Foto, Facebook e vestiti

Non so come mai oggi Facebook mi ha riproposto due foto con te. Forse perché le ho condivise in questa data anche se non mi ricordo.

  

Sono giorni difficili, mesi difficili. Ci sono situazioni che non cambiano, non possono cambiare. Non cambiano ma ti cambiano. Affrontarle non diventa più facile col passare del tempo. Proprio per niente. Per la maggioranza del tempo chiudo occhi, orecchie, mente e cuore e vado avanti. Più o meno. Non bastasse questo, ci mancano anche grane di un altro tipo. Che ovviamente non semplificano nulla anzi. Complicano il tutto. Per fortuna ogni tanto Dio decide di darti una mano e, in un momento di scuola qualsiasi, fa apparire una faccia amica che appena la vedi ti illumini. In un impeto di generosità poi ti concede di passare una mezz’oretta col sorriso sulle labbra insieme a questa persona come se al mondo tutto fosse normale e non esista nessun problema. Un piccolo grande regalo questa presenza.

Ieri ho dovuto sistemare i tuoi vestiti, i tuoi libri, le tue cose. Non mi piace mettere le mani nei tuoi cassetti, nel tuo armadio. L’ho sempre fatto perché ci siamo sempre scambiate vestiti e scarpe. Ma ieri è stato diverso. Andava fatto e l’ho fatto, come sempre. Mi sto rassegnando alle cose che “vanno fatte” anche se ti spezzano dentro. Qualcuno di lucido ci vuole e guarda un po’ chi deve essere? Sai che novità. Ce ne sono tante di cose così, che poi nel cuore della notte ti si piombano in mente e mica vanno via. Poi una alla mattina è stanca. E ci credo. Così non si riposa. Dopo tutto questo però ci sono i bambini e per loro si riesce a dare un senso alla propria presenza insensata.

Ora mi sa che mi metto a letto che anche oggi, grazie al Consiglio d’Istituto, è stata una giornata lunga, seppur interessante.

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“San Lorenzo… facciamo un patto”

Serata di San Lorenzo, serata di stelle cadenti, di occhi al cielo, di testa tra le mani, di cuore tra le nuvole.

Occhi al cielo

Occhi al cielo di chi non vuole perdere la speranza, di chi si aggrappa anche alle lacrime di un Santo lontano per realizzare qualcuno dei propri sogni. Che sì, volere è potere, ma fino a un certo punto. Superato quel punto la speranza non guasta. E allora, ecco che si diventa amici di improbabili corpi celesti instabili e si spera che loro siano più bravi di noi a far avverare l’impossibile.

Un giorno l’anno

Un giorno l’anno in cui si può sognare che alcune cose possano ancora andare nel verso giusto, che tutto quello che poteva andare storto lo ha già fatto e ampiamente. Un giorno l’anno in cui il cielo ha deciso di essere nuvoloso; grazie mille San Lorenzo hai azzeccato perfettamente il mood del periodo. Un giorno l’anno in cui ho deciso che, nonostante l’ultima e più recente meschina delusione della vita, il mio desiderio lo esprimerò comunque, fregandomene di quale Santo riuscirà a esaudirlo, per me in questo uno vale l’altro.

Un patto con San Lorenzo

Me ne resta uno. Di desiderio. Uno solo. Ci sono tante cose che spero, cose che mi auguro accadano o non accadano. Ma desiderio, desiderio vero, me ne resta solo uno. Nemmeno troppo segreto. Quindi forza San Lorenzo o chi per te, datti da fare, fatti andare un filo di nuvola nell’occhio così ti lacrimerà e quella stella avvererà il mio sogno. Mi sembra una richiesta ragionevole, non eccessiva e del tutto fattibile, no? Ok allora, affare fatto. Io stasera esprimo, e poi arriva la nuvola, la lacrima/stella e tac… Fatto. Ce la puoi fare. Ci puoi riuscire.

Buona serata di San Lorenzo a tutti. Che almeno uno dei vostri desideri si possa avverare, perché è davvero bello quando succede.

Notte!

Non fa caldo

Non fa caldo. Questa è la notizia principale che volevo darvi oggi. Non fa caldo. Ma proprio no eh. Proprio per niente. Però, mi rassegno e sto al mare lo stesso. Faccio questo sforzo.

