scuola… work in progress 

Buongiorno, eccoci all’inizio di una nuova settimana, l’ultima, seppur non completa, di vacanza. Venerdì si riprende. Non come le persone normali che magari rientrano al lavoro di Lunedì. No, noi di Venerdì. Distinguiamoci 🙂 Poi Sabato e Domenica di nuovo a casa e Lunedì la ripresa vera e propria.

Io però, che come ho detto più volte in questo blog sono un caso disperato, non vedo l’ora che sia il 12 per rivedere i miei bambini. Di sicuro saranno cresciutissimi e ancora più belli. In questi giorni sto cercando di sistemare alcune cose per iniziare il nuovo anno nel modo migliore. Eh sì, noi insegnanti siamo gente strana, ci facciamo gli auguri di buon anno il primo settembre invece che il primo Gennaio. Proprio come si legge nelle vignette sui social. Del resto contiamo anche il tempo in anni scolastici.

“Quando abbiamo fatto questo?” “In prima”

“Ti ricordi quando siamo andati là?” ” Ah si, eravamo in terza”

E cose di questo genere. Non proprio il top della normalità ecco. Soprattutto agli inizi, ma dopo un po’ si comincia ad abituarsi.

Ieri, come vi avevo anticipato qui, ho fatto l’elenco del materiale che mi serve e oggi l’ho radunato. Una parte poi resterà a scuola come “scorta”, il resto nell’astuccio. All’appello mancano il goniometro, il compasso e un temperino. Vedremo di rimediare. Per il resto c’è tutto. Benissimo. Ora mi manca solo di aspettare che la borsa si asciughi (una bella lavata era necessaria) e potrò sistemare tutto. Adoro questo momento dell’anno. Tutto è nuovo e pronto. Tutto ancora da decidere, da fare, da progettare. Non troppo perché io sono una che non progetta molto. Seguo di più l’istinto mio e dei bambini, quello soprattutto. L’indicazione c’è ma poi il percorso è loro, hanno il diritto di deciderne almeno alcuni degli aspetti. E sono bravissimi a farlo. È dalla prima che prendono decisioni e finora si sono sempre rivelate giuste. Quindi posso tranquillamente continuare a fidarmi dj loro.

Comunque, non c’entra nulla ma intanto recupero le puntate del Segreto che non ho visto quando ero via. E non sono poche. 😀

Ciaoooooo!

Fastidio. 30 days writing challenge, giorno 27.

No ma… sapete di cosa mi sono accorta proprio ora? Di non aver mai concluso la writing challenge di 30 giorni che avevo iniziato tipo a fine Gennaio. L’avevo proprio rimossa dalla memoria. Fantastico, un passo in più verso l’Alzheimer… Comunque, nonostante sia durata ben di più dei previsti 30 giorni, penso sia carino finirla anche se in estremo ritardo. Quindi procediamo a trattare il giorno numero 27!

Scrivi di qualcosa che ti da molto fastidio in questo periodo.

Ci sono cose che mi danno fastidio sempre, non vanno a periodi, e questo riguarda alcune categorie di persone. Potrei citare le persone perennemente ansiose, indecise, bugiarde, immature… Ma penso che questo dia fastidio più o meno a chiunque.

Nel periodo attuale invece mi da un forte, fortissimo fastidio la mancanza della mamma. E’ la cosa che al momento non sopporto. Credo che di base non lo sopporterò mai, ma in questo periodo, non chiedetemi perché, è particolarmente complesso conviverci.

Inoltre, mi da fastidio che una persona che vale tanto, umanamente e professionalmente sia costretta a fare un lavoro che non ama, molto faticoso e che prevede pochissimo rispetto per chi lo svolge. Da parte mia ogni lavoro merita rispetto, ma questa idea purtroppo non è poi molto condivisa e vedere un grande impegno, e una grande fatica, anche fisica, che viene ripagata in certi modi è davvero fastidioso. Non parlo di un riscontro economico, anche se non sarebbe male ricevere un compenso adeguato a quanto si fa e a come lo si fa, ma è un po’ utopico lo riconosco. Ma almeno a livello personale un po’ di correttezza in più sarebbe gradita. Va beh, si va avanti anche in questo. La persona di cui parlo è talmente speciale che saprà farsi apprezzare anche in questo ambito. Su questo non nutro il minimo dubbio. La strada per arrivarci è però parecchio impervia e questo mi dispiace davvero molto.

Guardiamo avanti? Anche sì dai… Vi auguro una buona serata possibilmente senza fastidi! 🙂 Ciaooooo!