Il compleanno che doveva essere… Aurora…

Compleanno

Oggi doveva essere il tuo compleanno, se tutto fosse andato bene quattro anni fa. E invece sappiamo tutti com’è andata. Un vero disastro per cui tu non sei qui e niente può lenire, seppure in minima parte, questo dolore.

Nulla cambia le cose

Altri avvenimenti sono successi dopo questo. Altri dolori, qualche gioia. Ma nulla può cambiare ciò che questo periodo, che questi giorni, scatenano dentro di me ogni anno incessantemente. Del resto, come si fa a passare dalla gioia più grande al più grande dolore e pensare di superarlo? Ci si convive, piccola. Ci si convive con più o meno fatica. Se si hanno vicino, come nel mio caso, persone speciali, si riesce a sopravvivere, a restare a galla, seppur annaspando un po’. Contando che io non so nemmeno nuotare, la prospettiva non è granché.

Qui

Eppure sono qui, resto qui, in qualche modo. Molto diversa da quella che ero, sicuramente diversa da quella che sarò. Ma sono qui, e lo sono anche per te. Perché forse è più comune andare avanti “per chi resta” e sicuramente in parte è anche questo che faccio. Qui ci sono persone che non potrei mai volutamente lasciare. Ma resto anche per te, che non hai potuto esserci. Vado avanti perché in me ci sei. In tanti modi, pensieri e dimostrazioni.

Il caso non esiste

Accettare ogni giorno la tua mancanza è, e resta, completamente devastante, ma in qualche modo va fatto e spero di cavarmela decentemente in quello che sto portando avanti qui. Quest’anno poi è stato più difficile del previsto perché la vita ha deciso di sottopormi l’ennesima terribile prova, che non posso ancora raccontare e forse non potrò mai, ma che tu sai benissimo. Lo sai perché il caso non esiste, come dice giustamente una mia carissima amica. Il caso non esiste e tu, a modo tuo, sei riuscita ad aiutarmi nell’affrontare anche questo. Siamo solo l’inizio, ma la tua manina ne ha afferrata un’altra e mi ha fatto capire che anche se io non ti vedo, e non ti vedrò crescere e diventare la splendida persona che saresti stata, comunque tu ci sei e sei splendida davvero.

Sorrido

Ci troviamo in due dimensioni diverse attualmente, ma chi può spezzare il legame tra una mamma e una figlia? Di sicuro non la semplice presenza di un cielo azzurro tra loro. E’ merito tuo, se oggi riesco a pensare a te col sorriso sulle labbra, è merito tuo se nonostante le lacrime nel cuore riesco a vivere. Ti affido questi pensieri nel giorno che doveva essere il tuo compleanno, ed è il tuo comunque. Oggi è tutto per te che sei la mia piccola grande Aurora. L’Aurora che mi ha cambiato la vita.

“Io che,
molto spesso mi perdo
cerco un tuo gesto
inaspettato, innato
riflesso incondizionato
un qualcosa che
non si vede
ne si sente
lo riesco a percepire
mi proteggerà per sempre
ma certe decisioni
non le posso prendere
che tanto non puoi scendere
e io non posso scegliere
di essere con te
come immagino
ma è stato magico
il mio stato d’animo
mi hai fatto crescere in un attimo
abbi cura di splendere…”

(Articolo del 26 Febbraio)

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La “Birichina” cambia casa

E così anche questa è fatta. La macchina della mamma è stata venduta. Sono contenta che l’abbia comprata una brava ragazza che la tratterà bene. In fondo non mi sembra di aver venduto una cosa della mamma perché lei non l’ha mai usata, ma mi dispiace comunque perché l’ho sempre guidata io.

Tanti luoghi

Mi ha portata in tanti luoghi. Nelle varie scuole in cui ho lavorato negli ultimi anni. Casalmaiocco, Secugnago, Livraga, Lodi Vecchio. Mi ha portata a casa di amici, in giro a comprare regali per le persone importanti.