*torna sulla Terra*

Fuori non si respira. In nessun orario. Nè di mattina, nè di sera. Non parliamo del pomeriggio. Saltiamolo proprio a piè pari. Anzi no, che fa troppo caldo e non c’ho voglia. Aggiriamolo lentamente senza sudare. Per fortuna l’altro giorno abbiamo conosciuto una signora in area cani con le sue cucciole (meravigliose tra l’altro) che ci ha mostrato una strada più breve e facile per raggiungere l’albergo. Quantomeno è tutta dritta e dotata di marciapiede, qualità assai rara quaggiù. In effetti il paesino non è proprio a misura d’uomo e men che meno di cane ma, per starci una settimana, va più che bene.

 

 

Lei è Isabeaux, una delle cucciole. L’altra, Sally, era uguale ma con i colori del collie. Bellissime davvero.

Spiaggia, spiaggia, spiaggia

In questi giorni abbiamo cercato di trascorrere in spiaggia più tempo possibile e ci siamo andati anche la sera dopo cena. Per far le foto ma anche solo per guardare il mare mentre il cielo diventa sempre più buio…

È stata una splendida serata. Pur senza un filo d’aria.

Domani sarà l’ultimo giorno, sabato si torna e mi dispiace molto. Sono stata benissimo in questi giorni, sono riuscita a riposare e rilassarmi, ho visto il mio mare e ho cercato di starci il più possibile. Ho condiviso tutto questo con la persona più speciale per me e con Ronny, il nostro cucciolo meraviglioso che, come sempre, è stato bravissimo comportandosi sempre perfettamente, nonostante la presenza di altri cani in hotel e ovviamente in giro. A proposito di questo vi parlo di

Barolo

No, non mi sono messa a bere improvvisamente; Barolo è un cagnolino bellissimo e megamorbido che ho conosciuto ieri sera. Mentre passeggiavo ho visto questo piccolo pelosetto e avrei anche potuto lasciarlo in pace, invece sono dovuta andare a salutarlo per forza. Mi sono chinata e lui si è avvicinato subito. Non vede purtroppo, ma subito è venuto ad appoggiarmi la testina sulla gamba e a prendere le coccole. Meraviglioso. E tenerissimo. Ammetto che non è stato facile lasciare quel dolcetto di 15 anni. Ma giustamente era con la sua umana.

Ora vi saluto. Buonanotte e a domani!!

Montagna, libri, moto, torte.

Ok, prima di crollare addormentata scrivo un po’. Mi piace la scrittura serale. Oggi è stata una giornata molto tranquilla nella prima parte, un po’ più “indaffarata” nella seconda.

Stamattina sono riuscita a dormire un po’, ma mi addormento sempre talmente tardi che l’effetto del sonno è in parte vanificato. Pazienza. Sono sempre stata un po’ by night, e poi la mattina non è mai ora di alzarsi. Così è anche in questo periodo anzi, soprattutto in questo periodo in cui non ho una sveglia puntata al mattino. Con la scusa del “tanto poi posso dormire” tiro tardi… E la mattina ho sonno.

Detto tra noi, dovrei anche riprendere a leggere; ora che ho tempo non lo faccio mai. Ho un libro sul comodino da mesi, non è da me. Non è affatto da me. Le prime tre volte che ho iniziato a leggerlo non ci ho capito niente e quindi lo piantavo lì il che, com’è noto, non aiuta nella comprensione. Poi, visto che avevo letto davvero poco, lo riprendevo da capo. Ma nulla. E dire che non è un trattato di fisica, è un romanzetto che ho pagato tre euro al mare l’anno scorso. Probabilmente l’ho iniziato nel periodo sbagliato. Comunque, qualche notte fa l’ho ripreso e… capivo mentre leggevo. Quindi stasera quando mi metto a letto andrò avanti.

Tornando a noi, dopo aver pranzato non ho fatto molto, il marito è andato a tagliare i capelli, così è ancora più bello, io nel frattempo ho stirato e… udite udite… sono anche riuscita a scottarmi con il vapore. Sono troppo la numero 1 eh? Fantastica. Va beh… Tornato lui siamo andati a ritirare la sua macchina dal meccanico, sí, di nuovo. Giusto per spendere qualcosina, se no non avrei saputo più dove mettere i soldi… 😒😒😒

Via di lì siamo passati da papà e poi a fare una breve spesina pro torta. Sabato abbiamo una cena e quindi ci siamo attrezzati per il dolce. Tra l’altro alla Bennet abbiamo incontrato le persone da cui andremo a mangiare perciò prima abbiamo chiacchierato un po’ tranquillamente, poi abbiamo fatto la spesa, sia noi che loro, cercando di mantenere segreto ciò che c’era nei rispettivi carrelli. Ahahahahah carino!

