Ricordo… immagini di me

Ricordo, un insieme di sensazioni che non vogliono restare dentro.

Piccoli grandi atti di coraggio

Ricordo le camminate in pomeriggi pieni di sole. Per andare a vedere, rigorosamente da fuori, la casa di questo o quel ragazzo. Superare il limite della zona villeggianti per andate in quella residenziale del paese pareva una trasgressione senza precedenti. Esporsi troppo faceva paura ma la curiosità era più forte. La curiosità di ragazzine, adolescenti ma ancora molto ingenue in rapporto all’età.

Serate

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Ricordo le serate in spiaggia, con birra scadente comprata in negozietti improponibili lungo la via principale. Non mi è mai piaciuta la birra, non mi piace tutt’ora ma quella era così scarsa che nemmeno sapeva di birra. E pur di stare con gli “amici” la si beveva facendo finta che piacesse. Poca però. Le sdraio a cerchio, sigarette vaganti. No, mai fumato, nemmeno in quelle occasioni.

Discorsi improbabili

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Ricordo le ore in spiaggia, il pomeriggio, sotto l’ombrellone con gli auricolari nelle orecchie, in condivisione chiaramente, parlando di quello che avremmo indossato la sera. Non da sfigata, non da strada. “Gonna? Per forza! Noi dai che vergogna! E se c’è lui? Appunto, che figura!!! Faccio schifo con la gonna! Ma non puoi non metterla!” Discorsi stupidi e infiniti. Ore.

Dolcezza che rimane

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Ricordo poesie improvvisate, recitate mano nella mano. Momenti di dolcezza ritagliati tra una battuta e un’altra. Isolarsi pur restando nel gruppo di amici. Senza spostarsi di un passo. La voce bassa, quasi un sussurro, che nessuno senta. L’appetito che passa ma certi orari vanno rispettati. Un “Non andare” che non sbiadisce con il passare degli anni.

Reale o no?

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Ricordo una serata in riva al mare, le luci alle spalle, un’enorme distesa d’acqua, nemmeno troppo silenziosa, alle spalle. Poche parole, ma le ricordo ancora. Molti sogni. Molti pensieri. Molte speranze. Poca realtà. Il tempo che passa troppo veloce. Il cuore che batte troppo veloce. La mente che viaggia troppo veloce. Far finta che tutto fosse reale e non a scadenza. E se fosse stato reale in realtà? Forse lo era. Oggi come oggi non cambierebbe nulla. Penso che lo fosse.

Ricordo tante altre cose, situazioni e persone, ma per stasera va bene così.

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Ronny: una storia pelosetta

Vi ho mai raccontato di quando Ronny è arrivato in casa nostra? Eravamo sposati da poco, meno di un anno. Io ero iscritta al gruppo Facebook “Pelosi in difficoltà“. Si può chiaramente capire che tipo di gruppo sia. Piccoli pelosetti in cerca di famiglia.

L’annuncio

Avevamo deciso di prendere un cane. Comprarlo no. Fuori discussione. Aiutare un peloso in difficoltà era la scelta giusta per noi. Per il nostro modo di vedere le cose. Così, in quel gruppo, vediamo l’annuncio di Micro. Un piccolissimo. Chiamiamo per lui ma è già stato adottato. Felici per lui ovviamente. La signora che gestisce il rifugio ci manda via mail due foto. Un volpinetto biondino e una cucciolotta di nome Sara. Impossibile scegliere tra due patati. In base a cosa escluderne uno?

Andiamo al canile

La signora ci propone di andare al canile per incontrarli dal vivo e così facciamo. Non è vicinissimo ma non importa. Andiamo. Arrivati lì troviamo una grande cascina, dove i cani sono trattati bene, in spazi che vengono costantemente puliti, lo vediamo con i nostri occhi. Hanno cibo, acqua e riparo. Certo, non è una casa, ma sono trattati bene. E rispettati. Andiamo al box dei due piccoletti. Condividono lo spazio con un amorino più grande e la signora dice che forse, avendo noi un appartamento, il volpinetto è più adatto di Sara perché è più tranquillo come carattere.