Ha portato in giro me e Aurora quando andavo a scuola con il pancione qualche anno fa. 

È andata sulla neve, sotto la pioggia battente, sotto il sole a picco. Sempre pronta, sempre funzionante. Sempre affidabile. È stata caricata di libri, riempita di disegni dei bambini, bottigliette d’acqua vuote e piene, ombrelli rotti e non. Simpatica e disordinata come chi la guidava. Ha sentito musica di ogni tipo, soprattutto il Tiziano, soprattutto quando ero incinta. Soprannominata “la birichina” da un mio ex alunno. Modello base, niente chiusura centralizzata, niente vetri elettrici, niente servosterzo, niente radio, niente aria condizionata. È stata definita inguidabile. Ma io ormai la conoscevo alla perfezione e non ho mai avuto problemi. Piccola piccola, parcheggiabile ovunque. Io ho le gambe piuttosto lunghe ma per fortuna i piedi corti, per me era perfetta.

Si guarda avanti

Ma adesso è ora di guardare avanti e “accanto” a me c’è la macchina della mamma, e quindi c’è anche lei. Si va avanti. Strade nuove e conosciute. Musica nuova e meno nuova. Altri amici, altri viaggi e chissà, magari altre novità. Le cose cambiano, i legami restano.

In tutto ciò sento di ringraziare tantissimo una persona che ci ha aiutati nello svolgimento della parte burocratica di tutti i passaggi di proprietà. Le carte, i documenti, le firme… Tutto. Senza di lei sarebbe stato molto più difficile. Grazie Simona!

Comunque, il lavoro della mia macchinina non è finito, comincia una nuova fase e porterà in giro una persona che apprezzo e che mi piace. Le auguro che la porti in posti meravigliosi e a esperienze piacevoli.

Buon viaggio!

Podalirio

Podalirio è il nome di una splendida farfalla. Eccola.

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In questi giorni l’ho avvistata più volte, prima fuori dalla scuola, mentre chiacchieravo con una collega, oggi proprio da vicino, anzi vicinissimo, a casa di papà. Mi fa sempre piacere vedere una piccola creatura svolazzante intorno a me. Mi fa sentire meno sola.

Sono sempre apparizioni brevi, ma ho già spiegato qual è secondo me il motivo di questa fugacità. Le “cose” troppo belle passano in fretta. E’ stato così anche per Aurora. Fugace e meravigliosa come un arcobaleno.

Qualche giorno fa dopo tanto, tanto tempo, mi sono ritrovata a guardare le sue foto. E’ stato, come sempre, un colpo al cuore. Non c’è quantità di tempo che mi possa riconciliare con una cosa simile.

Troppo fragile. Bellissima. Perfetta. Inutilmente perfetta. Piccola piccola, ma tanto grande nella sua presenza, tanto grande nell’amore. Nel saper superare le barriere convenzionali pur di starci vicino. Sì, starci, perché non la vedo solo io ma anche le persone a me più vicine.

Io lo so che è il suo modo di esserci. Non è il modo che avrei sognato per lei e per noi, ma è l’unico che ci è stato concesso e lo accettiamo. Per quanto possa sembrare inaccettabile, ma quando è l’unica opzione che hai te la fai andare bene.

Io sono grata di queste visite più o meno brevi e più o meno frequenti. Questo mese, un paio di settimane fa ho visto una meravigliosa Vanessa.

vanessa io

Quando l’ho detto a mio marito lui mi ha risposto “Strano che l’hai vista proprio oggi eh…” intendendo chiaramente che non era strano… Al momento non capivo, poi mi sono resa conto che era il 7. Quattro mesi da quando era mancata la mamma. Shock!

Nei momenti più difficili o più intensi loro ci sono sempre, Se la svolazzano intorno a me, si assicurano di essere state notate e poi volano via…

Grazie amiche alate… Grazie! ❤