Finita la spesa siamo tornati a casa ed erano quasi le 20. Ops!

Dopo cena, ovviamente oltre ad aver scritto sul blog ovviamente, ho intenzione di cercare qualche posto per una minivacanzina in montagna che vorremmo fare in Agosto. Purtroppo non ne so molto avendo sempre preferito il mare, ma sto cercando e vediamo se viene fuori qualcosa di interessante. Naturalmente con il cane. Forse per me è scontato ma senza di lui non si va da nessuna parte.

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Prima di salutarvi una chicca… qui da noi è in corso il Motorock, un raduno motociclistico degli Hell’s Angel’s di Cremona. Ormai sono circa tre anni che lo fanno ed è davvero carino, molto probabilmente domani sera ci faremo un giretto.

Ok ora vi saluto augurandovi come sempre una buona notte!!!

Ps: Abbiamo visto oggi l’ultima puntata di The good wife. Non commento. Ora abbiamo iniziato un’altra serie. Ozark. Vi saprò dire. Baciiiii!

Ricordo… immagini di me

Ricordo, un insieme di sensazioni che non vogliono restare dentro.

Piccoli grandi atti di coraggio

Ricordo le camminate in pomeriggi pieni di sole. Per andare a vedere, rigorosamente da fuori, la casa di questo o quel ragazzo. Superare il limite della zona villeggianti per andate in quella residenziale del paese pareva una trasgressione senza precedenti. Esporsi troppo faceva paura ma la curiosità era più forte. La curiosità di ragazzine, adolescenti ma ancora molto ingenue in rapporto all’età.

Serate

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Ricordo le serate in spiaggia, con birra scadente comprata in negozietti improponibili lungo la via principale. Non mi è mai piaciuta la birra, non mi piace tutt’ora ma quella era così scarsa che nemmeno sapeva di birra. E pur di stare con gli “amici” la si beveva facendo finta che piacesse. Poca però. Le sdraio a cerchio, sigarette vaganti. No, mai fumato, nemmeno in quelle occasioni.

Discorsi improbabili

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Ricordo le ore in spiaggia, il pomeriggio, sotto l’ombrellone con gli auricolari nelle orecchie, in condivisione chiaramente, parlando di quello che avremmo indossato la sera. Non da sfigata, non da strada. “Gonna? Per forza! Noi dai che vergogna! E se c’è lui? Appunto, che figura!!! Faccio schifo con la gonna! Ma non puoi non metterla!” Discorsi stupidi e infiniti. Ore.

Dolcezza che rimane

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Ricordo poesie improvvisate, recitate mano nella mano. Momenti di dolcezza ritagliati tra una battuta e un’altra. Isolarsi pur restando nel gruppo di amici. Senza spostarsi di un passo. La voce bassa, quasi un sussurro, che nessuno senta. L’appetito che passa ma certi orari vanno rispettati. Un “Non andare” che non sbiadisce con il passare degli anni.

Reale o no?

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Ricordo una serata in riva al mare, le luci alle spalle, un’enorme distesa d’acqua, nemmeno troppo silenziosa, alle spalle. Poche parole, ma le ricordo ancora. Molti sogni. Molti pensieri. Molte speranze. Poca realtà. Il tempo che passa troppo veloce. Il cuore che batte troppo veloce. La mente che viaggia troppo veloce. Far finta che tutto fosse reale e non a scadenza. E se fosse stato reale in realtà? Forse lo era. Oggi come oggi non cambierebbe nulla. Penso che lo fosse.

Ricordo tante altre cose, situazioni e persone, ma per stasera va bene così.

Podalirio

Podalirio è il nome di una splendida farfalla. Eccola.

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In questi giorni l’ho avvistata più volte, prima fuori dalla scuola, mentre chiacchieravo con una collega, oggi proprio da vicino, anzi vicinissimo, a casa di papà. Mi fa sempre piacere vedere una piccola creatura svolazzante intorno a me. Mi fa sentire meno sola.

Sono sempre apparizioni brevi, ma ho già spiegato qual è secondo me il motivo di questa fugacità. Le “cose” troppo belle passano in fretta. E’ stato così anche per Aurora. Fugace e meravigliosa come un arcobaleno.

Qualche giorno fa dopo tanto, tanto tempo, mi sono ritrovata a guardare le sue foto. E’ stato, come sempre, un colpo al cuore. Non c’è quantità di tempo che mi possa riconciliare con una cosa simile.