Il volpinetto

Quindi lo portiamo a fare un giro con il guinzaglio. Tira come un matto. Cammina a zig zag. Vuole vedere tutto, annusare tutto. Si gode la passeggiata. È un concentrato di energia. Età presunta 2/3 anni. In canile da un paio di mesi, accalappiato nel paese accanto, mentre girava per strada. Un bellissimo randagetto, biondo e col pelo folto. Lo portiamo a casa. Con un guinzaglio di fortuna, prestato dalla signora, lo mettiamo in macchina ed è nostro. Faccio il viaggio con lui sul sedile posteriore. Mi sta addosso tutto il tempo. Spaventato, agitato. Dolcissimo. Durante il tragitto scegliamo il suo nome.

Ronny

Appena giunti a casa lo portiamo dal veterinario. Ha ancora addosso i punti della sterilizzazione. Viene visitato. È sano e con un carattere dominante. Un bel tipetto tosto e vivace. Ma ha tantissimo amore da dare. Lo portiamo dalla mia mamma per farglielo conoscere. Stenta a credere ai suoi occhi ma lui c’è, c’è davvero. È il 25 marzo 2010. Il giorno che, da lì in poi sarà il suo compleanno. Da allora Ronny è con noi. Non ce ne siamo mai separati. Lavoro, vacanze, ricoveri ospedalieri, ospiti a casa. Niente e nessuno ci ha mai impedito di tenerlo con noi. Basta organizzare tutto tenendo conto delle sue esigenze come delle nostre. Ed è più che fattibile se gli si riconosce l’importanza che merita. È della famiglia e non solo per modo di dire ma realmente.

Ronny

Amore… un giorno speciale 

Questo post non posso che intitolarlo così, perché è dedicato alla persona che, per me, rappresenta l’amore nel modo perfetto.

All’uomo che da 8 anni rende la mia vita infinitamente migliore. Potrei fare un elenco delle sue qualità ma sarebbe lunghissimo, dovrei scrivere per sempre e avrei anche altri progetti per il futuro. 😅

27 giugno 2009

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Erano 8 anni fa, il 2009, quando il nostro sogno si è realizzato. Non ci credevo, mi sembrava troppo bello per essere vero, ma era vero. Mi sembra troppo bello anche ora. ❤️ Ed è ancora vero. Ne abbiamo passate un bel po’ prima di poter stare insieme serenamente. Intromissioni, paure, bugie (non nostre)… Però, ci siamo riusciti. Non ero nervosa, nè agitata, solo impaziente che la nostra vita insieme cominciasse! Sapevo che sarebbe stata meravigliosa… 💟

L’uomo ideale

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Ho sempre avuto ben chiaro in mente come era il mio uomo ideale. Per questo quando ho conosciuto lui, non ci potevo credere, era esattamente così e più lo conoscevo più ne ero convinta. Ne sono ancora più convinta oggi. Ed è solo grazie a lui se ho potuto affrontare e superare i danni che la vita ci ha inflitto e che fanno tanto male ancora oggi. Ma siamo qui, ancora insieme, più uniti che mai. Non ci servono scuse, alibi, giustificazioni. Il nostro rapporto si basa su altro.

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Quest’anno non ho la possibilità di potergli fare un vero e proprio regalo di anniversario, anche se lo meriterebbe pienamente, ma almeno una cenetta carina ho provato a prepararla. Sperando che non rientri troppo tardi.

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È uno degli aspetti peggiori del nuovo lavoro, quello che pesa di più a lui e a me. Ma non importa. A qualunque ora rientri io e il ciccione peloso siamo qui ad aspettarlo per goderci almeno una seratina tranquilla insieme. Questo è ciò che conta di più.

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Auguri a noi, di continuare così, a esserci l’uno per l’altra qualsiasi cosa accada, come è stato per questi 8 anni… Grazie per i nostri momenti felici…

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