Troppo fragile. Bellissima. Perfetta. Inutilmente perfetta. Piccola piccola, ma tanto grande nella sua presenza, tanto grande nell’amore. Nel saper superare le barriere convenzionali pur di starci vicino. Sì, starci, perché non la vedo solo io ma anche le persone a me più vicine.

Io lo so che è il suo modo di esserci. Non è il modo che avrei sognato per lei e per noi, ma è l’unico che ci è stato concesso e lo accettiamo. Per quanto possa sembrare inaccettabile, ma quando è l’unica opzione che hai te la fai andare bene.

Io sono grata di queste visite più o meno brevi e più o meno frequenti. Questo mese, un paio di settimane fa ho visto una meravigliosa Vanessa.

vanessa io

Quando l’ho detto a mio marito lui mi ha risposto “Strano che l’hai vista proprio oggi eh…” intendendo chiaramente che non era strano… Al momento non capivo, poi mi sono resa conto che era il 7. Quattro mesi da quando era mancata la mamma. Shock!

Nei momenti più difficili o più intensi loro ci sono sempre, Se la svolazzano intorno a me, si assicurano di essere state notate e poi volano via…

Grazie amiche alate… Grazie! ❤

 

3A e 3B: grazie per quest’anno

Ecco l’ultimo giorno di scuola. Quello che a settembre mi sembrava lontano e irraggiungibile. Un miraggio. Quante cose sono successe in questi mesi. Soprattutto sul piano familiare. Un tornado ha sconvolto tutto e sapete tutti di cosa parlo. Non lo avrei immaginato. Ma è successo e, in qualche modo, ho portato avanti l’anno scolastico. Devo ammettere di essere abbastanza fiera di me per questo. Non ero certa che ce l’avrei fatta. Invece grazie all’aiuto di persone uniche, ci sono riuscita.

Dal punto di vista lavorativo è stato un anno particolarmente ricco di soddisfazioni e di risultati positivi.

A dicembre i miei bambini della 3B hanno accolto una nuova compagna, arrivata dal Marocco senza sapere una sola parola di italiano. Non l’hanno lasciata un momento sola. E non lo fanno nemmeno ora. Una bellissima ragazzina dai lunghi capelli ricci, con occhi immensi e un sorriso che illumina. Stupenda e dolcissima.

Sul piano didattico vi ho già parlato ampiamente del traguardo raggiunto al Rally Matematico Transalpino e dei premi vinti grazie alla partecipazione alle Energiadi. Non torno su questi argomenti ma sono tanto felice per loro.

Oggi poi hanno affrontato una prova molto impegnativa di cui vi racconterò in un altro post dedicato solo a quello.

Sia i bimbi della 3B sia quelli di 3A sono cresciuti, anche grazie all’aiuto e al sostegno di genitori in gamba. Noi maestre ci abbiamo messo del nostro, ma se non c’è lavoro di squadra si ottiene poco.

Naturalmente sono bambini e quindi non sono mancati i giorni in cui non ascoltavano, si mandavano bigliettini durante la lezione, discutevano, dimenticavano libri e quaderni, non facevano i compiti… Ma ci sta. Non abbiamo davanti dei soldatini, ma bambini veri, vivaci, a volte interessati e altre svogliati, sorridenti o musoni, silenziosi o rumorosi, che ti guardano con occhi sgranati dallo stupore o stretti di fastidio… E vanno benissimo così, le loro mille sfaccettature li rendono i bimbi unici e insostituibili che sono. Quelli che vengono rimproverati e dieci minuti dopo te li trovi addosso che vogliono un abbraccio.

Quelli che…

“Ma anche lui l’ha fatto!”

“Ha cominciato lui!”

“Non sono stato io!”

“È mio!”

“La mamma l’ha visto ma non l’ha firmato…”

“Posso andare a prenderti il caffè?”

“Ma perché non sposi Tiziano Ferro?”

“Non te l’ho regalato era solo prestato…”

Ma sono anche quelli di

“Capita di sentirsi a pezzi, l’importante è non perderne nessuno” 

(frase che mi è stata scritta da una bambina di 3A quando sono rientrata dall’assenza la settimana in cui è mancata la mia mamma…)

Potrei dire tantissime altre cose delle mie classi ma per stasera mi fermo qui.

A loro, 3A, 3B e tutti i genitori, dico solo grazie, perché nel momento peggiore della mia vita c’erano e a loro modo sono riusciti a far sì che ci fossi anch’io.